Buffon e l’incubo Milan: “Nesta mi ha gelato, quel rigore in finale…”

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Piero Mantegazza
Nato il 21-11-2000. Laureando in Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo all'Università Cattolica del sacro cuore di Milano. Redattore di Radio Rossonera, innamorato del Milan e dello sport in generale.

Buffon non riesce a dimenticarsi la finale di Champions persa con il Milan nel 2003: l’incubo Nesta e l’energia di Conte

Gianluigi Buffon ha avuto una straordinaria carriera con la Juventus: un neo è la dolorosa sconfitta con il Milan nella finale di Champions League del 2003. A Manchester si andò ai calci di rigore e l’ex portiere si rammarica ancora oggi per non aver neutralizzato il rigore di Alessandro Nesta: le sue emozioni sembrano ancora vive. Buffon si è poi espresso su Antonio Conte: è un consiglio per il Milan?

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La finale di Champions persa con il Milan: Nesta maledetto

Buffon è stato intervistato da Gianluca Gazzoli nel suo famoso podcast “Passa dal BSMT”. Il portiere non si spiega ancora quel rigore di Nesta a Manchester nel 2003.

“C’è stata una non parata che per me invece era parata. E’ strano da raccontare (ride ndr). Nella finale di Champions League col Milan, andiamo ai rigori. Noi ne sbagliamo 3, loro ne sbagliano 2 ed il quarto, se non sbaglio, viene Nesta a calciare, Sandro viene sul dischetto, apre il piattone ed io intuisco l’angolo. Mentre la palla arriva ho la sensazione di averlo in pratica parato. Ad un certo punto vedo pero’ la palla negli ultimi due metri prendere velocità e cambiare traiettoria, e dall’avere la certezza di aver parato il rigore vedo la palla entrare in porta. Lì mi è scesa la catena. Sono rimasto talmente male che da lì per me è diventato tutto nero. Quello lì è stato uno dei momenti nel quale ci sono rimasto male, deluso, gelato“. 

Buffon elogia Conte: le sue caratteristiche

Buffon parla dell’arrivo di Conte alla Juventus nel 2011 e della rivalità con il Milan.

“L’anno di Conte, una cavalcata, una magia, lo scudetto della caparbietà e della tenacia. Conte? Come un elettroshock, è arrivato e con il suo piglio da leader, da uomo carismatico, ci ha scosso e ci ha insegnato un discorso di gioco: è stato bravissimo nel convincerci con le sue proposte di gioco. Noi arrivavamo dopo i settimi posti, ma io ho detto subito che saremmo arrivati tra i primi due. Il Milan era talmente più forte di noi, ma certe cose le riconosci subito”.

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