Di Stefano: “Calciomercato Milan, due sole opzioni: dipenderà dalla società”

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Tra campo e calciomercato, con un occhio di riguardo per i big del Milan Maignan, Theo Hernandez e Leao: Peppe Di Stefano fa chiarezza

Concentrarsi su un convincente finale di stagione, pensando già al futuro. Questa deve essere la prerogativa del Milan, che a partire dall’allenatore e dal calciomercato sta iniziando a gettare le basi per la stagione che verrà. In collegamento dall’Allianz Stadium di Torino, Peppe Di Stefano ha fatto chiarezza ai microfoni di Sky Sport.

Peppe Di Stefano fa chiarezza

Su Juventus-Milan: “Il Milan ha fermato l’emorragia dopo Inter e Roma. Ha ottenuto un punto che gli permette di romanere a più 5. Ma è un MIlan che va davvero verso la fine di questa epoca, di questo ciclo. Il Milan oggi ha chiuso anche con due giovanissimi della Primavera in campo, Zeroli e Bartesaghi. Ha resistito alla fine, anche grazie a Marco Sportiello. Ma se nelle prossime 4 partite il Milan dovrà accumulare, se non sbaglio, tre punti per avere l’aritmetica certezza di partecipare alla prossima Champions League, dovrà sfruttare queste quattro settimane per riorganizzare bene le idee per quanto riguarda gli equilibri di forza in società, che credo sia la cosa più importante in relazione al mercato che verrà fatto. Questo mercato avrà una valenza, un’identità, ma bisognerà capire davvero chi decide sulla parte tecnica, chi decide sulla parte finanziaria, e insieme poi trovare la situazione per riequilibrare il Milan, che nelle ultime settimane è sembrato tutto tranne che equilibrato”.

Su Leao: “Leao ha giocato con un po’ più di attaccamento alla maglia, ha fatto qualche scatto e corsa in più. Ricordiamo che aveva al braccio la fascia da capitano e quella pesa un po’ di più rispetto ad altre: è sempre un Milan-Juve e lui rappresentava questo club storico. Ha sbagliato qualcosa, è vero, ma io l’ho visto fino al 94′ tornare ad aiutare dietro. Ha capito che alle sue spalle nel finale c’era il giovanissimo Bartesaghi e andava aiutato. È una fase molto particolare. Credo che sarà un’estate decisiva per lui, non tanto perchè il Milan non vuole venderlo e lui non vuole andare via, ma perchè deve fare quall’ultimo step, quel salto di qualitò per diventare non solo un giocatore bravo del Milan, ma diventare uno dei giocatori più importanti di questa squadra e portarla nuovamente in alto”.

Su Maignan e Theo Hernandez: “Soprattutto con Maignan si discute sul rinnovo e la strada appare un po’ in salita. Su Theo Hernandez il discorso è diverso, bisogna capire quello che sarà. Perchè poi credo che molto dipenderà dalla società. Se la società metterà diversi milioni di euro, non ci sarà bisogno di vendere. Se la società ha bisogno di rifinanziare attraverso le cessioni, il Milan avrà l’obbligo di vendere qualcuno. E oggi c’è stata anche una presa di forza dei tifosi organizzati del Milan, che vogliono semplicemente chiarezza in relaziona all’identità del Milan futuro”.

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