“Mister, c’è puzza di alcol… poi finì al Milan!”: l’aneddoto di Capello

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Dalle mani alzate alla puzza di alcol nello spogliatoio: Fabio Capello racconta gli aneddoti che hanno caratterizzato la sua carriera, anche al Milan

Nella giornata di ieri, Fabio Capello ha parlato di Milan e Juventus ad una lectio magistralis tenuta a San Siro per l’inaugurazione dell’anno accademico 2023-24 dell’Istituto a ordinamento universitario per mediatori linguistici (Limec). Oltre ad un bilancio sulla prima parte di stagione del Milan e sulla sfida con la Juventus, Capello ha parlato ai 300 studenti all’ascolto di alcuni retroscena “particolari” che riguardano la sua lunghissima carriera da allenatore: uno su Ronaldo (“Il fenomeno”), uno su Ruud Gullit e uno su… Antonio Cassano. Di seguito, le parole dell’ex leggendario allenatore rossonero riportate dall’edizione di Tuttosport di questa mattina.

CAPELLO: “LEAO COME NUREYEV: VALE IL PREZZO DEL BIGLIETTO!”

Fabio Capello sull’inizio di stagione del Milan e sulla sfida con la Juventus

Alla domanda su cosa ci si può aspettare dalla sfida di domenica tra Milan e Juventus, Fabio Capello ha risposto in maniera tranquilla, senza sbilanciarsi troppo visto che diversi giocatori sono ancora impegnati con le rispettive Nazionali. Concentrandosi però sulla situazione dei rossoneri, “Don” Fabio ha spiegato perché secondo lui il Milan ha fatto il salto di qualità decisivo durante l’epoca Covid, tornando a competere dove un club così importante per la storia del calcio merita di essere.

«È troppo presto perché bisogna vedere in quali condizioni torneranno i nazionali di entrambe le squadre. È un elemento fondamentale alla ripresa dopo queste pause. Posso solo dire che il Milan è tornato quello delle prime giornate dopo la batosta presa nel derby. I giocatori giovani della formazione rossonera durante il Covid sono cresciuti esponenzialmente perché, quando c’erano le porte chiuse o semi-chiuse, potevano giocare partite ufficiali in un clima da allenamento. Con l’assenza di tifo i calciatori potevano sentire perfettamente le indicazioni di Pioli anche dall’altra parte del campo, qualcosa di impossibile in circostanze normali con il frastuono impressionante di San Siro».

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“Pesava 94 kg…”

Nella seconda parte dell’intervento, Fabio Capello ha raccontato due retroscena che riguardano il mondo Milan: il primo ha a che fare con Ronaldo “Il Fenomeno”.

«All’inizio del 2007 decisi di mandare via Ronaldo dal Real Madrid perché era uno a cui piaceva fare festa e coinvolgeva il gruppo. Un giorno arrivò Van Nistelrooy e mi disse: ‘Mister, qua negli spogliatoi c’è odore di alcol’. Era vero. Ronaldo quell’anno pesava 94 kg. In Corea, al Mondiale 2002, ne pesava 82. Gli dissi di dimagrire. Arrivò a 92,5… In quei giorni mi chiamò Berlusconi per chiedermi consiglio per un ipotetico acquisto di Ronaldo. Glielo sconsigliai, dicendogli che era un festaiolo, pensava solo alle donne. Lui mi disse: ‘Ok, grazie Fabio’. Pochi giorni dopo era un giocatore del Milan».

Il secondo invece con due personalità molto forti con le quali Fabio Capello si è scontrato tra Roma, Real Madrid e Milan: Antonio Cassano e Ruud Gullit:

«Con Cassano e Gullit sono venuto alle mani. Cassano ogni volta, prima di una partita, si ordinava le patatine fritte. Era inaccettabile. Mi arrabbiai più con lo chef che con lui».

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