Bonaventura: “Milan lasciato con motivazione, avevo voglia di fare”

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Andrea Roderi
Studente universitario, appassionato di radio, podcast e Milan. Aspirante giornalista professionista.

Bonaventura e il Milan, una storia d’amore finita un po’ troppo tristemente. Jack è tornato sull’esperienza rossonera durante il ritorno in Nazionale tre anni dopo.

Giacomo Bonaventura, sempre nei cuori dei tifosi del Milan, è tra le più grandi sorprese di questo inizio di Serie A. Numeri a tratti incredibili, espressione di un centrocampista che, dopo svariati infortuni, è finalmente riuscito a ritrovare la meritata centralità nel nostro campionato agli ordini di mister Vincenzo Italiano. Le ottime prestazioni non sono ovviamente sfuggite al CT della Nazionale Luciano Spalletti, che lo ha convocato in vista dei prossimi impegni degli Azzurri contro Malta e Inghilterra. In conferenza stampa, Bonaventura ha avuto modo di parlare anche del “suo” Milan.

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Bonaventura e l’addio al Milan

A fine stagione 2019-2020, la prima di Stefano Pioli sulla panchina rossonera e l’ultima senza giocare la Champions League, le strade di Bonaventura e Milan si separano. Le immagini del centrocampista azzurro che saluta un San Siro deserto a causa del Covid commossero non pochi tifosi rossoneri, che difficilmente dimenticano le gesta di Jack, uno dei pochi a salvarsi in un Milan in cui la vera protagonista era l’estrema pochezza di qualità e risultati. Al suo ritorno in Nazionale, Bonaventura torna così sul suo addio ai rossoneri: “Ho lasciato il Milan con grande motivazione, sapevo che la nuova esperienza sarebbe stata bella perché avevo ancora tanta voglia di fare e dimostrare. Poi è arrivata la Fiorentina che in questi anni ha continuato a crescere e s’è rivelata per me la piazza ideale per proseguire la mia carriera”. Firenze è senza dubbio la giusta piazza per rilanciarsi al termine di una carriera che, a causa degli infortuni, sarebbe potuta essere certamente più gloriosa e ricca di trofei.

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Il (meritato) ritorno in Nazionale

L’ultima partita ufficiale di Bonaventura con la maglia della Nazionale risale al 10 settembre 2018, da giocatore del Milan, primo turno della Nations League perso 1-0 a Lisbona con il Portogallo. La nostalgia si faceva un po’ sentire: “Sono stato convocato tante volte, la prima volta dieci anni fa, ho avuto qualche difficoltà con la Nazionale ma ho sempre cercato di fare del mio meglio.”. L’obiettivo, adesso, è l’Europeo: “Perché no? Tutto alla fine passa da ciò che si fa nel club. Ci speravo in questa convocazione, ma non me l’aspettavo”.

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Un addio amaro

Tornando all’addio di Bonaventura al Milan, viene un po’ di amaro in bocca. Sarà per la Supercoppa Italiana del 2016 (unico piccolo trofeo vinto durante la “banter era”), saranno i 35 gol realizzati in 185 presenze, oppure la grande professionalità dimostrata da Jack nel corso degli anni in rossonero. Quanto sarebbe stato utile un Bonaventura in più negli anni in cui siamo stati falcidiati dagli infortuni? Quanto sarebbe stato utile un Bonaventura l’anno scorso, quando sulla trequarti c’erano ben poche opzioni valide dalla panchina? Difficile dare una risposta. Nel frattempo, ci godiamo le ottime prestazioni dell’uomo immagine della Fiorentina, che proprio qualche giorno fa ha gelato il Maradona con un precisissimo destro all’angolino.

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