Cerruti: “La differenza tra Napoli e Milan è molto semplice”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

In un editoriale sul calciomercato.com, il giornalista Alberto Cerruti ha trovato in una cosa in particolare la differenza vista fino a questo momento tra Milan e Napoli.

“Ripensando alla formazione iniziale dell’altra sera (Milan-Chelsea, ndr), in cui non c’era nemmeno un volto nuovo rispetto alla stagione dello scudetto, cresce il sospetto sempre più simile a una certezza, che l’ultima campagna acquisti estiva non abbia offerto a Pioli alternative, o meglio ancora rinforzi, all’altezza dei precedenti titolari. Partiamo da quello considerato da tutti un gran colpo e cioè l’arrivo di De Ketelaere, pagato 35 milioni. Mai decisivo fin qui e per di più infortunato, il centrocampista belga può avere pagato l’ambientamento in un campionato nuovo, ma se così fosse è lecito chiedersi perché lo stesso problema non abbia condizionato il georgiano Kvaratskhelia del Napoli, nato 21 anni fa soltanto un mese prima di lui.”

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“Ancora più misterioso l’eterno parcheggio del francese Adli, mai titolare in campionato e nemmeno inserito nella lista Uefa per la Champions, come gli ultimi arrivati Thiaw e Vranckx. Ha giocato, invece, il difensore americano Dest, che però aveva deluso nel suo debutto a Stamford Bridge. Venti minuti prima di lui, nel secondo tempo di martedì sera, è entrato Pobega, uno dei pochi da salvare fin qui, comunque ancora riserva nelle gerarchie di Pioli, alle spalle dei titolari Tonali e Bennacer. E poi c’è l’altro belga, il più famoso di tutti, l’attaccante Origi, che però è arrivato da Liverpool infortunato e non ha mai giocato una gara dall’inizio per nuovi guai fisici. Così il trentaseienne Giroud è stato costretto a fare gli straordinari giocando l’altra sera l’undicesima partita consecutiva come titolare. Troppo per chiedergli di risolvere da solo tutti i problemi.”

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“Invece di aggrapparsi a Rebic, bravissimo ma comunque non una punta di ruolo, visto che Ibrahimovic ha più passato che futuro, Maldini e Massara avrebbero dovuto prendere un altro attaccante, in perfette condizioni fisiche e dal sicuro rendimento, come preziosa alternativa per far rifiatare Giroud, in attesa del pieno recupero di Origi. Così, invece, Pioli si deve arrangiare con quello che gli passa il convento di Milanello, mentre Spalletti non a caso guarda tutti dall’alto in basso, in Italia e persino in Europa, grazie a Kim, Raspadori, Simeone e soprattutto Kvaratskhelia, rinforzi veri e non semplici alternative. Perché vivere di rendita su quello che si è vinto, e con chi lo ha vinto, non basta mai.”

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Photocredits: acmilan.com

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