Caressa: “Pulisic, presa per i fondelli! Immagine bidimensionale?!”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Presa di posizione forte da parte di Fabio Caressa e i suoi ospiti al club di Sky Calcio sull’episodio di Pulisic in Genoa-Milan: l’accusa è quella di utilizzare il discorso sulle immagini come “scusa”

Dopo le parole arrivate quasi in concomitanza del designatore Gianluca Rocchi a DAZN sul caso Pulisic in Genoa-Milan, Fabio Caressa e i suoi ospiti hanno preso una forte posizione durante il Club di Sky Calcio. Sulla questione delle “immagini poco chiare”, cuore dell’argomentazione di Rocchi a DAZN, Caressa si è scagliato accusando la classe arbitrale di utilizzare questo discorso come una scusa. Di seguito, l’analisi dell’episodio Pulisic in Genoa-Milan di Fabio Caressa e dello studio del Club.

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Pulisic, Genoa-Milan e le “immagini chiare”

A dare man forte al conduttore Fabio Caressa nell’analisi dell’episodio di Pulisic in Genoa-Milan è Luca Marchegiani, ex portiere ed opinionista fisso della trasmissione della domenica sera sui canali Sky Sport.

Caressa: “Secondo me è fallo di mano. Rocchi ha dichiarato che se non hanno le immagini sicure al 100%, non fanno intervenire l’OFR. Questa non è un’immagine chiara?!”.

Lo studio farfuglia e le voci si sovrappongono: “Sì, sì, vedi che si ferma, altrimenti va via. Ah perché di questa immagine dicono che non c’è la certezza?”.

Caressa: “Non possono non aver visto queste immagini. A parte il fatto che dobbiamo capirci subito, sono 30 anni che facciamo questo mestiere. Dicono che in questa immagine non c’è la profondità, è bidimensionale e non si capisce se effettivamente la tocca col braccio. La questione è che l’immagine è bidimensionale, è sempre bidimensionale un’immagine! Va sempre interpretata l’immagine! Primo problema: serve qualcuno che sappia interpretare le immagini, perché loro non sono esperti di immagine. Il VAR dev’essere affiancato da un professionista, un regista, lo dico da 5 anni, un regista che sia in grado di fargli scegliere le immagini giuste e che dia una propria interpretazione dell’immagine”.

Caressa: “Altro problema. Questo non era una situazione dove non si vedeva niente”.

Marchegiani: “Il punto è questo. Io mi ricordo qualche anno fa, sempre il Milan protagonista con il gol di Udogie. Lì effettivamente non si capiva se toccasse o meno la palla con la mano”.

Caressa: “Sì, anche se noi che studiamo e analizziamo le immagini abbiamo capito per certo che era mano. Non è che siccome non c’è l’immagine allora non si valuta: è evidente che questo è fallo di mano! Qui stiamo parlando di una cosa che è avvenuta al centro dell’area di rigore da solo. Ma come fai a dire che non hai un’immagine buona di un giocatore al centro dell’area di rigore da solo?! Ma quando mai ce l’hai allora?!”.

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La “scusa” e lo “scarico di responsabilità”

La seconda parte di conversazione tra Caressa e i suoi ospiti al Club di Sky Calcio accusa la classe arbitrale e il designatore Rocchi di aver utilizzato la questione delle immagini poco chiare come una scusa per non prendere una decisione sul gol di Pulisic in Genoa-Milan.

Marchegiani: “Diventa uno scarico di responsabilità, è questa la cosa grave. Il fatto di dire che non c’è certezza è uno scarico di responsabilità, avrei preferito che mi dicessero che per loro questo non è fallo di mano”.

Caressa: “Ve lo dico cosa succede: succede che l’arbitro non si prende responsabilità perché dice che tanto non si vede in televisione, cos’avrebbe dovuto vedere lui. Il VAR non si prende la responsabilità perché dice che non c’è l’immagine… da qui a fine campionato ci ritroviamo arbitro e VAR che ci dicono che non decidono perché non c’è l’immagine: è una presa per i fondelli! Ma diciamo le cose come stanno! Così è una presa per i fondelli”.

Marchegiani: “Non ci si può nascondere dietro al fatto di dire che l’immagine non è certa e allora non decido. E’ questa la cosa grave, indipendentemente dall’episodio in sé”.

Caressa: “Ma mandamelo a vedere! Non sarà perfettamente dentro al protocollo? Ma mandalo a vedere… Questa roba qua ragazzi diventa una protezione e una scusa. E noi, con tutto il bene che vogliamo a Rocchi, non lo possiamo accettare! Perché vuol dire che da ora in poi non prendono più una decisione! Perché è così, dai. Lo chiami, e l’arbitro prende una sua decisione. Io su questo mi imbizzarrisco. E poi non è ammissibile che con tutte quelle telecamere non ci sia un’immagine chiara. La Lega fa le immagini per lo spettacolo, il regista fa scelte stilistiche: ci vorrebbero 5 camere apposta per il VAR, due retroporta, due ai 16 metri e una dall’altra parte. Poi, per la regolarità del campionato lo devi fare un investimento, o no?! Non c’è l’immagine certa, ma sulle immagine che ci sono decidi, non è più logico? Il mio discorso è generale, non c’entra niente il Milan o i complotti tirati in causa dal Genoa. E’ una cosa che può succedere altre 10 volte da qui alla fine dell’anno. Se c’avete un problema, allora risolvetelo”.

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