il 19/08/2022 alle 17:12

Caso Digitalbits, lo sponsor non paga l’Inter

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L’accordo tra Inter e lo sponsor Digitalbits, società di criptovalute, prevedeva un unione contrattuale di 4 anni ed un versamento complessivo di 85 milioni di euro da parte dei secondi, ma non compaiono i primi versamenti nelle casse dell’Inter ed il dialogo si è fatto problematico.

Lo riporta “Calcio e Finanza” che sottolinea anche una Roma attenta ai pagamenti, in ottimi rapporti con il fondatore di Digitalbits, Al Burgio, che potrebbe trovarsi allo stadio anche lunedì. I giallorossi hanno infatti stretto un accordo triennale con la stessa società che prevede un pagamento complessivo di 36 milioni nelle casse capitoline, ma il dialogo sarebbe positivo ed i versamenti regolari.

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Si fa avanti una situazione problematica per l’Inter, che potrebbe chiudersi con una rescissione unilaterale per vie legali, perciò il club nerazzurro ha già provveduto ad un confronto con la Roma.

Chiaramente, le situazioni spinose per l’Inter sono molte: per ora Digitalbits è scomparso dagli sfondi delle interviste, primo provvedimento dei nerazzurri, ma il problema principale è il logo che resta sul petto della maglia da gioco dei calciatori interisti, poiché Nike ha già stmpato migliaia di divise con il nome della società di criptovalute.

Chiaramente all’orizzonte, per l’Inter, l’idea di eliminare il brand dalla maglia sarebbe un problema commerciale di enormi proporzioni.

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