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Conferenze Stampa

Torino-Milan, Pioli in conferenza: “Ibra non ci sarà ne domani ne domenica. I giocatori devono essere arrabbiati”

Marco De Cristofaro | 11 Maggio 2021
Torino-Milan

Torino-Milan

Dopo la vittoria fondamentale contro la Juventus, che ha permesso al Milan di sfatare il tabù Stadium e di portarsi avanti negli scontri diretti contro la Vecchia Signora, i rossoneri devono sostenere un’altra sfida decisiva. Contro il Torino, infatti, i ragazzi di Pioli sono chiamati a confermare quanto di buono fatto vedere domenica sera per blindare una qualificazione alla Champions League mai così vicina.

Come gestire l’adrenalina dopo la partita con la Juventus?

“Una delle nostre qualità durante questa stagione è stato l’equilibrio e il non demoralizzarci dopo una sconfitta pesante come quella contro la Lazio. Abbiamo gioito dopo domenica sera ma da ieri mattina siamo concentrati sulla partita di domani che è importantissima. Le partite alla fine sono sempre meno e il nostro avversario sarà diverso e c’è ancora bisogno di fare dei punti per il nostro obiettivo”

Sulla situazione fisica di Ibrahimović

“È stata l’unica nota stonata della nostra serata quasi perfetta. Ha avuto una distorsione al ginocchio e non sarà disponibile domani e domenica. Vedremo come sarà la situazione domenica prossima”

Su Brahim Díaz

“Ha determinate caratteristiche e per giocare tra le linee è il giocatore più adatto insieme a Çalhanoğlu. Dipenderà però dalla strategia, la partita di domani sera sarà completamente diversa da quella di domenica sera. I nostri avversari giocano con un sistema di gioco diverso, con delle posizioni diverse e con un atteggiamento difensivo e offensivo diverso”

Sull’effetto della vittoria di domenica sul futuro di Donnarumma

“Gigio è un professionista, PUNTO. È attaccatissimo alla nostra situazione e come tutti noi è concentratissimo su Torino-Milan, su Milan-Cagliari e su Atalanta-Milan. Il 24 maggio si tireranno le somme sulla stagione e sulle possibili scelte future di alcuni di noi ma fino ad allora nessuno parlerà di futuro e penserà al proprio futuro. Sappiamo di aver vinto una partita importante ma quella più importante è quella di domani sera”

Sull’importanza di Donnarumma e Ibrahimović

“Si gioca, si vince e si perde di squadra. Poi se i singoli aumentano il proprio valore aumentano anche il valore di squadra. Quindi stiamo parlando di giocatori molto importanti per la squadra ma in questo momento non dev’esserci un singolo che può determinare un risultato o una stagione, c’è un collettivo che ha lavorato con continuità per tutta la stagione e deve continuare a farlo. Solo questo conta”

Sulla mossa tattica di Díaz e l’ingresso di Rebić domenica sera

“Credo che la reazione di un giocatore importante e attaccato al suo lavoro debba essere così. Rebić è un titolare del Milan e lui lo sa. Io poi analizzo la partita precedente e preparo quella successiva in base a quello che ci può servire di più. È un giocatore importante e tutti i giocatori del Milan che domani non verranno scelti dovranno essere “incazzati”, perché è giusto, è il momento in cui tutti vorrebbero giocare e perché arriviamo al momento cruciale della stagione e tutti si sentono di aver dato tanto per raggiungere il nostro obiettivo. Se non verranno chiamati devono essere incazzati. Ho sempre detto ai miei giocatori che se non mi salutano quando mi incrociano e si girano dall’altra parte non è un problema. L’importante però è che non manchino di aiutare la squadra e di avere spirito di collaborazione e di sacrificio quando vengono chiamati in causa. Ante non era contento come non era contento Leão e tanti altri loro compagni ma le responsabilità me le prendo perché alleno una squadra e pensiamo di avere delle strategie per la gara che possono darci dei vantaggi, ma loro devono reagire così.

