“Scuola, calcio e gol! Un pregio e un difetto”: parla il 1° mister di Camarda

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Milan, il primo allenatore ai tempi dell’Afforese lo sapeva: “Si vedeva che Camarda era diverso dagli altri!”

La serata di ieri è stata sì quella del ritorno alla vittoria del Milan in Serie A contro la Fiorentina, ma è stata soprattutto quella storica dell’esordio in Serie A di Francesco Camarda, il più giovane di sempre a 15 anni e 260 giorni. Intervistato da calciomercato.com, Massimo D’Amaro ha raccontato i primi passi di Francesco Camarda nel mondo del calcio. D’Amaro, spiega il portale, è stato il primo allenatore del classe 2008 ai tempi dell’Afforese, società del nord di Milano nella quale ha cominciato a calciare il pallone.

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“Si vedeva che era più avanti degli altri”

Incalzato dal portale, il primo allenatore della stellina del Milan Francesco Camarda ha parlato degli inizi del classe 2008, dell’importanza della famiglia che ha alle sue spalle, dell’innato fiuto del gol che aveva già da piccolo e di pregi e difetti di quello che è diventato l’esordiente più giovane nella storia della Serie A.

TESTA SULLE SPALLE: “Non è un ragazzo che corre questo rischio, ha la testa sulle spalle e sa quello che sta facendo. Conosco anche i genitori, sono fantastici. E so che sono molto attenti alla sua crescita. Prima la scuola, poi il calcio, gliel’hanno sempre detto. Inoltre, noi a metà anno ci facciamo dare dai bambini la pagella per vedere l’andamento, e Francesco aveva giudizi ottimi”.

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FIUTO DEL GOL: “Si vedeva che era già più avanti degli altri, anche come altezza, aveva 15/20 cm in più dei suoi coetanei. Francesco ha sempre avuto l’istinto del gol. Faceva il movimento corretto per anticipare il pallone, e anche quando lo mettevo in porta riusciva a fare gol. Dopo che Francesco aveva segnato 4/5 gol lo toglievo o lo mettevo in porta per evitare che facesse tutto lui. E anche quando era tra i pali, se non sapeva a chi passarla metteva il pallone per terra, saltava tutti e segnava”.

UN PREGIO, UN DIFETTO: “Pregio? Camarda ha una grande determinazione: a 6 anni ha iniziato ad allenarsi con il Milan, dopo un mese aveva avuto un po’ di timore e ha detto all’allenatore che sarebbe tornato da noi. Così è stato. Ma poi si è convinto ad andare di nuovo in rossonero e ha iniziato la sua avventura. Difetto? Paga un po’ di timidezza, ma giocando sotto età ci può stare. Gli servirebbe più cattiveria agonistica”.

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