Capello: “Milan, ecco le armi di Pioli! Rispetto all’anno scorso…”

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

Intervistato dal Corriere della Sera, Fabio Capello ha parlato del Milan e delle armi di Pioli nella corsa Scudetto contro l’Inter.

Dopo 8 giornate, il Milan di Stefano Pioli guida la classifica di Serie A con 21 punti, due in più degli odiati rivali cittadini nerazzurri. Viste le premesse, è molto probabile che questo duello per la prima posizione ci accompagnerà per tutta la durata della stagione. Intervistato dal Corriere della Sera, Fabio Capello ha parlato del Milan e delle armi di Pioli nella corsa Scudetto contro l’Inter.

Capello sulla Serie A

Quanto la diverte questo campionato?

“E’ un torneo diverso rispetto a quello passato quando il Napoli e il suo allenatore avevano compreso subito quale fosse la strada giusta da percorrere per vincere. Il campionato attuale è più equilibrato: vedo in corsa l’Inter. E’ la squadra più forte, il Milan è più strutturato rispetto all’anno scorso e la Juventus, senza coppe, può concentrare gli sforzi sullo scudetto”.

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“Pioli può contare sul sopporto dei leader come Maignan e Giroud: possono essere utili per aiutare gli ultimi arrivati ad integrarsi. Sono rimasto colpito dai nuovi che si impegnano per mettersi in evidenza, sacrificandosi”.

Manca un vice-Giroud in organico?

“Vediamo se Jovic e Okafor si ambienteranno in fretta come finora hanno fatto i centrocampisti, Loftus-Cheek e Pulisic. In ogni caso i successi fanno dimenticare tutto, l’addio a Maldini, lo scivolone nel derby…”

La peggior avversaria dell’Inter è se stessa?

“Sì, perchè come già è successo in passato ogni tanto sbaglia a sentirsi troppo forte e sottovaluta l’avversario. Parlo per esperienza, l’aspetto più difficile quando si guida una squadra nettamente superiore alle altre è tenere i giocatori in tensione. In frangenti del genere devono essere i calciatori di maggior carisma a dare una mano all’allenatore: io ho avuto Raul al Real e Baresi con Maldini al Milan”.

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La Juve può dare fastidio?

“Per cominciare, Allegri ha sistemato la difesa. Ora pare aver trovato la solidità tipica delle sue squadre. Poi deve sperare di avere a disposizione i due attaccanti, Vlahovic e Chiesa, ottimi ma di salute cagionevole. Detto questo, la perdita di Pogba è pesante e a gennaio serve un innesto che dia fantasia. Berardi in tal senso è uno che garantisce qualità”.

Si aspettava un Napoli così nella bufera?

“No, ma Garcia ha voluto cambiare tutto, l’approccio alla gara, il tipo di gioco. I calciatori hanno faticato a digerire i mutamenti, così sono entrati in rotta di collisione con lui. E’ un vero peccato, perchè la squadra è forte”.

Lo considera già fuori dallo Scudetto?

“No, il tempo per riaggiustare la situazione c’è ma allenatore e squadra devono trovare un punto d’incontro, anche se sarà fondamentale l’intervento della società. Quando i giocatori annusano che un tecnico non ha la fiducia del club, ciao. E’ finita, ti scaricano”.

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