Cardinale dice no, Dagospia dice sì: il piano di PIF per rilevare il Milan

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Piero Mantegazza
Nato il 21-11-2000. Laureando in Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo all'Università Cattolica del sacro cuore di Milano. Redattore di Radio Rossonera, innamorato del Milan e dello sport in generale.

Cardinale e la sua strategia legata al Milan, entra in gioco Pif per rilevare la maggioranza del club: l’indiscrezione di Dagospia

Gerry Cardinale vuole un progetto a lungo termine con il Milan, Dagospia tuttavia riporta della grande influenza che è pronto ad esercitare PIF, il Public Investment Fund’. Si sono diffuse diverse voci legate ad una cessione del Milan da parte di Red Bird, secondo il portale Cardinale si sarebbe rivolto a PIF: prima per rilevare il prestito da 600 milioni concesso da Eliott, e successivamente ci sarebbe la possibilità di rilevare la maggioranza del Milan.

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Il piano di PIF

Gerry Cardinale continua a ribadire di non aver alcuna intenzione di vendere il Milan, tuttavia il numero 1 di RedBird è alla ricerca di investitori che possano finanziare i grandi progetti rossoneri. Dagospia vuole vederci chiaro e lancia una clamorosa indiscrezione. Cardinale in questi giorni si troverebbe a Doha (Qatar), vicino all’Arabia Saudita, dove alberga Pif, uno dei fondi sovrani più grandi del mondo. Ebbene Pif avrebbe chiesto e ottenuto un’esclusiva, fino a fine marzo, per rilevare i 600 milioni di prestito di Elliott, che verrebbero convertiti in equity, facendo del fondo di Riad il secondo azionista del Milan. Non è tutto, Pif investirebbe anche nella costruzione del nuovo stadio del Diavolo a San Donato. La cosa clamorosa secondo Dagospia è che, una volta ultimato l’impianto, Pif avrebbe la possibilità di rilevare la maggioranza del Milan da RedBird. 

Cardinale smentisce

Gerry Cardinale continua a smentire questi rumors, non vuole farsi da parte e sogna un Milan in cima al monda. Questo un’estratto dell’intervista al Corriere della Sera in cui ribadisce questo concetto e si preoccupa per i tifosi.

“Voglio essere categorico: è completamente falso. Sono qui per starci a lungo, ho un lavoro da fare. Mi sono impegnato a riportare il Milan in vetta alla serie A e all’Europa e non mi fermerò prima di aver raggiunto questi risultati. E quando li avremo raggiunti, vorrò raggiungerli ancora. È per i tifosi che mi dispiace, perché vengono indotti a pensare a un’instabilità che non c’è ventilando cambiamenti non veritieri nella struttura societaria. Io non mi lascio distrarre e resto concentrato sulle cose da fare. Prenda ad esempio anche la storia del “vendor loan” sottoscritto con Elliott; sono io che l’ho voluto, perché Elliott ha fatto un grande lavoro. Nessuno mi ha messo una pistola alla tempia. Si può non essere d’accordo con le mie strategie, ma non inventarle. Sono un esperto di corporate finance: supporre che a 18 mesi da queste scelte io stia incontrando difficoltà è privo di fondamento”.

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