Milan, tre “no” bloccano il calciomercato

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Il calciomercato del Milan è limitato da alcuni casi spinosi legati agli esuberi: sono tre in particolare le situazioni delicate

Il Milan è senza dubbio una delle squadre più attive sul calciomercato in questa estate 2023. I rossoneri hanno già concluso 4 operazioni in entrata, con l’acquisto di Sportiello, Loftus-Cheek, Romero e Pulisic. Nella giornata di domani, poi, dovrebbe sbarcare a Milano per svolgere le visite mediche anche il quinto acquisto: Reijnders dall’AZ Alkmaar. Questi ingressi, tolti i parametri zero Sportiello e Romero, sono stati finanziati dalla cessione di Sandro Tonali al Newcastle per una cifra attorno ai 70 milioni di euro. Nonostante questi nuovi innesti, il calciomercato del Milan è ben lontano dalla conclusione, con aluni reparti (la punta e il centrocampo su tutti) ancora da completare. Per poter arrivare a tutti gli obiettivi identificati dalla dirigenza, però, il Milan ha necessità di lavorare con minuzia anche sul calciomercato in uscita, trovando una soluzione per gli esuberi. Tre casi particolarmente complessi, però, stanno bloccando un po’ la situazione: De Ketelaere, Rebic e Origi. L’edizione odierna di Tuttosport ha analizzato queste tre delicate vicende.

Milan – CDK ha mercato, ma il giocatore è dubbioso

De Ketelaere ha comunicato al club che al momento intende ancora giocarsi le sue chance in rossonero, dopo la grande delusione della sua prima stagione. Rispetto a Rebic ed Origi, l’ex Bruges è quello che ha più offerte. Sulle sue tracce ci sarebbero Aston Villa, Lipsia, Psv Eindhoven e Lens. Il Milan chiede 28 milioni per non dover incassare una minusvalenza sul prezzo di acquisto di 35 milioni, pagato un anno fa dai rossoneri. Una cifra piuttosto elevata considerando l’ultima annata di De Ketelaere. Per ora, però, lo scoglio principale è rappresentato dalla volontà del calciatore convinto di poter ribaltare la prima impressione lasciata sul pubblico rossonero. Charles vuole affermarsi in una squadra dal blasone importante come il Milan senza arrendersi al primo tentativo. Questa è la sua posizione alla metà di luglio. Per De Ketelaere ci sarebbe anche un ostacolo tattico ulteriore visto che Pioli sembra intenzionato a virare spesso verso il 4-3-3 senza replicare sempre il tradizionale 4-2-3-1. Quindi il belga sarebbe privo della collocazione ideale: trequartista alle spalle del centravanti. Ma la sua intenzione di non trasferirsi non cambia.

Rebic e Origi, due profili diversi accomunati dalla volontà di rimanere al Milan

Nel bilancio negativo dello scorso mercato, costato il posto a Maldini e Massara, influisce anche l’ingaggio a parametro zero di Divock Origi. L’attaccante belga desidera restare al Milan anche per lo stipendio piuttosto elevato che percepisce: 4 milioni netti a stagione. Su Origi sarebbe stato registrato l’interesse di Besiktas e Fenerbahce. In precedenza era stato proposto al West Ham come contropartita per Scamacca seguito dal Milan, ma la società londinese non è sembrata particolarmente calda sul giocatore. Besiktas e Fenerbahce avrebbero chiesto informazioni anche per Rebic. Ma pure in questo caso sarebbe arrivata una risposta piuttosto tiepida alle due società turche.  Il caso dell’attaccante croato è differente rispetto a quelli dei due calciatori belgi. Per l’ex punta dell’Eintracht Francoforte sarebbe l’ennesima dimostrazione di un rapporto sempre più complicato con l’ambiente. Nell’ultima stagione ha giocato poco e, quando lo ha fatto, le prestazioni sono state poco convincenti. È stato spesso infortunato e ha dovuto incassare addirittura alcune mancate convocazioni nel finale di campionato. In queste situazioni è facile che le posizioni si irrigidiscano frenando l’esito ideale per entrambe le parti: il trasferimento per cambiare aria.

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