Calciomercato, Avv. Raimondo: “Come e perché il Milan può spendere di più” (ESCLUSIVA)

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Il Milan potrebbe spendere di più sul calciomercato: spiega l’avvocato Felice Raimondo

Avvocato esperto di regole che governano il mondo del calcio in tema economico-finanziario, il milanista Felice Raimondo è intervenuto a Radio Rossonera per parlare della situazione del Milan anche in ottica calciomercato.

Possibilità e capacità di (maggior) spesa

SPONSOR – “In base ai dati conoscibili dalle informazioni che abbiamo appreso dai media, il Milan dovrebbe aver aumentato i suoi ricavi da sponsorship di circa 35 milioni. I maggiori aumenti legati a Puma, Emirates e lo sponsor di manica MSC. L’aumento va a compensare i minori ricavi rispetto alla peggiore campagna europea (rispetto alla scorsa stagione, ndr) di quest’anno. Abbiamo tenuto botta, sotto questo punto di vista”.

REGOLE UEFA E AMBIZIONI – “Noi potremmo spendere senza dubbio più di quello che spendiamo oggi. Anche in virtù delle regole UEFA, in base alle quali il Milan al momento, se andiamo a sommare i due risultati di esercizio 22/23 e 23/24, dovrebbe trovarsi a circa +40 milioni. E l’UEFA va a valutare i tre aggregati, e quindi anche il prossimo 24/25. La somma di questi può arrivare anche a -60 milioni. Il Milan potrebbe avere un deficit addirittura di -60.

Considerando che partiamo da +40, potremmo permetterci un deficit di -100. Sembra una cosa assurda, ma capite che ci sono margini per poter investire di più sulla rosa. Potremo sicuramente spendere di più rispetto agli anni passati. Io sono fiducioso che le ambizioni sportive verranno aumentate. Abbiamo la possibilità e la capacità di farlo. Se ci viene detto che si vuole vincere, il modo per farlo è quello di spendere di più e investire maggiori somme sulla materia prima, la rosa”.

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