“Milan condannato! Ma se gioca bene…”: la speranza di Borghi

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Borghi parla a tutto Milan: l’entusiasmo, la figura tra società e gruppo e le colpe di Pioli

È un periodo particolare per i rossoneri, che nell’ultima settimana hanno raccolto un solo punto contro 3 avversari difficili: per Stefano Borghi, la colpa di un Milan poco brillante non è imputabile al solo Stefano Pioli. Nell’ultima puntata di “Taconazo” a Cronache di Spogliatoio, il telecronista di DAZN ha spiegato la condanna all’entusiasmo e affrontato il tema infortuni. Di seguito, le sue riflessioni.

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L’entusiasmo è una condanna

“L’impressione è che non ci sia più quell’entusiasmo da Pioli’s on fire come all’inizio nei confronti dell’allenatore. Allo stesso modo, ritengo che Pioli in questo suo ciclo abbia fatto delle cose meritevoli di levarsi il cappello. Non bisogna dimenticare che il Milan a gennaio ha avuto una crisi vista raramente e lui comunque è riuscito a prendere in mano la situazione e portare la squadra in semifinale di Champions League. Io voglio assolutamente sperare che non ci sia il rischio di un cambio in panchina prima della fine della stagione. Sarebbe sbagliato e irriconoscente.

Il Milan è una squadra costruita in maniera coraggiosa e veramente particolare. Sono stati presi tanti giocatori tecnici, offensivi, poco da calcio italiano. Una rivoluzione ancor più difficile. Io continuo a pensare che questa sia una squadra condannata a viaggiare a un livello altissimo di entusiasmo: è così. Quindi, non appena il livello di entusiasmo scende, il Milan si depotenzia e di conseguenza si inquieta. È più psicologico che tecnico o tattico”.

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“Mancano i due ex dirigenti? Una figura così probabilmente al Milan si cerca anche. Il nome di Ibrahimovic rimbalza fra le mura di Milanello. Si cerca questo collegamento tra società e gruppo squadra. La direzione attuale è formata da straordinari uomini di scouting e di costruzione, però quell’anello di collegamento serve. Non penso che a Pioli manchi una protezione, è che nel calcio di oggi i cicli così lunghi sono sempre più rari. Adesso c’è bisogno di ritrovare entusiasmo, perché poi il Milan secondo me quando gioca bene è la squadra più bella da vedere che ci sia in Italia, in questo momento. Il problema è che ti chiami Milan e devi farlo con continuità.

Nel calcio odierno per una squadra italiana confermare una semifinale di Champions è molto difficile, però ritrovato questo tipo di dimensione tutti gli anni deve partire con l’idea che lo Scudetto si può vincere. Quest’anno secondo me passare il girone di Champions è una cosa complicata, se l’è complicato da solo. Ma non per carenze di gioco, perché non ha fatto gol. Poi escono i Pioli out… Non è a Parigi che il Milan si è messo nei guai. Infortuni? Questo può essere un capo d’accusa: siamo a 13 infortuni muscolari, se non sbaglio”.

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