“Milan, ma quando è colpa di Cardinale?”: Palmeri perplesso

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Anche Tancredi Palmeri ha criticato la proprietà del Milan, chiedendosi dove iniziano le colpe del n1 di RedBird Gerry Cardinale

Quando in una piazza come quella di Milano non arrivano i risultati, le critiche sono all’ordine del giorno: a dubitare della nuova proprietà del Milan, tra RedBird e Gerry Cardinale, è stato il giornalista Tancredi Palmeri. Dopo aver raccontato un retroscena della conferenza stampa di Pioli (pre Sassuolo) successo a microfoni spenti, il giornalista si è posto una domanda che tanti tifosi rossoneri si sono chiesti nell’ultimo periodo: “Ma al Milan in che momento è colpa di Cardinale?“. Di seguito, l’analisi di Tancredi Palmeri.

“Pioli è un dead man walking”

“Pioli è un dead man walking, si sa il cosa ma non il quando. E questo è pacifico, perché la call in cui lui non è stato coinvolto nel day after dopo la Salernitana, ha sancito quanto la società abbia infine scaricato il mister, chiudendogli il credito illimitato. La sconfitta con il Sassuolo vorrebbe dire capolinea, un pareggio forse no a causa della Coppa Italia e dei tempi ristretti, ma la sentenza sarebbe solo rinviata. Ora: Pioli ha sicuramente le sue colpe e su questo non ci piove: gioco approssimativo, catena infinita di infortuni muscolari, infine scollamento con il gruppo. Ne è sicuramente il principale responsabile come lo è stato del trionfo 2022, così è la vita. Però, c’è un però. Escludendo la parte medica, per il resto ha sbagliato su un terreno progettato male dalla società. Perché il concetto è: fatto salvo le responsabilità di Pioli, in che momento si parlerà anche di quelle di Cardinale?”.

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Milan, le colpe di Cardinale

“Perché è Cardinale che decide di rimuovere il management sportivo e non sostituirlo: Maldini piaccia o no è stato l’architrave dei successi; e Cardinale ha ritenuto che fosse sufficiente allontanarlo senza rimpiazzarlo, anche se Furlani non aveva mai guidato un club di calcio e non si occupasse della parte tecnica, e idem Moncada pur comunque facendo professione scout. E’ stato un errore marchiano assoluto, perché una grande anima come Maldini ti serve proprio quando le cose vanno male. Aggiungeteci poi il mercato: un mercato buono, con ben 120 milioni di € buttati, ma un mercato di prospettiva. Solo Pulisic era pronto, e così è stato. Anzi ti è cresciuto un Reijnders già adatto (anche se pure lui ridimensionato). Ma è ovvio che sia un mercato che necessiti di tempo per maturare. E dunque come poteva non scontarne quest’anno il Milan le conseguenze?”.

“Adesso è stato chiamato Ibrahimovic, che nella settimana più delicata del Milan è a Miami e posta video facendo rovesciate. Sarà utile Ibra, ma anche lui ha bisogno del suo tempo, ed evidentemente di capire che una cosa è se sei responsabile di te stesso e un’altra se lo sei di un club. Ma ancora una volta, come fa a non essere Cardinale il responsabile anche di questa scelta per ora così aleatoria? E in generale, come fa a non essere responsabile di un progetto a cui ha tolto certezze senza averne le conoscenze specifiche?”.

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