Ronaldo: “Per Kakà sono un ciccione? No, un errore di traduzione!”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Ronaldo “Il Fenomeno” ha chiarito la diatriba dei giorni scorsi che lo ha visto protagonista con… Ricardo Kakà.

Ronaldo, ha smaltito la delusione per il Brasile?
“Credo che il Brasile abbia fatto un ottimo Mondiale, commettendo pochi errori. Però ci è mancata un po’ di malizia nel finale della partita con la Croazia: avremmo dovuto tenere il pallone, perdere un po’ di tempo”.

Al posto di Tite si parla di Ancelotti o Guardiola.
“Sarebbero grandi maestri. Per me non è un problema vedere uno straniero alla guida del Brasile. I nomi di Ancelotti e Guardiola sono credibili, così come quello di Mourinho”.

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È vero che la situazione politica brasiliana ha complicato la preparazione della Seleçao?
“Le elezioni hanno creato grande confusione nel Paese. Non avevamo bisogno di questo casino. Bolsonaro non è l’unico politico che si è messo la maglia del Brasile. Ma il problema è l’intolleranza che caratterizza i nostri tempi: non viene più rispettato chi la pensa in modo diverso. È successo che qualcuno in Brasile abbia fatto dichiarazioni di voto e per questo sia stato quasi crocifisso. Il Brasile vive un momento molto difficile e vorrei che la gente ritrovasse il senso civico della convivenza pacifica, il rispetto delle opinioni diverse”.

Perché il Brasile non chiama Ronaldo a dare una mano nella ricostruzione della nazionale?
“Io sarò sempre disponibile ad aiutare il Brasile. Sempre. Bisognerebbe capire come, ma lo farei volentieri”.

Chi vince il Mondiale?
“Pensavo che i favoriti fossero Brasile e Francia. Il Brasile è andato a casa e resta la Francia, che finora ha confermato tutte le sue potenzialità. E apparentemente sa anche gestire la pressione”.

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Mbappé è il suo erede?
“Mi ricorda… me quando giocavo: rapido, potente, tecnico. E sa usare le sue qualità nel modo migliore. Mi impressiona molto perché, in un calcio in cui tutti vanno veloci, lui è velocissimo: ha una marcia in più. Ha un talento naturale, è spesso decisivo, credo che sia lui il miglior giocatore del Mondiale”.

Kakà ha detto che “in Brasile Ronaldo è visto come un ciccione che cammina”. Si è offeso?
“No, nessun problema con Kakà. In realtà c’è stato un errore di traduzione e Ricky intendeva solo dire che i grandi campioni brasiliani a volte sono più rispettati all’estero che in patria”.

Ronaldo, si è immaginato in campo in questo Mondiale?
“Credo che adesso mi divertirei e prenderei anche meno botte, perché gli attaccanti sono più protetti e per i difensori arrivano in fretta i cartellini. Per me, comunque, il calcio è sempre bello: è una gioia”.

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Ronaldo Kakà

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