Milan-Juventus, conferenza Pioli: “Dobbiamo capire quando colpire, quando palleggiare e quando pressare”

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Dopo la vittoria nella trasferta di Benevento che ha permesso al Milan di rimanere da solo in testa alla classifica, i rossoneri tornano subito in campo. Ad attenderli a San Siro c’è la sfida contro la Juventus che, nonostante abbia iniziato la stagione con risultati altalenanti, va sempre considerata un avversario temibile e una delle squadre favorite per la conquista dello scudetto:

Il Milan si presenta a questa partita con dieci punti di vantaggio, che Juventus si aspetta?

“Una Juventus in crescita che sta iniziando un nuovo percorso, è una squadra molto forte con grandissimi giocatori, ben messa in campo e difficile da prendere. Hanno giocatori di qualità che ti possono far male. Sarà una partita da affrontare in modo molto lucido dal punto di vista tattico. Credo che la Juventus sia pronta e forte, ma affronterà un Milan pronto e forte”

Quale statistica rappresenta meglio in Milan? L’imbattibilità da 27 partite, le 17 partite con almeno due gol segnati o le 17 partite in trasferta senza sconfitta?

“Sono dati importanti che testimoniano la qualità del nostro lavoro e dell’organico che ho a disposizione. Ma questo non deve far cambiare il nostro obiettivo che domani è quello di cercare di dare il massimo e cercare di vincere contro la Juventus”

Che vigilia è stata?

“Milan-Juventus è una partita importante per la storia e il blasone dei due club. Siamo solo alla quindicesima giornata e noi stiamo facendo una maratona, non possiamo permetterci uno scatto. Al limite possiamo fare un allungo ma questa non sarà la partita della vita o una partita decisiva. È una partita importante contro un avversario forte e che sta bene ma stiamo bene anche noi e vogliamo affrontarla al meglio, vogliamo cercare di vincere sapendo che dentro alla partita ci sono sempre tante difficoltà e che domani le difficoltà saranno anche più del solito”

Aggiornamento infortunati – Leao può giocare come vice Ibra?

“Ho rimproverato Ibra per il suo messaggio sui social perché poi voi mi avete tempestato di messaggi e chiamate. Sta meglio e sta lavorando bene ma domani non sarà della partita. Rafa sta cresendo tanto, non ha le stesse caratteristiche di Ibra ma deve coltivare le sue che sono importanti per la squadra e che dobbiamo cercare di sfruttarle nel modo giusto. Con ragazzi così giovani e talentuosi dobbiamo avere il tempo per crescere e capire certe situazioni, per trovare la posizione giusta e gli spazi. L’importante è vedere nei ragazzi la volontà di crescere e di migliorarsi giorno per giorno è questa disponibilità c’è sempre stata” 

È l’ennesima occasione per dimostrare che il Milan è tornato a far paura?

“Ogni partita è un’occasione per dimostrare il nostro valore. Più la qualità dell’avversario sale e più deve salire il livello della nostra prestazione. Noi dobbiamo concentrarci sulla partita e sul far salire il nostro livello perché gli avversari hanno qualità ed esperienza: sono anni che giocano insieme e che vincono. Noi stiamo facendo il nostro discorso e stiamo dimostrando di potercela giocare”

È cambiato qualcosa nelle gerarchie del campionato rispetto alla scorsa stagione?

“Per noi è cambiato: rispetto alla stessa giornata del campionato scorso abbiamo 17 punti in più. È chiaro che il livello della squadra e delle nostre prestazioni è cambiato, questo ci da ancora più fiducia e più convinzione che la strada che abbiamo intrapreso sia quella giusta. Non voglio smorzare gli entusiasmi ma non penso che sia giusto parlare di partita decisiva dopo 15 gare, noi affrontiamo ogni partita come se fosse l’ultima e questo sarà il nostro spirito anche domani, sapendo che sarà un esame importante”

Che effetto le fa questa nuova dimensione di guida e uomo copertina?

“La cosa che mi gratifica di più è la stima del club nei confronti del mio lavoro e di quello dello staff, oltre che la credibilità che ho verso i miei giocatori. Capisco quali possano essere gli umori in positivo e come possano variare a seconda dei risultati, quindi cerco di viverla con equilibrio. Questo mi dà ancora più motivazioni nel dare ancora il meglio e nel tirare fuori il massimo dai miei giocatori. 

