Condò: “Milan scoppiettante! Pioli e il privilegio che fu di Spalletti”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Dentro e fuori dal campo, il Milan ha cominciato bene la prima stagione senza Paolo Maldini: cosa ha visto Paolo Condò nelle prime due uscite rossonere?

Milan e Napoli scattano e provano a dare il primo strappo alla Serie A mentre, in attesa dell’Inter, la Juventus inciampa: in un editoriale sulle colonne di Repubblica, il giornalista Paolo Condò ha parlato delle prime due giornate del nostro campionato. Dalla differenza tra la Juventus di Max Allegri e il Milan di Stefano Pioli ad uno strano ponte che collega lo stesso Stefano Pioli a Luciano Spalletti, allenatore Campione d’Italia uscente e nuovo CT della Nazionale: cosa ha visto Paolo Condò nelle prime due uscite del Milan?

Il Milan sì, la Juventus no

“La scoppiettante uscita dai blocchi del Milan ha ricevuto un indiretto marchio di qualità dalla prestazione del Bologna a Torino. La seconda giornata segna l’avvio dei confronti a distanza, dei paragoni cui i tempi ravvicinati conferiscono coerenza, e la salute tecnica e tattica mostrata dalla squadra di Thiago Motta allo Stadium aumenta l’impressione per la scioltezza con la quale il Milan era passato a casa sua. La Juventus non possiede la qualità leggera del Milan, non ha un generatore di superiorità numeriche come Leao né un ballerino tra le linee come Pulisic, e nemmeno un coltello che entra nel burro come Theo Hernandez. La sua cifra è l’impeto, e Allegri deve metterlo al servizio di Vlahovic per estrarre dal suo centravanti le doti anch’esse originali che può garantire”.

“La Juve ha fatto un passo indietro rispetto alla promettente partenza di Udine perché l’occupazione della metà campo avversaria — la chiave perché l’impeto risulti vincente — è stata sempre contrastata e spesso capovolta dalla sapienza del palleggio di Motta (memento: la Serie A si è lasciata sfilare De Zerbi, veda di non ripetersi con lui), e se all’arbitro non fosse sfuggito l’evidente rigore di Iling su Ndoye è probabile che il Bologna l’avrebbe vinta. Però lo stesso Iling, qualche minuto dopo, ha consegnato a Vlahovic un pallone finalmente adeguato alle caratteristiche del serbo, e quello ci ha confezionato il pari da grande colpitore di testa qual è. I cross possono piovere sia partendo da una difesa a tre che da una a quattro, e confessiamo la nostra curiosità per un ritorno tattico alla prima Juventus di Allegri. La difesa a tre ha avuto un senso preciso negli anni maturi di Chiellini e Bonucci, ora che entrambi appartengono al passato — sia pure in modi diversi — l’aggiunta di un elemento dinamico al posto di Alex Sandro (Cambiaso più Iling, anziché l’uno o l’altro) andrebbe verificata.

Pioli e il ponte con Luciano Spalletti

“In attesa che l’Inter si esibisca stasera a Cagliari, le squadre a punteggio pieno dopo due giornate sono rimaste soltanto tre, e se il Verona a queste altezze è un ospite che si frega le mani per aver già messo in cascina ad agosto un po’ di fieno per l’inverno, il Milan e il Napoli sono in ritmo coi loro obiettivi. La qualità del gioco e la facilità delle palle-gol rossonere dimostrano che Pioli ha potuto (e saputo) lavorare sulle due ricchezze messegli a disposizione dalla società: il mercato generoso, e i suoi tempi di realizzazione. Il Milan è questo da luglio e il suo tecnico ha sfruttato l’estate per definire le nuove direttrici di gioco; è lo stesso privilegio di cui godette Spalletti un anno fa, uno spazio prolungato e sereno per assemblare le forze e arrivare al campionato lanciati. La salute economica garantisce questo, ed è evidente il vantaggio sui club costretti invece ad aspettare le fasi finali del mercato, quando i prezzi calano, per dotarsi del necessario. La Roma per esempio sta contando i minuti che la separano dall’ingaggio di Lukaku, e le prospettive tecniche della coppia con Dybala sono luminose: ma a Mourinho occorrerà come minimo la prima pausa nazionali per metterli assieme, e venerdì c’è un Roma-Milan centrale per le ambizioni future dei giallorossi. Sono già indietro di cinque punti, diventassero otto sarebbe grave”.

“Il Napoli è rimasto quasi inalterato ma delle grandi è l’unico ad aver cambiato allenatore, il che innesca il processo inverso, l’adeguamento dello spogliatoio al nuovo capo: una situazione che Osimhen dirige con forza e determinazione finché l’entrata in scena di Kvaratskhelia restituisce come per magia la leggerezza che ad agosto, nella calura ancora esagerata, risolve tutti i problemi. Per completare la partenza perfetta Garcia dovrà misurarsi sabato con la Lazio — sì, la terza giornata è già uno snodo, contiene pure Inter-Fiorentina — e siccome è un tecnico attento ai dettagli farà tesoro del piccolo errore di ieri: Osimhen ha concesso con generosità il secondo rigore a Raspadori, che però ha giocato per anni con Consigli, e guarda un po’ ha sbagliato l’esecuzione”.

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