ESCLUSIVA, Bonfanti: “Milan, situazione grave per un gruppo che lavora dal 2020”

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Andrea Roderi
Studente universitario, appassionato di radio, podcast e Milan. Aspirante giornalista professionista.

Ai microfoni di Radio Rossonera Francesco Bonfanti ha parlato della situazione del Milan, tra ritorni, infortuni e squalifiche

Al rientro dalla sosta, per il Milan si prospettano delle settimane di fuoco. Ai microfoni di Talk, abbiamo parlato con il giornalista di Telelombardia Francesco Bonfanti. Gli argomenti toccati: Florenzi (e relativa possibile squalifica), rosa sempre più breve e un ritorno di Ibrahimovic molto vicino.

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Il Milan è in emergenza di risultati, di infortuni e relativamente al capitolo Florenzi. Rimangono solo in quattro difensori, e quattro rimarranno

“Il Milan è corto dietro, già quest’estate si è capito che mancavano un paio di accorgimenti. Serviva un vice Giroud e ti sei dovuto accontentare di Jovic negli ultimi giorni di mercato, serviva un vice Theo sulla sinistra con la partenza di Ballo Toure che Bartesaghi non può chiudere. Adesso Florenzi sarà coinvolto in questa nuova inchiesta i cui sviluppi saranno ancora da ricercare. Per ora la questione è relativa alla giustizia penale, non a quella sportiva, come invece è successo a Tonali. Gli sviluppi li sapremo tra qualche giorno, dopo l’interrogatorio.”

Che ripartenza avrà il MIlan contro la Fiorentina senza Leao e Giroud?

“L’attacco del Milan andrà reinventato, in Nazionale succedono varie cose. Nelle ultime quattro giornate il Milan ha fatto solo due punti, in questo momento è legittima un po’ di preoccupazione perchè non sai mai che squadra aspettarti. Molto strano passare in una settimana a passare dallo zero con l’Udinese, alla grande partita contro il Paris alla mezza partita autorevole col Lecce e al buio totale subito dopo. Il problema è l’atteggiamento e la personalità, cose che mancano quando non chiudi le partite e rischi le rimonte.”

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Secondo te c’è solo un problema di mentalità o un problema più profondo, legato anche a Pioli?

“Un insieme delle due cose, il gruppo è meno compatto come dimostrato da quanto detto da Giroud dopo Napoli, che in quel momento disse una cosa molto grave. Non sono convinto che il rapporto tra Pioli e il Milan continuerà dopo giugno, ma fino a quel momento non credo che verrà esonerato. Non è nello stile della proprietà americana. Alla fine in campo ci vanno i giocatori, però: se ti fai rimontare, l’allenatore centra fino a un certo punto. Si tratta di una squadra che tiene la spina attaccata solo per quarantacinque minuti, al contrario di quanto successo contro il Psg. Il fatto che questa situazione si sia creata in un gruppo che lavora con Pioli dall’inizio del 2020 è piuttosto grave.”

Pensi che questa spinta possa arrivare dal ritorno di Ibra?

“Può essere utile. Uno come Ibra non è una presenza qualunque, bisogna però capire cosa voglia fare. Potrebbe fare il braccio destro di Cardinale anche in altri ambiti. Uno come Ibra potrebbe fare bene all’ambiente Milan in questo momento, perché si vede che manca qualcosa, che difetta di una personalità forte. Questa in realtà è una cosa strana considerando i vari Maignan, Theo e Giroud presenti in rosa, ma fino a questo momento è evidente che non sono stati in grado di prendersi questo ruolo. C’è bisogno di una figura come Ibra, che nello spogliatoio avrebbe un certo peso. Da capire quale sarà il suo ruolo, se sarà solo nel Milan o anche rispetto a Cardinale.”

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