Milan, Brocchi: “Ancelotti era un libro aperto, Galliani mi avrebbe voluto a vita”

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Cristian Brocchi ha rilasciato una lunga intervista pubblicata sui canali ufficiali del Milan ripercorrendo tanti momenti della sua carriera

Cristian Brocchi ha parlato al podcast del Milan Unlocker Room di tanti temi che lo legano al club rossonero, ripercorrendo i momenti più iconici della sua carriera. L’ex centrocampista ha speso belle parole per il suo ex allenatore Carlo Ancelotti e raccontato un aneddoto del suo addio al Diavolo.

Le sue dichiarazioni

Su Carlo Ancelotti: Ancelotti era meraviglioso e te lo dice uno che non era un titolare inamovibile. Ho avuto un rapporto meraviglioso, in sette anni solo un paio di volte c’è stato un periodo meno bello perché sentivo di meritare qualcosa in più che lui non mi aveva dato. Ma lui era un libro aperto. Si faceva voler bene da tutti, riusciva a farti sentire importanti. Lui in un’intervista alle Iene disse che ero il giocatore più sottovalutato che avesse allenato: è un complimento enorme”.

Sul suo addio al Milan: Io volevo vincere una coppa con una maglia diversa dal Milan. Mi dicevano che non giocavo praticamente in quel Milan. Chiamai Galliani per dirgli che volevo rimanere ma per lui avrebbe voluto che restassi a vita in rossonero. Andai da Ancelotti e decisi di salutare i ragazzi a Milanello. A casa nessuno sapeva nulla, è stato un momento davvero emozionante”.

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