Bucciantini a Radio Rossonera: “Lo stile del Milan è riconoscibile da lontano”

Marco Bucciantini

Bucciantini

Iweri durante Radio Rossonera Talk abbiamo avuto il piacere di avere ancora una volta con noi Marco Bucciantini. Ecco i temi trattati.

Vincere anche quando non si gioca bene è un segnale giusto oppure vedi qualcosa che inizia a scricchiolare nei meccanismi della squadra?
Se tu vinci 9 partite su 10 è perché vinci proprio quelle partite lì. Con il Torino il Milan non ha giocato meno bene, non ha giocato male, ha fatto fatica ad arrivare verso la porta perché il Toro è una squadra che in questo momento asfissia tutte le squadre che incontra. A Bologna invece ha fatto più fatica a livello mentale, è stata una partita strana dove il Milan si è trovato davanti una squadra euforica dopo il pareggio in 9 uomini e aveva paura di fare una brutta figura. Se vuoi vincere tanti, devi vincere anche le partite così e se le vinci è perché hai creato una maniera di giocare precisa che ti porta a trovare riferimenti anche quando qualcosa funziona meno. Questo dibattito non esiste, non vinci le partite inventandotele dal nulla, basta guardare quello che è successo alla Juventus.

A proposito, per te la Juventus è ancora in corsa per lo scudetto?
No, non lo è mai stata. Ci è voluto poco per capire quale fosse la caratura della Juventus, una squadra che negli ultimi anni è peggiorata man mano dall’ultimo anno di Allegri in poi. La squadra manca d’inerzia, e dopo le sconfitte con Empoli e Sassuolo si è diffusa la convinzione che le squadre possono andare a Torino a fare la loro partita. La Juventus fa un torto a sé stessa se pensa di dover lottare per lo scudetto, deve smettere di pensare ai punti. Sicuramente ci sono squadre più attrezzate, Milan e Napoli sono avanti a tutte come lavoro, come organico, soluzioni e felicità. C’è anche l’Inter, ma per ora è mancata negli scontri diretti.

Quindi secondo te il vestito è pronto per i rossoneri?
Si, il vestito è pronto e a me sembra addirittura un armadio. Lo dimostra infatti la capacità di cambiarsi d’abito, ovvero di vincere partite diverse, confuse, difficili, partite che si complicano e che vanno ribaltate. Lo stile del Milan (come quello del Napoli) è chiaro: qualsiasi cosa peschino dal guardaroba sanno che gli starà bene, lo stile lo vedi sempre. Bisognerebbe vestirsi come si vestono Milan e Napoli, due squadre che sanno cambiare ma che comunque sono riconoscibili anche da lontano.

Il gioco del Milan è quello più europeo di tutti? Se sì, riuscirà a portare la squadra a qualche successo in campo europeo?
Certo, il gioco ti porta ovunque. E il gioco lo ha già portato ad essere competitivo in campo europeo: ha giocato alla pari con il Liverpool (a parte la prima mezz’ora) e con l’Atletico Madrid. In Portogallo paradossalmente ha fatto fatica perché abituato a giocare partite più mosse, più vivaci. Credo che a Milano sarà un’altra partita, anche se il discorso qualificazione è complicatissimo. Vedo un Milan competitivo comunque, e l’anno prossimo lo sarà di più perché è una squadra che da un po’ di tempo ogni cosa che fa la aggiunge a sé stessa, ogni giocatore che mette in campo è riuscito. E’ quello che ha creato il Milan che fa venire fuori i giocatori, basta vedere quello che è successo con Castillejo, giocatore fuori rosa che è entrato ed ha deciso una partita.

Come vedi Roma-Milan?
Sarà una bella partita, me lo sento. Le partite della Roma hanno un qualcosa di romanzesco, è una squadra che gioca di passione, con quel coraggio sconclusionato che la porta sempre in attacco. Con il Cagliari ha giocato un secondo tempo strepitoso, ha saputo ribellarsi in un ambiente dove quando le cose vanno male c’è la tendenza allo sfascio. Roma-Milan è quindi uno degli incastri più belli di questo campionato, nelle partite della Roma c’è tanto spazio e il Milan nello spazio gioca molto bene: ritroverà un po’ di aria dopo due partite (Verona e Torino) in cui è stato come ho detto abbastanza asfissiato dagli avversari.

Guarda QUI la puntata di Radio Rossonera Talk dove Marco Bucciantini è stato ospite

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