“Scelta chiara, non mi intrometto”: frecciatina di Capello al Milan?

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Per Fabio Capello sul banco degli imputati in casa Milan c’è l’attacco: perché la squadra non segna più? Il mercato va rivalutato?

Dopo essersi “sciolto” troppo presto e troppo facilmente contro il PSG, il Milan ha finito la partita con 3 gol di scarto: all’ex allenatore rossonero “Don” Fabio Capello la prestazione di Parigi non è piaciuta affatto. In un’intervista sulle colonne della Gazzetta dello Sport, Capello ha parlato di quello che è secondo lui al momento il problema principale del Milan, l’attacco. Nel finale arriva anche quella che potrebbe essere interpretata come una piccola frecciatina alle scelte della dirigenza e dell’allenatore sul calciomercato.

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Il Milan di Champions a secco: la risposta di Capello

C’è un perché dietro agli zero gol del Milan in questa edizione della Champions League? Fabio Capello prova a rispondere:

«Prima va fatta una distinzione. Nelle prime due gare la squadra non ha sfruttato le occasioni create, ha costruito le sue chance e poi le ha sbagliate. Dipende dalla tecnica del calcio o del colpo di testa, non da altro. A Parigi invece non è entrata quasi mai in area. Una sola volta si è trovata davanti al portiere avversario con Pulisic che poi non ha fatto la scelta giusta, ha cercato più il gol facile con il passaggio centrale a Giroud invece che tirare. Ma lo stesso Pulisic si era trovato lì grazie a un rinvio lungo di Maignan. Bene sfruttare il lancio del portiere ma non può certo diventare una strategia, non esiste».

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Giroud, Leao e la difesa

E’ il gol in questo momento il problema in casa Milan? Cosa sta succedendo all’attacco rossonero? Perché la fascia sinistra non funziona come prima?

«È un problema. Ma più ancora che da Giroud, il Milan è sinistra-dipendente. Si appoggia tanto su quella fascia e sulle giocate di Hernandez e Rafa. E il problema ora è che anche Theo non cambia ritmo come ci ha abituato a fare. Leao è così, indolente ma anche unico con capacità di strappo e di dribbling. Deve migliorare sotto porta, nella precisione del tiro. Quest’anno deve rivedere anche i cross, negli anni scorsi era più attento. Ma sul fatto che possa mancare un giocatore non mi intrometto. Ho letto che il mercato è stato fatto in collaborazione con l’allenatore e mi basta».

«La difesa ha un problema? Mbappé un giocatore troppo difficile da marcare perché ha tecnica e una grandissima velocità di esecuzione, sa rubare il tempo come pochissimi altri. Ma è vero che accettare tanti uno contro uno con giocatori così significa quantomeno esporsi al rischio».

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