Camarda Milan, Condò chiarisce: “La provocazione è un appello all’entourage” (ESCLUSIVA)

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Paolo Condò precisa ai microfoni di Radio Rossonera una dichiarazione travisata su Francesco Camarda, il Milan e il suo entourage

Nel corso del nostro consueto appuntamento con il Talk, il giornalista di Repubblica e Sky Sport è intervenuto per precisare una provocazione fatta nei giorni scorsi sul futuro di Francesco Camarda tra Milan ed estero. Di seguito, le parole di Paolo Condò al canale Youtube di Radio Rossonera.

Condò chiarisce: “È un appello all’entourage”

“Volevo precisarlo perché nei giorni scorsi girava una versione completamente distorta di una provocazione che ho fatto in diretta su Sky qualche sera fa. Vi ringrazio dell’opportunità di precisarla, perché ci tengo. Era rivolta all’entourage di Camarda. Naturalmente non sono un grande esperto di mercato, ma ho orecchiato che questo primo contratto da professionista viene considerato in salita perché ci sono delle alte aspettative economiche da parte dell’entourage del giocatore.

La provocazione, che secondo me era abbastanza chiara, era la seguente: se voi pensate che questo ragazzo sia un giocatore promettente, ma abbia dei limiti che gli impediranno di diventare un campione, allora cercate di distillare tutti i soldi possibili in questa fase, subito. E quindi portatelo in un altro club all’estero, portatelo in Arabia Saudita.

Se, invece, ritenete che il giovane Camarda sia veramente quel che tutti speriamo possa diventare, e cioè un futuro grande protagonista del calcio italiano, allora firmate con il Milan. È stato il club che l’ha fatto crescere. È quello dove sicuramente si trova più a suo agio: lì non deve pensare ad altre cose, se non allo sviluppo della sua qualità. Questo è il consiglio che do caldamente al ragazzo, che però non deciderà da solo visti i suoi 16 anni, e al suo entourage. Questo era il senso di una provocazione che non so come è stata travisata”.

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