Milan, Cassano: “Dopo il miracolo, tocca alla proprietà: ho il nome giusto”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Nel corso della giornata di ieri, la Bobo TV si è trasferita a Firenze. Lele Adani e Antonio Cassano hanno discusso di Milan tra mercato e futuro.

Queste le parole dell’ex rossonero sulle prossime mosse della dirigenza per l’estate: “Io se devo fare un sacrificio vado dalla Juve e dico: ‘dammi Vlahovic’. Faccio un sacrificio per il centravanti. Poi mi tengo Theo, De Ketelaere che deve crescere, Leao che sta rinnovando… Di anno in anno metto un pezzo o due per tornare al Milan di 10 anni fa”.
In questo senso, Cassano continua sul Milan: “Quando ci giocavo io, quello più scarso era un fenomeno: aveva 15, 16 giocatori di altissimo livello. Erano forti tutti. Oggi ai rossoneri se togli qualche pezzo fanno fatica, perché stanno facendo un lavoro eccezionale con Krunic dall’Empoli, Messias dal Crotone e Thiaw che l’ha lavorato Pioli. Sono tanti punti interrogativi che stanno lavorando bene. È il caso, e questo è l’anno giusto, che la proprietà metta mano al taschino e prenda un centravanti che faccia 25 gol. Non Maldini e Massara, loro hanno già fatto un miracolo! E l’unico nome è Vlahovic per poter crescere un attimino. Altrimenti sei punto e a capo. Cosa fai? Togli Theo Hernandez? Devi fare uno step alla volta e inserire giocatori forti. Una cosa è giocare al Sassuolo e all’Udinese e un’altra al Milan, all’Inter, alla Juve, al Barcellona o al Real Madrid. Sono step complicati, anche a livello di personalità”.
Proprio rispondendo a Cassano, Adani parla della programmazione: “I colpi come Messias e Saelemaekers ti hanno portato a vincere lo Scudetto. C’è anche Kalulu. Sono tanti. Io dico questo: la genialata del Milan è Maignan. Quella è una genialata che fa saltare il banco, perché ti porta punti ed è top mondo. Poi anche Theo l’ha costruito, non è Maignan. Il portiere è arrivato ed era già forte, come si è messo i guanti. Hernandez, Leao e Tonali li ha costruiti. E poi ha vinto anche con gli altri, perché anche gli altri sono stati importanti. Poi, quando tu ti livelli un attimo Messias non diventa Di Maria e lo sappiamo, diremmo una baggianata altrimenti.Ma se non hai da spendere, cosa ti inventi? Giocano col collettivo, che ha un nome e un cognome: Stefano Pioli. Io spero che la proprietà possa mettere nelle mani di Maldini e Massara due portafogli diversi per due ruoli diversi. E dopo rimane il lavoro”.

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