Cardinale: “Ibrahimovic è la mia voce nel Milan: è come Lebron James”

I più letti

Piero Mantegazza
Nato il 21-11-2000. Laureando in Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo all'Università Cattolica del sacro cuore di Milano. Redattore di Radio Rossonera, innamorato del Milan e dello sport in generale.

Gerry Cardinale parla di Milan a Londra: le sue parole nell’intervista accanto a Zlatan Ibrahimovic

Intervenuto in presenza al Football Summit di Londra insieme a Zlatan Ibrahimovic, il proprietario di Redbird e del Milan Gerry Cardinale ha parlato con il suo Senior Advisor, per la prima volta al suo fianco in un’intervista. Di seguito, le sue dichiarazioni.

18 mesi da quando Cardinale è proprietario del Milan. Hai fatto anche scelte difficili, come separarti da Maldini o vendere Tonali. Qual è la tua visione per il club?

Sono stati 18 mesi molto lunghi. Mi sono detto che se davvero avessi deciso di prendere decisioni in un grande club europeo non lo avrei fatto col fucile spianato, quindi mi sono preso un anno per studiare, guardare e capire meglio. Quello che abbiamo fatto negli ultimi 18 mesi è stato mettere i pezzi al posto giusto per dare forma alla nostra “Investment Thesis”. Ci sono diversi progetti: intorno al Milan, intorno alla Serie A. Dobbiamo essere un “agente di cambiamento”. Quello che sta succedendo in Italia, ma francamente anche in tutta Europa, è definibile come un po’ di follia. Tutti vogliono un risultato diverso, tutti vogliono vincere. Il mondo è cambiato, il Milan è dove è ora, il team con più Champions League al mondo dopo il Real Madrid, grazie a Silvio Berlusconi. Il modo in cui è riuscito a farlo non è più una strada percorribile”.

L’obiettivo è vincere in maniera costante

“Dobbiamo trovare modi per vincere più intelligenti. E da un punto di vista dell’investimento il focus è sul vincere in modo costante. I tifosi e la gente ovviamente sono molto coinvolti e la loro razionalità sparisce: siccome siamo umani tutti vogliamo vincere. Ma nessuno vuole vincere più di me. Sono enormemente allineato alla tifoseria in Italia, ma ho un lavoro da fare. E il mio obiettivo è di vincere in modo costante. Vogliamo vincere Serie A e Champions League ogni anno, ma il tutto perderebbe di valore. Il punto fermo dello sporto è l’imprevedibilità dell’elemento umano”.

Perché hai scelto di portare Ibra in RedBird e al Milan?

“La cosa positiva di aver osservato per un anno è che ho avuto la possibilità di conoscere Zlatan. Quando l’ho incontrato ero davvero molto curioso. Volevo prendere il suo far parte del mondo sportivo più importante d’Europa e metterlo nel nostro mondo di intendere gli investimenti. Chi  conosce il calcio europeo e il Milan meglio di Ibra? È il più grande uomo squadra che io abbia mai incontrato. Non parlo solo di campo: la sua umiltà, la sua intelligenza. Abbiamo esperienza di collaborazione con persone come lui, da Dwayne Johnson a LeBron James passando per Ben Affleck e Matt Demon e in Zlatan vedo le stesse cose”.

Ibrahimovic: la voce di Cardinale a Milano

“Zlatan mi permette di essere negli States e allo stesso tempo sul campo a Milano. Lo abbiamo assunto in RedBird specificatamente per tutto quello che può fare nel calcio. Ma soprattutto, è il mio proxy (un tramite, un’estensione, ndr). Ci sentiamo più volte al giorno e ha l’autorità di essere la mia voce con i giocatori, con lo staff, con chiunque al Milan. È molto importante soprattutto perché ha tanta credibilità per farlo. Se avessi preso una persona da New York e la avessi messa nel Milan avrebbe avuto molta meno credibilità di Zlatan. Ci vuole una figura del genere nello spogliatoio che inculchi l’urgenza di vincere”.

Cosa succederebbe se non vi trovaste d’accordo su qualcosa? 

Quando abbiamo iniziato a parlare di questo la cosa più importante che io guardo in qualcuno quando devo portarlo in RedBird è se siamo allineati in termini di valori, cultura e obiettivi. È stato subito chiaro per me che eravamo affini. Ad oggi non c’è stato nessun motivo di disaccordo: io imparo tanto da lui, e spero che lui faccia altrettanto da me. Fin qui è andata alla grande”.

Ultime news

Notizie correlate