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Juve-Milan, Pioli: “Ad Anfield ci siamo scottati, ma ci sentiamo forti”

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JUVE-MILAN – Stefano Pioli ha parlato nella classica conferenza stampa pre partita di Juve-Milan. Di seguito le sue dichiarazioni:

Nelle grandi partite si soffre, ripartire è un segno di maturità?

A Liverpool ci siamo scottati a inizio partita. Abbiamo vissuto una situazione in cui tutto era al top e abbiamo fatto fatica. Ma una squadra in difficoltà ha saputo reagire. Questo è un segnale di maturità e di forza, ma ancora c’è differenza. Abbiamo vinto in campionato con più qualità e intensità, e col Liverpool abbiamo perso per lo stesso motivo.

Per la prima volta contro la Juve di Allegri. Ti aspettavi una Juve così? Siete i favoriti?

Mi fa piacere ritrovare Max, grande allenatore. È evidente che fosse difficile aspettarsi una Juve così, ma hanno avuto tanti nazionali. Non siamo favoriti, siamo due squadre molto forti. La partita sarà molto equilibrata, chi giocherà il calcio migliore avrà più possibilità di vincere.

Il punto su Ibra e Giroud? 

Ibra vorrebbe essere Superman ma non ci riesce. CI siamo confrontati, non ha avuto miglioramenti e non sarà della partita come non lo sarà Giroud che ha avuto una lombalgia dopo Liverpool. Ma avrò comunque le mie risorse.

A Maggio segnarono Tomori e Brahim, che sono partiti forte.

Devono continuare così, parliamo giocatori di grandissima qualità e disponibilità nel cercare il dettaglio in più per crescere. Loro hanno sfruttato bene la loro esperienza dello scorso anno, non è facile per uno spagnolo e un inglese nel campionato italiano ma loro ci sono riusciti. 

Queste prime partite che indicazioni ti danno? Siete i favoriti?

Noi ci sentiamo forti e ci alleniamo per vincere ogni singola partita. Mercoledì abbiamo trovato qualcuno più forte di noi ma è uno stimolo. Il nostro livello si è alzato ma la competitività è molto alta. Le prime 7 sulla carta sono molto vicine tra loro per valori.

Maignan ha fatto scacciare il fantasma di Donnarumma?

Non abbiamo fantasmi, sappiamo tutto quello che ha portato Gigio. Ora abbiamo un altro grandissimo portiere, Mike mi piace tantissimo per il lavoro quotidiano, è sempre incisivo, determinato, attento e anche nella comunicazione. È anche arrivato tardi e in un nuovo ambiente, ma ha un grandissimo pregio: è molto curioso. 

In Italia può bastare questo livello per lo scudetto?

No, non sono stati 10 minuti ma molto di più. A quei livelli i particolari fanno la differenza. A liverpool non siamo stati così dinamici come volevamo, ma se vogliamo competere nel campionato italiano serve un livello alto per tutta la gara.

Pellegri e Messias? Quando li vedremo?

Arriverà il momento quando saranno nelle condizioni per aiutare la squadra. Messias ancora non lo è, Pellegri si, domani sarà disponibile e potrebbe essere domani la sua presenza. È un giocatore che ci potrà aiutare.

Capitolo Romagnoli: quando il Milan si ribellerà a Raiola?

La gente fa il suo lavoro, io faccio l’allenatore e sono contento di Romagnoli. Manderò in campo i giocatori motivati e disponibili.

La Juve soprattutto da quando è tornato allegri si abbassa di più per poi ripartire. Sarà più forte la tentazione di andare a prenderli alti per non farli uscire e fermare la ripartenza sul nascere o come contro la Lazio aggredirli dalla metà campo e togliere campo dietro la nostra linea difensiva?

Mi aspetto una Juve che pressi, ci venga a prendere e voglia dimostrare. Noi dobbiamo essere preparati a reagire a ogni interpretazione. 

La differenza tra Milan e Liverpool è la differenza tra la Serie A e la Premier? È un gap colmabile?

Quello che abbiamo visto a Liverpool tra terreno di gioco, stadio, ambiente. Loro sono al Top. In Premier ci sono 4 squadre che possono ambire alla Champions, e questo significa che il livello è altissimo. Serve una crescita ma non solamente sul campo. 

Hai vinto contro una Juve che era diversa. Come si batte questa Juve?

L’anno scorso è il passato. Per batterli serve attenzione, cura dei particolari, tecnica e intensità superiori.

Tante defezioni in questo periodo. Viviamo lo stesso periodo dell’anno scorso?

Mi auguro di no ma è chiaro che giocando tante partite il pericolo c’è.

Rafael Leao è sempre più presente. Deve migliorare l’intesa con Theo?

Non ti sbagli, ma Rebic e Leao sono due giocatori diversi. Rafa punta più l’uno contro uno e Rebic ha tempi migliori nelle sponde. L’importante è che Rafa stia continuando la sua crescita come ha fatto nelle prime.

Questa squadra è diventata grande?

Abbiamo sempre puntato sul nostro lavoro e sul nostro equilibrio. Dopo Anfield abbiamo rivisto alcune situazioni in cui solitamente facciamo meglio. E questo ci farà crescere. Noi pensiamo di essere un gruppo forte e vogliamo dimostrarlo ad ogni partita.

Quali indicazioni migliori ti ha dato la partita di Liverpool?

Si può migliorare la costruzione, c’erano soluzioni per trovare le imbucate che poi hanno fatto male a loro. Quando lavoriamo con le nostre posizioni con velocità e qualità possiamo mettere in difficoltà qualsiasi avversario. 

Sarà un Milan più forte per coscienza o un Milan meno forte per condizione?

Mi aspetto un Milan più forte e più consapevole, imparando da qualche scottatura. Domani è un’altra partita di altissimo livello e tutti i giocatori della Juve sono Nazionali e pensano di vincere il Campionato. L’importante è essere attivi in entrambe le fasi di gioco. Se saremo così faremo una buona gara e avremo le nostre possibilità di giocarsela. 

photocredits: AC Milan

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