Sulla fase difensiva di domenica sera

“Le scelte che abbiamo fatto per la partita di domenica sera erano indirizzate alla nostra fase difensiva. Non mi era piaciuta la nostra fase difensiva contro il Benevento dove avevamo concesso tante situazioni pericolose ai nostri avversari. Quindi abbiamo messo in campo una formazione più compatta e organizzata, con due linee molto vicine e quando sei più compatto e concentrato poi anche il lavoro dei difensori è più facile. Poi stiamo parlando di due difensori di altissimo livello che hanno fatto una buonissima partita. La squadra ieri sembrava aver recuperato bene ma analizzerò bene ogni singolo perché domani ci aspetta una partita delicata e difficile”

Sulla fatica del Milan contro le squadre che si chiudono

“Non ho paura dell’euforia ma sono sempre preoccupato prima di una partita perché spesso gli episodi possono decidere la gara. Non è che la Juventus ci sia venuta a prendere ieri sera, solo nel primo tempo quando siamo andati in vantaggio ma poi siamo stati bravi a muovere palla. Non so se il Torino ci aspetterà o ci verrà a prendere, sono scelte che cambiano di partita in partita. So che noi dobbiamo giocare con la stessa attenzione e volontà di non dare punti di riferimento a una difesa avversaria fisica e solida. Noi dobbiamo proseguire sulla prestazione di domenica sera perché arriviamo a un momento decisivo del campionato”

Su come colmare l’assenza di Ibrahimovic

“L’obiettivo è mettere in campo le nostre qualità e cercare di sfruttarle al 100%. Se dovesse giocare Rebić ha altre caratteristiche e cercheremo di metterlo nelle condizioni migliori per sfruttare le sue qualità. Poi dopo mettiamo in conto anche le posizioni dell’avversario ma abbiamo bene in mente quali sono i nostri concetti e ieri sera siamo stati molto bravi ad attaccare la profondità con più giocatori. Gli avversari comunque non possono chiuderti tutto: non possono essere stretti, corti e profondi. Noi dobbiamo essere pronti e attenti: dobbiamo essere una squadra matura per fare le scelte giuste al momento giusto”

Sulla soddisfazione dopo la partita di domenica

“Credo che sia stata soddisfazione e gratificazione: abbiamo vinto contro un avversario storico. Abbiamo vinto nettamente ed è chiaro che sono vittorie che ti danno consapevolezza e fiducia. Sappiamo anche che non abbiamo ancora concluso niente e potremo festeggiare quando avremo raggiunto l’obiettivo Champions. Mancano ancora nove punti ed è il momento di continuare ad affrontare le partite con questo atteggiamento e mentalmente dobbiamo essere forti e stare nella partita anche durante le difficoltà perché domani sera ci saranno delle difficoltà, le abbiamo avute anche domenica ma siamo stati squadra, ed essere squadra significa superare le difficoltà in momenti complicati della partita e avere più possibilità di vittoria”

Sui progressi di Pioli come allenatore

“Io provo tutti i giorni a crescere e migliorarmi. Ho una passione che non mi permette di fermarmi e di guardare al passato ma mi permette invece di aggiornarmi, di essere curioso e di provare a continuare a crescere in tutte le dinamiche del mio lavoro. Credo che il mio processo di crescita non sia finito, poi è chiaro che le mie esperienze mi sono servite per migliorare e ad essere ancora più consapevole di cosa c’è da fare e dire. Non sono più un allenatore giovane ma dentro mi sento molto giovane, quindi ho tanta voglia di fare”

Come reagisce Pioli quando sente #PioliOut?

“Io non lo sento perché qua a Milanello non l’ho mai sentito. Qua si respira un’aria positiva, un’energia con i giocatori, il club e l’area tecnica. Quindi io sono assolutamente positivo e continuerò ad esserlo finché lavoreremo in questo modo”

Sul come ha maturato la scelta di schierare Díaz contro la Juventus

“Serve lavorare bene e conoscere gli avversari e le nostre qualità. Serve anche un po’ di fortuna. Cito Mandela: << Quando avrò la paura di rischiare non sarò più un leader >>”

Sulle differenze di preparazione della partita tra Juventus e Torino

“Le fasce e i cross sono sempre molto importanti e noi dovremo essere bravi a sfruttare gli spazi che ci lasceranno gli avversari. Dovremo essere bravi anche a occupare bene il campo perché se riesci ad avere nella stessa azione l’ampiezza, la profondità e i giocatori posizionati bene tra le linee significa che hai un ampio ventaglio di possibilità e poi devi essere bravo a scegliere l’opzione giusta”

Il rigore sbagliato da Kessie può essere stato un momento chiave della partita e della stagione?

“Sì, è chiaro che un altro momento chiave è stato anche il gol di Díaz appena prima della fine del primo tempo. Ma si è anche vista la reazione della squadra dopo una situazione negativa, dove avremmo potuto avere tanta fiducia e tanto entusiasmo in più col doppio vantaggio. Dal campo ho avuto la sensazione di una squadra forte che è rimasta in partita e che ha continuato a giocare. È stata una bella risposta”

Dalot può sostituire Saelemaekers squalificato?

“Sì, può essere una possibilità: è un esterno di spinta più portato a partire dal basso però può essere una possibilità”

photocredits acmilan.com

Scritto da Marco De Cristofaro

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