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Interviste

Brahim Diaz a El Pais: “Mi piace far divertire la gente. Al Milan sto benissimo”

Davide Giovanzana | 24 Novembre 2021
Brahim a El Pais: "Mi piace far divertire la gente. Al Milan sto benissimo"

In occasione del match di stasera e del suo ritorno a Madrid, Brahim Diaz è stato intervistato dal quotidiano spagnolo El Pais. Di seguito le sue parole.

Luis Enrique prima ti ha convocato, e poi ha detto che il tuo ruolo non esiste nel suo sistema. Il trequartista sta passando di moda?
Non credo proprio, anzi ci sono molti giocatori che giocano in quella posizione. Per quanto mi riguarda, io mi trovo bene sia come trequartista tra linee, che come centrocampista in un 4-3-3, ma anche sulla fascia o come falso nove.

Nonostante tu non sia altissimo ti muovi in una zona del campo dove si sgomita tanto e dove lo spazio è poco.
Io mi trovo a mio agio ovunque come ho detto. Ho la fortuna di saper utilizzare entrambi i piedi, cosa che mi permette di girarmi bene in ogni lato. Sulla trequarti mi trovo bene, perché è una zona dove si crea molto pericolo nonostante il poco spazio e i tanti uomini a difendere. Lì i difensori non sanno se uscire in pressing perché potrebbero lasciare spazio all’attaccante e non possono sempre corrergli dietro. Se non escono, c’è la possibilità di trovarsi uno contro uno. È una posizione difficile da gestire sia per i difensori che per i mediani.

Quanta immaginazione serve al trequartista?
Mi piace immaginare, dare quella fantasia alla squadra che mette in difficoltà gli avversari. In generale è una cosa importante nel calcio: quando i difensori non sanno cosa fare si crea spazio sia per sé stessi che per i compagni di squadra.

Spesso quando il trequartista riceve la palla subisce un colpo. Alcuni giocatori come Grealish e Hazard lo utilizzano per iniziare l’azione offensiva: come ti comporti?
Il contatto fisico ti costringe a girarti da una parte o dall’altra per sapere dove è posizionato l’avversario. Mi piace perché lo utilizzo come punto di riferimento: non essendo forte fisicamente devo essere veloce in quella situazione. Il baricentro basso mi permette di essere più agile rispetto ai difensori, quasi sempre più alti di me.

Nel tuo caso è difficile per un difensore capire se andrai a girarti sul destro o sul mancino. E’ una cosa che hai imparato?
No, è naturale. Ho avuto la fortuna di saper giocare col sinistro tanto quanto col destro. Ricordo che mio padre mi ha sempre allenato su questa cosa, era un grande allenatore oltre che un ottimo padre. Mi ha reso migliore sia come persona che come calciatore. Quando avevo 12 anni invece, avevo un allenatore che ci faceva indossare un calzino bianco e uno nero. Il bianco sul piede forte, e il nero su quello debole. Quando all’improvviso diceva di giocare solo con il nero, veniva da me e mi chiedeva se mi fossi scambiato i calzini.

A tratti il tuo modo di giocare ricorda il calcio di strada. Hai giocato molto in strada da piccolo?
Sì abbastanza, quasi sempre con amici più grandi di me. Quando finivo di allenarmi o finivo la scuola cercavo sempre e comunque di avere una palla tra i piedi.

Come ti trattavano quelli più grandi di te?
Si sono arrabbiati più di una volta. Da piccolo mi piaceva molto anche il futsal e la cosa mi ha dato tanto. Ho imparato a giocare negli spazi stretti, a pensare velocemente e a diversificare il dribbling. Nel mio quartiere c’era un campetto: eravamo sempre lì.

Con questo spirito, preferisci fare gol o fare un tunnel?
Mi piace che le persone si divertano vedendomi, so che alla gente piacciono i tunnel o cose simili. Ovviamente però preferisco un gol, perché aiuta la squadra: nel calcio valgono i 3 punti. Non va comunque persa la maglia che tanti giocatori del passato hanno avuto, la gente pagava per andare a vedere i loro sombreri, le “rulete”, i tunnel, le “biciclete”.

A 14 anni lasci Malaga con tutta la famiglia per andare a Manchester, sponda City. Ti ha mai pesato questa responsabilità?
La famiglia mi ha aiutato molto. È la cosa più importante che ho, non mi ha fatto sentire il peso. Mi ha sempre detto che dovevo continuare a godermi il calcio e che prima o poi avrei ottenuto qualcosa di molto buono. Io di tutta risposta non ho mai smesso di divertirmi: il calcio è la mia passione.

Continui a guardare calcio anche quando torni a casa?
Sì, mi piace molto anche guardarlo. Parlo di calcio sempre anche a casa, le mie sorelle (4, più piccole) mi tengono aggiornato sulle cose che mi perdo. A casa mia si respira calcio.

Cosa ti piacerebbe “rubare” a Zlatan Ibrahimovic?
Mi piacerebbe avere la sua capacità di segnare e la sua capacità di capire il calcio, cosa che l’esperienza gli ha regalato. Ma anche il dare sempre buoni consigli, il sapere sempre prima dove andrà il pallone: il suo tempismo con e senza palla è incredibile. È completo e in area di rigore e nonostante l’età è ancora imprevedibile: sa segnare in rovesciata o dopo una finta di corpo.

Che consigli ti ha dato?
Mi ha detto di non perdere quella personalità che sto mostrando in campo, di essere quello che sono e che se continuerò così farò grandi cose. Sentire tutto ciò da un mito come lui…

Ha avuto anche allenatori leggendari. Cosa ti porti dietro dalle esperienze con Guardiola e Zidane?
Con Guardiola ho imparato a leggere gli spazi, a sapere quando scaricare la palla con l’avversario di fronte e a recuperare velocemente il possesso una volta perso. Anche con Zidane è lo stesso. Con Pioli sto imparando a difendere meglio e a posizionarmi meglio in entrambe le fasi.

Stasera giocate contro l’Atletico, la situazione del girone è complicata.
Siamo il Milan, siamo una grande squadra e matematicamente non siamo ancora spacciati. In Champions non abbiamo avuto fortuna, abbiamo giocato abbastanza bene finora. Ad Anfield siamo andati avanti dopo un primo tempo difficilissimo, anche se poi abbiamo preso due gol. A San Siro contro l’Atletico abbiamo giocato una partita incredibile, subendo due gol beffardi nel finale. Stasera andiamo al Wanda per fare il nostro gioco e per vincere la partita.

A Milano sei in prestito. Stai comunque pensando al Real Madrid?
Adesso sono al Milan, sono concentrato sul Milan e voglio dare il massimo per il Milan. Seguo comunque il Real da lontano ma mi piace stare qui, mi godo il momento di giocare per un grande club come il Milan.

Rileggi QUI le parole del mister nella conferenza stampa pre Atletico Madrid
photocredits: acmilan

Scritto da Davide Giovanzana

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