Buriani: “Questo Milan può vincere la seconda stella”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il doppio ex di Milan e Monza Ruben Buriani ha anticipato i temi di quello che sarà il primo Milan-Monza della storia della Serie A.

Buriani, ricordi di quella doppia sfida?
«Della gara d’andata chiarissimi. Il loro stadio, che non è più quello di oggi, gremito. Vincemmo noi del Milan per 2 a 1. Era una squadra che ancora risentiva della retrocessione per lo scandalo scommesse, all’inizio non avevamo chiara la fatica che avremmo dovuto fare per risalire. Ma se in campo non corri, puoi chiamarti come ti pare, ma non vai da nessuna parte. Eravamo mentalmente spaesati, poi ci siamo ripresi e abbiamo vinto il campionato per distacco. Il Monza era la mia vecchia squadra, c’era già familiarità tra i club: certi affari di mercato, come il mio e con me di Ugo Tosetto, avevano aiutato».

Vinse lo scudetto ‘79, quello della prima stella: il Milan di oggi potrà aggiungere la seconda?
«Assolutamente sì, questo Milan ha la forza per competere ancora per il titolo. Occhio all’Atalanta che non ha più le coppe europee e che dimostra con i fatti di meritare di stare lassù. E poi il Napoli, in questo momento un meccanismo».

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E gli obiettivi del Monza?
«Può puntare a una salvezza tranquilla, i giocatori che son stati inseriti in estate stanno finalmente trovando condizione e convinzione. E poi ha la forza del club: Berlusconi e Galliani sanno fare calcio, sono dirigenti espertissimi. Il loro lavoro ha portato a un traguardo storico per tutta la Brianza. Il mio Monza aveva sfiorato la A nel’77: ci condannò la sconfitta all’ultima giornata a Modena».

Pioli sarà l’allenatore che rifarà grande il Milan anche in Europa?
«Riesce a stupirmi ancora, gioca un ottimo calcio, ha formato un gruppo ben amalgamato. E per un obiettivo così non manca molto, la squadra è giovane ma ha già saputo essere competitiva in grandi stadi. Ha fatto vedere il suo marchio, la sua identità, il suo valore. Si capisce che è in evoluzione continua, sempre verso l’alto e senza più paura di cadere».

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Il Monza ha promosso Palladino dopo aver salutato un altro grande ex rossonero, Stroppa.
«Presi Giovanni ad allenare i ragazzi del Milan quando ero un dirigente del settore giovanile. Con una squadra tanto rinnovata forse bisognava dargli più tempo. Ma solo chi è dentro conosce le dinamiche quotidiane e oggi Palladino sta facendo benissimo, mettendo ogni giocatore nelle condizioni di poter rendere al meglio».

Quale strategia seguirebbe domani, giocasse un tempo con il Milan e l’altro con il Monza?
«Il Milan è ovviamente superiore, ma nel calcio non basta. Direi di non pensare che di fronte c’è una neopromossa ma una squadra di giocatori che vorranno dimostrarsi all’altezza dei campioni. Il Monza non deve partire battuto: ha i requisiti per poter far male».

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Ruben Buriani
Photocredits: acmilan.com

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