“Furlani, il centravanti non è uno sfizio!”: la critica del giornalista

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Il Milan fa fatica a segnare e il mercato non ha regalato un vero centravanti: il giornalista attacca Furlani

Uno dei problemi che ha avuto il Milan in queste prime due partite di Champions League è stata la scarsa realizzazione: il giornalista attacca Furlani per non aver acquistato un centravanti. Si è parlato molto in estate della ricerca del Milan di un vice Giroud. Alla fine sono arrivati Okafor e Jovic, secondo il giornalista non sono sufficienti per la portata di gol di cui avrebbe bisogno la squadra di Pioli: manca un vero centravanti!

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Alla caccia di un centravanti per il Milan: il punto di vista del giornalista

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“Ci penso, senza sosta, mentre la candela profumata brucia e illumina il buio. La vita ti dà meno di quello che vuoi, ma anche di quello che meriti. Meritavi di essere a 6, con mezzo piede oltre l’ostacolo , o almeno a 4, con l’orgoglio di una notte da ricordare. E invece sei fermo a 2 e ti senti uno 0. Perché per personalissima mentalità, non c’è cosa peggiore di non aver lasciato un segno in 180 minuti. Forse la sto facendo troppo tragica, melodrammatico che non sono altro. Ma la sensazione di avere avuto una splendida tela bianca e di non essere stati in grado di dipingere nulla è frustrante. Voglio soffrire, voglio sbagliare, voglio gioire. E invece il Milan di Champions rimane al palo con un incredibile score: 0 gol fatti, 0 subiti.  Come se non fosse mai esistito nulla, ancor più forte della paura che sia già finito tutto.  Nelle grandi notti di Champions, questa squadra si specchia un po’ troppo. La scorsa settimana parlavamo dello “sfizio” del centravanti: caro Dottor Furlani, è lo sfizio più necessario delle nostre vite. Se è rimasta anche solo una possibilità, occorre giocarla: non è mai troppo tardi”. 

Tomori: una certezza ritrovata

“La candela profumata continua a fare il suo, Alexa suona Eminem: che serata strana. Con un pizzico di presunzione, non la immaginavamo proprio così. Guardi i voli per Parigi: è tardi davvero. A pensarci solo un mese fa, quando tutto era diverso: ormai incassi e vai avanti. C’è un nuovo Unicorno in città però: dalla squalifica rimediata a Roma in poi, Fikayo Tomori è stato perfetto. E nello sport americano (come nella finanza, per le aziende che raggiungono il miliardo di valutazione), l’Unicorno è esattamente questo: la rappresentazione mitologica  di qualcuno di straordinario, nel senso davvero di ciò che esce dall’ordinario. Il Fikayo di queste settimane è ciò che ti cambia la vita lì dietro e di conseguenza tutto il resto. Però… C’è un però: il Tomori di ieri convive ancora con le altre 100 personalità viste in campo in questi ultimi anni due anni, disastri col Chelsea dello scorso anno inclusi. 19 dicembre: sagittario. Ah, pensavo Gemelli. Insomma Fik, o di qua o di là: basta sbalottarci come se fosse normale. Ti vogliamo sempre così: di un altro livello. One of a Kind, come un vero Unicorno”.

“E adesso a Genova, dove sarà durissima. Poi una pausa Nazionali in cui fare i primi bilanci: per evitare che siano poco razionali e troppo dettati dal momento, occorre non sbagliare a Marassi. Perchè poi, al rientro, ci sarà un mese da incubo, con Juve, PSG e Napoli di fila. Comunque vada, ricordare il concetto: Il Milan non è un giocattolo rotto da buttare. E perdere tutto questo sarebbe un peccato imperdonabile. Uniti per una sola causa, nei problemi ancor più che nelle vittorie. Chi non ci crede, si tiri indietro ora. Spengo la candela, saluto Marshall Mathers. Buonanotte Milan: tanto lo so, che anche stanotte non ci farai dormire. Ma è per questo che molleremo mai”.

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