Ambrosini: “Milan, dal calciomercato un vice Giroud. Su Loftus”

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Andrea Roderi
Studente universitario, appassionato di radio, podcast e Milan. Aspirante giornalista professionista.

La seconda parte dell’intervista di Ambrosini alla Gazzetta: il Milan tra calciomercato, infortuni e prestazioni

In una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, Massimo Ambrosini è intervenuto a 360 gradi sulla situazione attuale del Milan, a pochi giorni dalla fine di un 2023 più amaro che dolce. Sotto i riflettori, visto il momento delicato, soprattutto la situazione infortuni, vero e proprio tallone (anzi, tendine) d’Achille della prima parte della stagione. Il gran numero di indisponibili – soprattutto in difesa – costringerà il club di via Aldo Rossi a intervenire sul calciomercato, tentando di puntellare la rosa nei ruoli sotto pressione.

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Tra infortuni e opportunità

A pochi giorni dall’inizio del calciomercato, oltre alla gestione da parte di Pioli e del suo staff, sotto i riflettori è immancabilmente finito anche Milan Lab, sotto accusa una decina di anni fa anche per la delicata questione Pato. Secondo Ambrosini: “Milan Lab nacque per avere uno strumento in grado di fornire prevenzione”. Caratteristica che (è sotto gli occhi di tutti) non sta portando i frutti sperati: “Ora come ora è impossibile dare spiegazioni per chi non vivere tutti i giorni a Milanello. Certo, c’è qualcosa che evidentemente non funziona e che merita delle riflessioni”. Oltre agli infortuni, il mercato, non solo in difesa. Secondo Ambrosini: “Bennacer andrà in Coppa d’Africa, quindi io un centrale di centrocampo lo prenderei (…). In attacco Jovic ha dato qualche cenno di risveglio, ma un attaccante da affiancare a Giroud ci starebbe”. Una rosa da sistemare in tanti ruoli, quindi, durante il prossimo calciomercato.

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Milan, qualche squillo dal calciomercato

Non solo il calciomercato che aprirà i battenti, anche per il Milan, tra pochissimi giorni. A essere valutati, immancabilmente, sono anche i tanti giocatori acquistati in estate. Tra promossi e bocciati, sono molti a dover alzare il livello delle proprie prestazioni per dimostrare tutto il proprio potenziale. Ambrosini: “Il miglior impatto è di Reijnders, per continuità (…). C’è però chi deve alzare l’asticella, come Loftus-Cheek: deve farlo perché uno con il suo fisico e con le sue qualità non può farle vedere così poco”. Il problema principale, oltre alle prestazioni, sono i gol: “In un calcio di transizione come quello del Milan, i centrocampisti devono alzare il livello e riempire l’area”. Insomma, il potenziale c’è, bisogna trovare il modo giusto per dispiegarlo.

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