COMUNICATO CONGIUNTO – In difesa dell’operato delle testate giornalistiche verticali e della libertà di stampa

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Care lettrici, cari lettori,

Per la prima volta i maggiori siti d’informazione rossonera si uniscono in una comunicazione congiunta a seguito della notizia, riportata sull’edizione odierna de “la Repubblica” a firma di Enrico Currò, secondo cui «giovedì (scorso, ndr), in una singolare riunione via Zoom, i responsabili dei siti web di informazione sul Milan sono stati invitati a non veicolare notizie che possano scoraggiare i tifosi».

La riunione, tenuta su Microsoft Teams alla presenza di parte dell’ufficio stampa, dei siti e di content creator che seguono quotidianamente le vicende rossonere, rientra nel più ampio programma di confronti che da anni permette alle nostre realtà di (crediamo) mantenere qualitativamente alto lo standard della nostra informazione. Un’informazione che è pleonastico definire indipendente, sia nei momenti di grande entusiasmo sportivo sia in quelli di maggiore difficoltà.

Inutile nascondere che stupisce la modalità in cui una notizia (vera) venga veicolata ponendo l’accento su una (presunta) coercizione che mai si è verificata. E che comunque, sottolineiamo, presuppone anche una sudditanza psicologica da parte dell’informazione digitale rossonera. Considerazione essenzialmente lesiva di realtà che, anzi, quotidianamente rilanciano sulle loro piattaforme contenuti dei media cartacei, portando senz’altro una eco benefica alle suddette testate.

Oggi l’informazione digitale che ruota attorno alla società Milan, non dimentichiamo, porta in dote qualcosa come circa 1 milione di seguaci su Instagram, 1 milione e 300mila follower su Facebook e ampie fette di pubblico attivo raggiunte su X, TikTok, YouTube, Twitch. Per non parlare dei dati strettamente legati all’audience dei siti stessi che, senza troppi giri di parole, abbattono l’incidenza dei media cosiddetti “tradizionali”, anche nelle loro versioni online.

Benché non tenuti a condividere il contenuto della call su Teams, basterebbe visitare i diversi siti rossoneri per rendersi conto dell’assoluta disparità, quindi della libertà, nella trattazione delle tematiche di casa. Che, ça va sans dire, quelle sono per tutti. È pur facile, dunque, trovare anche punti di convergenza nella trattazione di alcuni aspetti che non possono che dipendere dalla comunicazione dell’ufficio stampa. Teniamo, tuttavia, a sottolineare che nessuno ha mai minimamente pensato di chiedere di poter “prevaricare” i broadcaster (a maggior ragione coloro in possesso di diritti e contratti commerciali) nelle situazioni collegiali come le conferenze stampa.

Questo comunicato è pensato, sì, per difendere un operato che in circa 14 anni ha rappresentato per molti un baluardo nell’evoluzione dell’informazione digitale sportiva, ma soprattutto per difendere i milioni di tifosi rossoneri che ogni giorno si informano sui nostri canali, talvolta anche criticandone i contenuti, ma sempre con la convinzione di confrontarsi con la nostra professionalità, trasparenza, libertà. Qualità che h24, 7 giorni su 7, mettiamo a disposizione di tutti. E senza chiedere nulla.

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