Milan in cima alla classifica degli infortuni muscolari nel 2022/2023

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Lorenzo Iadevaia
Classe 1996, appassionato a 360 gradi di calcio, sport con uno spiccato interesse per il campo della comunicazione, dell'informazione e dei media, è cresciuto professionalmente nelle web radio con sede in Toscana tra Prato e Firenze come speaker in programmi radiofonici e rubriche sportive e come web editor di un portale di informazione prima di approdare a Radio Rossonera in qualità di redattore del sito web e ritornare a occuparsi di calcio seguendo le notizie del mondo Milan. L’attenzione allo scenario social e il desiderio di essere sempre informato e aggiornato sono le caratteristiche che lo contraddistinguono.

Questa mattina Sportweek, inserto settimanale de La Gazzetta dello Sport, ha pubblicato un approfondimento sulla questione aumento degli infortuni soprattutto dovuti a problemi di natura muscolare. Le squadre più colpite sono il Milan e lo Spezia.

 

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In questa prima parte di campionato di Serie A iniziata ad agosto e stoppata a metà novembre per la sosta dovuta ai Mondiali in Qatar gli infortuni muscolari hanno raggiunto il numero totale di 124, molto alto ma anche nella scorsa stagione gli eventi del genere furono al termine 351, meglio solo della Premier League, la quale fa invece peggio del nostro Campionato alla voce infortuni generici che ha fatto segnare 150 casi.

Frazionando i dati squadra per squadra il focus evidenzia che le squadre con più casi di problemi muscolari in questa annata sono, al momento, il Milan e lo Spezia con 12 eventi del genere, a cui fanno seguito Juventus con 10, Fiorentina 9 mentre ne hanno subiti in numero più contenuto le altre big, ad esempio la Roma 7, la Lazio 6, l’Inter e l’Atalanta 5 e tra le grandi primeggia in senso positivo anche in questa speciale classifica legata agli infortuni muscolari il Napoli di Luciano Spalletti con 4.

La questione stop legati a problemi ai muscoli non è limitata solamente a questa stagione in cui i giocatori sono chiamati a scendere in campo ogni 3 giorni, ma è una tendenza costante nel tempo dovuta, secondo la fisiatra Laura Bertelè, ai cosiddetti carichi a secco, cioè del troppo lavoro con pesi e macchine che porta i calciatori a essere vittime di un potenziamento non equilibrato il cui esito è l’instabilità a ginocchi e caviglie. Il potenziamento dovrebbe essere abbinato al riequilibrio, secondo l’esperta a Sportweek.

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