Buongiorno Milan, Agresti in ESCLUSIVA: “Volontà uguali, destino scritto”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Stefano Agresti parla a Radio Rossonera del futuro di Alessandro Buongiorno: tra Milan, Torino e i sogni dei tifosi

Tanti i temi caldi in casa Milan: da Alessandro Buongiorno ad Antonio Conte, passando per Rafa Leao e Stefano Pioli. Tutti affrontati con il vicedirettore della Gazzetta dello Sport Stefano Agresti, che è intervenuto ai nostri microfoni del corso dell’appuntamento con il Talk di oggi pomeriggio. Di seguito, le sue dichiarazioni al canale Youtube di Radio Rossonera.

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Parla Agresti

Può essere un buon nome per la difesa del Milan? Che tipo di reparto ti immagini se dovesse arrivare?

“Mi sembra che Buongiorno sarebbe un buon nome per tutti, non soltanto per il Milan. È molto difficile da prendere, perché il Torino non ha intenzione di cederlo e quindi io credo che sia destinato a restare al Torino. Non voglio smontare i sogni dei tifosi rossoneri, ma credo che in questo momento Buongiorno sia destinato a rimanere in granata. Questa è la sua volontà e questa è la volontà anche della società. Mi sembra molto complicato. È chiaro però che il Milan si stia muovendo per provare a rafforzarsi soprattutto in difesa. Vediamo quali sviluppi ci saranno da qui alla chiusura del mercato invernale”.

Com’è stata la stagione del Milan fin qui?

“A volte ho la sensazione che si racconti una realtà che poi è un po’ diversa da quella che abbiamo vissuto. Certamente non è stata una prima metà di stagione positiva per il Milan. Pesa molto a mio avviso l’eliminazione in Champions, ma ci si dimentica che il girone era molto molto difficile. Senza quel rigore che è stato regalato al PSG col Newcastle probabilmente ora staremmo raccontando un’altra storia. In campionato ha avuto un rendimento altalenante, ha pagato i troppi infortuni e disputato una Serie A che lo colloca a metà tra Inter, Juventus e tutte le altre. Chiaramente i tifosi del Milan si aspettavano qualcosa di più, così come la proprietà, ma a me francamente non pare che il percorso in questa prima metà di stagione sia stato così negativo come viene a volte descritto”.

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Cos’è andato male in Pioli?

“La gestione degli infortuni. Bisogna decidere se vogliamo attribuire a lui questa responsabilità oppure no. Per quel che riguarda i risultati, con i calciatori avuti a disposizione non sono così negativi. Poi la seconda parte di annata deciderà molto del futuro di Pioli. Ho visto situazioni molto peggiori di questa rimettersi in piedi. E lui ha dimostrato più volte nel corso della sua esperienza rossonera di sapersi riprendere e ripartire dopo situazioni complicate”.

Tra i nomi accostati per la sua eredità, quale sarebbe il più giusto?

“Tutti guardano con attenzione a Conte, ovviamente. Si ha in mente un allenatore che ha fatto ottenere alle proprie squadre più di quanto valessero. Potrebbe anche essere l’allenatore buono, ma ha questa lacuna oggettiva di non aver mai fatto bene soprattutto in Champions League, lì dove i rossoneri vivono e alla quale danno prestigio”.

 Un voto alla stagione di Leao finora:

“Voto negativo, a volte ti fa anche arrabbiare. Siamo davanti a un calciatore con qualità fenomenali che dimostra raramente. La differenza tra un grande e un potenziale campione la fa la continuità di rendimento. Il voto per ora è un 5, dai”.

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