Milan, A. Giudice: “Cardinale, mossa forte verso Ibrahimovic: ecco perchè”

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

Al canale Youtube di Carlo Pellegatti, il manager Alessandro Giudice ha commentato le parole di Cardinale sul ruolo di Ibrahimovic al Milan e non solo

Alessandro Giudice, esperto di finanza e collaboratore del Corriere dello Sport, ha avuto l’opportunità di incontrare Gerry Cardinale, il proprietario di Redbird e del Milan. Al canale Youtube di Carlo Pellegatti, ha analizzato le parole di Cardinale in merito al ruolo di Zlatan Ibrahimovic all’interno del Milan: ecco la sua opinione.

Il rapporto coi tifosi

Sul modo in cui Cardinale può conquistare i tifosi dice: “C’è ancora molta diffidenza verso di lui, però si sa che l’umore dei tifosi è molto dipendente dai risultati. Non so se ricordi tutte le diffidenze che negli anni hanno accompagnato Elliott e Gazidis, poi tramutate in rispetto. Che cos’è cambiato? E’ arrivato lo Scudetto, e quindi hanno dimostrato di saper far conciliare la ristrutturazione aziendale con il risultato”.

Cardinale sul ruolo di Ibrahimovic

Poi il commento sulla comunicazione attorno a Ibrahimovic: “Gli americani sono molto diretti nella gestione dei messaggi, e soprattutto hanno nella gestione dell’azienda la volontà di segnalare determinate strategie. Io credo che lui abbia voluto dare a Ibra l’autorità che lui vuole che abbia. Fino ad ora Ibra era un po’ in un limbo, ma questa è stata una mossa molto forte per quanto riguarda la parte sportiva. Ora se tutti lo vedranno in tribuna o scendere negli spogliatoi, sapranno che non è che va lì l’ex giocatore che sta dando una mano. Cardinale si è speso pubblicamente dicendo ‘questo qui è la mia voce’, evidenziando come Ibra dovrà rendere conto a lui del lavoro che farà e quindi sa di avere una responsabilità per quanto riguarda i risultati da produrre”.

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