Milan, cosa filtra sul mese di Camarda? Gli spifferi da Milanello

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Come è stato l’ultimo mese di Camarda dopo l’esordio con il Milan? Tra gli allenamenti in prima squadra e gli impegni della Primavera, quel che filtra da Milanello

Sono passati poco più di 30 giorni da quando Francesco Camarda ha firmato l’esordio più giovane di sempre nella storia della Serie A entrando in quel Milan-Fiorentina del 25 novembre. A San Siro, quel giorno, c’era tutta la sua famiglia per l’evento incredibile: a 15 anni, è stato accolto da cori, applausi e sostegno smisurato. Si sarà esaltato forse troppo? La Gazzetta dello Sport racconta come il ragazzo ha vissuto l’ultimo mese a Milanello, inframezzato dalla seconda presenza contro il Frosinone, in vista di una nuova convocazione per Milan-Sassuolo.

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Da Fiorentina a Sassuolo

“In questi giorni Francesco si è allenato con i grandi – esordisce il sito della rosea, come abbiamo raccontato ieri. Un po’ perché Pioli ha bisogno di giocatori di ruolo per alcuni tipi di esercitazioni, un po’ perché le condizioni dell’attacco rossonero sono piuttosto precarie e quindi c’è bisogno di tutti.

Da Milanello rimbalza all’unisono un solo concetto: Francesco è rimasto il solito Francesco, questo mese è trascorso normalmente, aiutato a rimanere coi piedi per terra da allenatori (Pioli e Abate), compagni (grandi e piccoli) e familiari. Il resto ce l’ha messo lui perché è un ragazzo che fino a questo momento è parso naturalmente predisposto a comportamenti e atteggiamenti seri. Nonostante 15 anni siano davvero pochi”.

Poi, Gazzetta prosegue:

“Camarda è tornato ad allenarsi per lo più con la sua vera squadra, e cioè la Primavera. Ha giocato in Youth League, ha giocato in campionato e nemmeno sempre da titolare, come nell’ultima uscita col Verona prima di Natale. Tutto nella massima serenità, perché Francesco sa bene che i cori della Sud tutti per lui e i 70mila di San Siro per il momento sono l’eccezione e non la regola. Insomma, si va avanti come se non fosse successo nulla, anche se è difficile non pensare a cosa è successo nelle ultime settimane”.

Infine, continua a essere considerata come probabile la sua presenza in panchina domani alle 18:

“In fondo, il prossimo impegno della Primavera è il 6 gennaio, e allora far respirare l’aria dello spogliatoio di San Siro a Francesco anche senza mettergli altri minuti ufficiali nelle gambe, non gli farebbe che bene”.

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