Colpani: “Da piccolo? Milan! Quella volta a San Siro con Berlusconi…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Una delle nuove stelle della Serie A svela la sua “fede”: Andrea Colpani tifa(va?) Milan e racconta il presidente Berlusconi

In un’intervista a Sportweek, la nuova stellina della Serie A ha rivelato di avere (avuto) il cuore… rossonero: Andrea Colpani si è raccontato tra la gavetta, il Milan, Berlusconi e l’arrivo al Monza con Adriano Galliani. Di seguito, alcuni stralci delle dichiarazioni del centrocampista offensivo biancorosso.

Colpani tifa(va?) Milan

Tifare Milan e giocare nel Monza vuol dire solo una cosa: aver conosciuto Silvio Berlusconi. Ai microfoni del settimanale della Gazzetta dello Sport, Andrea Colpani ha raccontato l’arrivo in Brianza, dalla chiamata di Galliani alle parole del Presidente, passando per un ricordo… rossonero.

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MONZA, BERLUSCONI, MILAN: «Sono a cena coi miei, ricevo una videochiamata. Dall’altra parte, il mio agente, Tullio Tinti. Dice solo: ti passo il direttore. Penso: quale direttore? Poi vedo Galliani. “Da oggi sei un giocatore del Monza”, dice. Deglutisco e rispondo soltanto: ah, bene, grazie. Ringrazierò sempre il presidente Berlusconi. Quando parlo di lui, mi emoziono. È sempre stato gentile con me. Diceva che ero il suo preferito, forse per la faccia da bravo ragazzo, sicuramente per la tecnica. Salutava tutti con un “ciao” e una stretta di mano. Solo me, mi chiamava per nome: “ciao, Colpani”. Complimenti particolari? Niente di che: dopo una bella prestazione mi diceva soltanto di continuare come stavo facendo. Lui e il dottor Galliani mi hanno sempre dato fiducia».

«L’ho conosciuto nel 2005, quando ero bambino. Un mio zio ha una concessionaria di pubblicità che lavora con Milan e Inter, quindi ha sempre i biglietti per la partita. Quella volta portò a San Siro me e il mio migliore amico. Mi pare che si giocasse contro il Cagliari. Insomma, ci sediamo in uno Sky box, a fianco vediamo Berlusconi. Mio zio ci prende per mano e ci porta da lui: presidente, una foto coi bambini? Lui ci fa sedere sulle ginocchia, mio zio scatta. Non ho avuto il coraggio di ricordarglielo… Se tifo Milan? Da piccolo, sì».

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“Gavetta, rifarei tutto”

La rivelazione della Serie A 2023/2024 Andrea Colpani ha parlato anche degli inizi di carriera, inizi contrassegnati dalla parola “gavetta” e dalle esperienze con Atalanta e Trapani prima del già raccontato arrivo al Monza.

GAVETTA: «Io ho sempre fatto fatica a giocare, fin da bambino. Ogni volta c’era gente fisicamente più pronta di me, piccolo e gracile. Mi viene in mente l’interista Bastoni, che era con me negli Allievi dell’Atalanta. Ho sempre avuto bisogno di fare la cosiddetta gavetta. Per esempio: dopo quello che in teoria sarebbe dovuto essere il mio ultimo anno in Primavera, sempre all’Atalanta, ho preferito farne un altro in più in quella categoria come fuoriquota, allenandomi allo stesso tempo 6 mesi coi grandi, piuttosto che passare in pianta stabile prima squadra. Questo, perché non mi sentivo pronto. Poi ho deciso di partire dalla B invece che provare in A, dove non avrei mai giocato. E, sai una cosa? Rifarei tutto, perché quell’anno in B a Trapani mi è servito tantissimo: ho giocato 34 partite, ho lavorato e preso fiducia. Non è andata benissimo a livello di numeri – zero gol e due assist – ma Baldini prima e Castori poi, i miei allenatori in quella stagione, sono stati fondamentali: uno mi ha messo subito in campo, l’altro mi ha forgiato il carattere».

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