Thiago Silva: “Non abbiamo paura di nessuno!”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, la colonna del Brasile ed ex Milan Thiago Silva carica i suoi verso i quarti di Qatar2022 con la Croazia.

Sul gol contro la Corea (suo l’assist)
«In realtà non l’abbiamo preparato, questo gol. Ci è venuto così sul momento, è stato un po’ casuale. Non proviamo queste situazioni in allenamento, ma, su una seconda palla da angolo o da punizione, io e Marquinhos rimaniamo in zona. Per un attimo ho pensato di rientrare nella nostra metà campo, poi ho visto gli sviluppi e mi sono detto: “Approfittiamone”. Sono rimasto e ho messo la palla per Richarlison».

La prestazione contro la Corea del Sud è stata fantastica. Non c’è il rischio che vi sentiate troppo forti?

«Noi siamo forti, anche nella testa. Contro la Croazia sarà però un’altra partita e la dovremo rigiocare così. Mi sono arrabbiato con un giornalista perché ha detto che contro la Corea è stato tutto troppo facile. No, aspetta, noi abbiamo studiato e lavorato tantissimo per preparare il match. È una mancanza di rispetto a noi e ai coreani dire che è stata una vittoria troppo semplice. È vero che loro avevano nelle gambe l’incontro di tre giorni prima contro il Portogallo, specie all’inizio, quando la differenza si è vista tutta».

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Parlate già dell’eventuale semifinale contro l’Argentina?
«No, perché dobbiamo rispettare la Croazia, che nel 2018 è arrivata alla finale contro la Francia. L’unico vantaggio per noi può essere il fatto che la Croazia contro il Giappone è andata ai supplementari e ai rigori. Trenta minuti in più possono pesare. E noi abbiamo giocato più tardi. Anzi, molto tardi».

Che cosa vuole dire?
«La partita si è disputata alle 22 locali, un brutto orario, che in pratica costringe a passare la notte in bianco. Fino alle 5 non se ne parla di dormire, dopo le scariche di adrenalina che gare del genere provocano».

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L’equilibrio è la vostra forza?
«Sette gol segnati e due subiti in quattro partite al Mondiale sono indice di equilibrio tra le due fasi. Qualche critico dice che siamo una squadra ingessata (lo sostengono in Brasile i detrattori di Tite, ndr), ma non è una parola che si addice a noi. Davanti abbiamo tanta libertà di creare, una varietà di soluzioni, e dietro cerchiamo di subire il meno possibile. Oltre a Neymar, abbiamo Raphinha e Vinicius sulle fasce e tanti altri forti tecnicamente. La sconfitta contro il Camerun è stata utile perché ci ha fatto capire che non bisogna mai allentare la concentrazione. Contro la Corea abbiamo preso un gol evitabile. Sul 4-0 ci siamo un po’ rilassati, ma sul 4-0 credo che sia normale».

Sentite la tensione del pronostico? Secondo la maggioranza delle persone, il Brasile vincerà il Mondiale.
«Non abbiamo paura, una parola che non ci piace. Rispettiamo tutti, come è giusto. Dobbiamo continuare con il nostro calcio coraggioso e allegro».

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Thiago Silva Brasile

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