Milan, senti Conte: “Difesa alta? C’è modo e modo. Divertirsi non basta”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Antonio Conte torna a parlare in Inghilterra: la difesa alta, il Subbuteo e gli obiettivi per la sua prossima squadra (sarà il Milan?)

Dopo aver sentito parlare il suo storico vice Cristian Stellini e, molto più recentemente (oggi) il suo collaboratore al Chelsea Carlo Cudicini, il Telegraph pubblica un’intervista a uno dei profili più chiacchierati per la prossima panchina del Milan: Antonio Conte. Di seguito, alcuni passaggi chiave.

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Innanzitutto, sollecitato sulla domanda sulla difesa alta, ha risposto chiaramente: “Sì, potreste vederla da me. Ma la linea alta significa che devi premere molto. Puoi alzare la tua linea se c’è pressione sulla palla. Altrimenti, è un grosso rischio”.

Poi, fa riferimento ai moduli utilizzati in carriera:

“Basta vedere quanti gol segnano le mie squadre ogni stagione, non dipende dai tre o quattro dietro, ma dal modo in cui costruisci la squadra e costruisci l’attacco. Allo stesso tempo, non è bello essere troppo offensivi. E nemmeno troppo difensivi. Devi rispettare le caratteristiche dei giocatori e adattarti a loro. La mia esperienza mi dice che se vuoi vincere il campionato o sollevare un trofeo, devi avere una squadra stabile. La scorsa stagione, il Manchester City è stato il miglior esempio di una squadra con un grande equilibrio, sia difensivo che offensivo”.

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Al giornalista Matt Law, che per l’occasione l’ha intervistato a casa sua in compagnia della sua famiglia, ha mostrato l’intera parete che ospita sue medaglie e trofei replica della carriera da giocatore e allenatore. Conte commenta così:

“Quei trofei sono una grande, grande responsabilità perché restano lì per ricordarti che ‘oh guarda, devi vincere. Hai fatto questo e devi continuare a farlo’. Se l’obiettivo finale è vincere il campionato e sollevare trofei, è importante offrire intrattenimento al pubblico”. E ha continuato: “Essere solo una squadra divertente non basta se vuoi vincere. Lo so perché ho allenato le squadre migliori e hanno sempre chiesto di vincere”.

Infine, sul futuro:

“Per me, ora è impossibile lavorare per una squadra solo divertente perché l’aspettativa è sempre quella di dover vincere. Amo il mio passato, ma allo stesso tempo l’aspettativa che porti è sempre molto alta e se non vinci, hai fallito. La migliore opzione possibile è divertire e vincere”.

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