Milan, Cardinale racconta: “Così ho scelto di investire con RedBird”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Gerry Cardinale ha raccontato a Bloomberg cosa c’è stato dietro alla scelta di investire nel Milan con RedBird (e con Billy Beane)

Prende parola ancora una volta Gerry Cardinale, n1 del fondo RedBird azionista di maggioranza del Milan: questa volta lo fa al podcast di BloombergThe Deal” con Alex Rodriguez e Jason Kelly. Tra i tanti temi affrontati, Cardinale ha spiegato ancora una volta cosa c’è stato dietro la decisione di investire nel Milan.

Le parole del n1 di RedBird

E’ stato Billy Beane ad incoraggiarmi nell’iniziare a considerare il calcio europeo“, spiega Cardinale, “mi disse che non stavo capendo il punto perché pensavo che fosse un ecosistema in cui ci sono governi sovrani e oligarchi russi, un ecosistema da non prendere in considerazione“. Billy Beane ha spiegato a Cardinale che “il mercato dei trasferimenti nelle retrocessioni, ovvero il pilastro fondamentale dell’economia del calcio europeo, è fatto su misura per la filosofia Moneyball nella quale si costruisce, si compra a basso prezzo e si vende ad alto prezzo“.

Poi però, continua Cardinale, “pensi di sapere molto di sport ma ti rendi conto che in realtà non è così“. Il n1 di RedBird racconta di come “gli davano del pazzo” ogni volta che provava a spiegare e a raccontare la voglia di investire nel calcio italiano, di investire nel Milan. “Acquistare il Milan“, conferma Cardinale, “è stata la cosa più dura che abbia mai affrontato… ma anche la migliore. E, ironia della sorte, me lo sono imposto da solo: avevo un bisogno imprenditoriale che dovevo soddisfare“.

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