Cannavaro: “Dybala deve restare in Italia! Occhio a Lukaku, a volte tornare…”

DiDavide Giovanzana

Giu 24, 2022

Intervistato dal Corriere dello Sport, Fabio Cannavaro ha parlato del mercato e del momento del calcio italiano: «Se fossi in De Laurentiis farei una proposta a Dybala».

L’Inter ci lavora. E si è parlato anche della Roma.
«Mi auguro che rimanga in Italia, dov’è cresciuto. È un giocatore che mi fa divertire, ma la situazione non è semplice: ha fatto la sua scelta e probabilmente pensava di trovare squadra prima».

A proposito di Inter: l’operazione-Lukaku risveglia il mercato italiano.
«Arriva in prestito, attenzione, ma tanto di cappello a loro. Tornare a volte conviene e a volte no, si va incontro a certi paragoni e certi rischi. Io l’ho vissuto».

Juve e Milan, invece, sono in agguato ma ancora fermi.
«Il Milan, forse, vive una situazione legata al cambio di proprietà e deve capire. La Juve cerca parametri zero dai nomi importanti come Pogba e Di Maria»

La crisi dei parametri zero conferma le difficoltà del momento.
«Il calcio è cambiato così com’è cambiata la nostra vita. Rispecchia il mondo: oggi i club riflettono bene prima di investire per un Insigne, un Dybala o un allenatore. Anche il Psg, il club più ricco, ha dichiarato di voler puntare sui giovani».

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L’unica certezza del calcio resta Ancelotti: vince sempre, una costante.
«Lui è un caso e un discorso a parte. Quest’anno ha fatto qualcosa che resterà nella storia del calcio: trasmette forza, serenità, consapevolezza. Unico».

Perché l’Inghilterra è così lontana?
«Bisogna investire sulle strutture e creare introiti: loro lo hanno capito in anticipo, mentre le società italiane si basano soltanto sui diritti televisivi. Le cattedrali nel deserto di Italia 90 con le piste intorno sono finite: il Real, in pandemia, ha investito in uno stadio dove si potrà fare qualsiasi cosa. Le nostre strutture sono le peggiori al mondo. Di certo d’Europa».

A proposito di mondo: quanto fa male la Nazionale fuori dal Mondiale?
«Mi spaventa la rassegnazione: siamo fuori e così è. Bisogna trovare soluzioni nei settori giovanili, nelle strutture e negli istruttori. Il Governo deve permettere alle società di costruire e ai giovani italiani di essere paragonati ai coetanei stranieri».

Milan fa rima con Ibra.
«E’ stato importante per lo spogliatoio. Con i problemi che ha affrontato ha capito che ruolo doveva avere e l’ha svolto da leader. Da ragazzo intelligente ha seguito me in passato e ha capito cosa doveva fare…».

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