Innovazione, moda, valori: Milan, ecco i primi 500 giorni di Cardinale

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Cardinale fa 500: il patron di RedBird da un anno e mezzo al Milan, il bilancio di Gazzetta

Sono passati 500 giorni da quando la società RedBird di Gerry Cardinale è entrata nell’universo Milan: era il 31 maggio 2022, solo pochi giorni dopo la vittoria del 19esimo Scudetto. Questa mattina su La Gazzetta dello Sport, il giornalista Luca Bianchin traccia un bilancio dei primo anno e mezzo di Cardinale al Milan, fatto di ribaltoni dirigenziali, cambi in campo e tanto altro fuori dal terreno di gioco.

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Le due vite e la moda

“Cardinale ha vissuto due vite milaniste in una – scrive Bianchin. La prima è durata per il primo anno, in cui GC è stato schivo, volutamente defilato, a costo di alimentare le perplessità sul legame con Elliott. Dall’estate, ha cambiato marcia e approccio. Il licenziamento di Maldini – netto, in linea con un certo stereotipo del manager americano che non ha paura delle decisioni brusche – ha aperto una fase B, in cui Cardinale è più protagonista della vita del club, va alle partite, si propone come riferimento anche per i proprietari degli altri club di Serie A.

Il Milan, di sicuro, con lui è cambiato. “Rivoluzione”, hanno detto tanti, tutti. “Innovazione”, hanno corretto RedBird e il Milan. Ha senso. Il Milan di sicuro va per una strada tutta sua e ha portato in Italia un nuovo modo di fare calcio. Il grande tratto distintivo è il legame tra sport, media ed entertainment. RedBird ha stretto subito una partnership con Yes, il network tv regionale dei New York Yankees, e dal primo giorno ha tra gli investitori nel club Main Street Advisors, fondo di cui LeBron James possiede quote. Da gennaio, nel cda rossonero c’è Randy Levine, presidente degli Yankees, legato a Cardinale da decenni, e nei mesi sono state ufficializzate collaborazioni con Off White, marchio simbolo della generazione Z, Warner Bros Discovery, New Era (cappellini) e Rocket League (videogioco). Marchi giovani, innovativi. «Shakeriamo un po’ il Milan – ha detto Cardinale all’inizio della sua avventura -. Per me è un gigante che dorme»”.

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Valori e USA

“Il gigante, più o meno sonnambulo, così si muove. Fuori dal campo ha scelto valori chiari in cui identificarsi – la terza maglia è simbolo di inclusività – e in campo è primo in classifica con regole proprie. Cardinale ha eliminato la figura del direttore sportivo e ha detto chiaro che l’obiettivo del Milan è essere costantemente ad alto livello – diciamo sempre in Champions – senza mettere a rischio il bilancio per inseguire sogni di mercato. Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada, uomini chiave del nuovo corso, hanno ceduto Sandro Tonali di fronte alla grande offerta del Newcastle e ricostruito la squadra, con la (iper dibattuta) rivoluzione dei dati. Zelus, società di analytics, e”Mr. Moneyball” Billy Beane danno il loro parere sui giocatori da acquisire e all’interno del club ci sono analisti che lavorano sui dati in chiave mercato. Anche questo, non è comune in Serie A.

L’acquisto simbolo è Tijjani Reijnders: promosso dai dati, pagato 20 milioni, giocatore con ingaggio contenuto e prestazioni in crescita. L’ideale per diventare una colonna e/o essere rivenduto a un prezzo (molto) superiore tra due o tre anni. L’uomo copertina però è Christian Pulisic, simbolo del legame con gli Stati Uniti. Il Milan negli States ha 43 milioni di fan (dati Nielsen) e secondo YouGov è il brand calcistico italiano più noto nel Paese. Allo Yankee Stadium, semplicemente uno dei due impianti più famosi degli States, a settembre c’è stata una Milan Night e la squadra in estate ha giocato tre partite tra Los Angeles e Las Vegas. La direzione è chiarissima: rendere il Milan un marchio di moda in Italia e nel mondo, in particolare negli States che nel 2026 ospiteranno il Mondiale con Canada e Messico. Cardinale probabilmente può ancora camminare per Milano senza essere riconosciuto ma ha il potenziale per incidere come pochi sul futuro della Serie A. Ci proverà nei prossimi 500 giorni”.

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