Sarebbe contento di un pareggio o la vera forza del Milan è quella di non accontentarsi mai?

“Se approcci la partita pensando al pareggio è il modo giusto per perdere. Dobbiamo affrontare ogni partita con serietà e cercando di fare il nostro meglio sapendo che si può soffrire. Sono contento a fine partita quando i ragazzi danno il massimo e escono dal campo senza rimpianti”

Dal punto di vista psicologico quanto incide lo scendere in campo dopo le dirette avversarie?

“Non influisce: scendiamo in campo con grande concentrazione e con l’obiettivo di vincere la partita a prescindere dal risultato delle altre. La classifica non è l’aspetto più importante, è più importante la singola partita”

È possibile che la Juventus domani perda lo scudetto?

“Non credo, 16 giornate sono ancora poche rispetto alle 38 che dobbiamo affrontare e c’è spazio per tutti”

Ha pensato a un piano B rispetto a Krunić visto la carenza di uomini a centrocampo?

“Penso sempre a un assetto iniziale e a una strategia iniziale, alle posizioni in campo dove vogliamo limitare le potenzialità avversarie e dove vogliamo sfruttare i nostri punti di forza. Nella testa dell’allenatore c’è sempre una preparazione successiva, se le cose non funzionano ci possono essere altri interpreti o altre posizioni”

Kjaer ha esaltato lo spirito di gruppo del Milan, è d’accordo?

“Fino ad oggi è stato così, i risultati dicono che abbiamo fatto un percorso incredibile. Dobbiamo continuare a dimostrarlo partita per partita. Nel campionato italiano le difficoltà sono altissime: ci sono sette squadre che si contenderanno le prime quattro posizioni”

La società l’ha rinfrancata sull’arrivo di un difensore centrale? Conti è sul mercato?

“La società è presente tutti i giorni e i nostri contatti sono continui, il mercato è appena iniziato e la società sa che se ci sarà l’occasione per migliorare la rosa in qualche ruolo si farà trovare pronta. Non abbiamo messo nessuno sul mercato, conti è un buonissimo giocatore, in questo momento le gerarchie sono un po’ cambiate ma il calcio dimostra che le gerarchie cambiano facilmente”

Cosa manca per poter dire la parola Scudetto a Milanello?

“Dobbiamo continuare a giocare in questo modo, con questa attenzione e questa qualità. Per giocare ad alto livello servono intensità e qualità. Se manteniamo questi due fattori abbiamo la possibilità di continuare ad essere protagonisti”

Cosa si aspetta da Krunić?

“È la squadra deve interpretare bene la partita, che deve star bene in campo e leggere bene le situazioni. Le prestazioni del singolo possono influire sul livello della squadra ma Krunić sta con noi per merito e per caratteristiche. Non gli dirò nulla in particolare se non la raccomandazione di far attenzione a quei particolari che in una partita come quella di domani possono fare la differenza”

Che tipo di approccio vuole vedere alla partita di domani?

“A Benevento mi aspettavo un inizio così così, ci sono stati giorni di vacanza che ci servivano, ma alla prima partita puoi pagare un approccio un po’ meno intenso del solito. Poi ci siamo sciolti e abbiamo giocato da squadra anche in inferiorità numerica. Domani sera staremo meglio dal punto di vista mentale e fisico, credo che sarà una partita da leggere bene, dovremo capire quando colpire, quando palleggiare e quando pressare”

Quale Juve è più pericolosa? Questa o quella dell’anno scorso?

“Quella di domani è la Juve più pericolosa, per noi era stata una partita importante per la nostra autostima ma il passato è passato. Conta soltanto domani, sappiamo i nostri valori e abbiamo rispetto per un avversario forte”

Quali sono le differenze tra il Milan che ha vinto la stagione scorsa e questa? Cosa le è rimasto, nella sua carriera da allenatore, dei tre anni alla Juventus?

“La partita dello scorso campionato va presa come esempio per la squadra per farle capire che le partite non finiscono mai, nessuno avrebbe pensato che avremmo ribaltato il risultato. È un insegnamento che la squadra ha recepito e ha fatto suo. Sono arrivato alla Juventus che ero diciottenne, sono entrato in uno spogliatoio di grandi uomini che mi hanno insegnato tanto. Ne sono uscito molto più adulto e maturo e con degli insegnamenti importanti per la mia crescita professionale”

Marco De Cristofaro

photocredits acmilan.com

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