Bologna-Milan, 8/02/17: Quella volta che … in 9 contro 11

DiStefano Attardi

Gen 29, 2021
BOLOGNA

BOLOGNA MILAN – La stagione 2016/17 è stata una stagione difficile, una proprietà agli sgoccioli ha portato avanti una stagione di transizione. Il Milan, per storia e blasone non è avvezzo ad avere giocatori in prestito secco, in quella stagione cambia abitudini e si accontenta di giocatori in affitto.

Che poi, a rifletterci bene, tutti i contratti di tutti i calciatori di tutte le squadre sono temporanei. Neanche a Paolo Maldini hanno fatto l’indeterminato. Ironia a parte, c’è qualcosa di fastidioso nel tifare un giocatore in prestito, un misto tra la consapevolezza che non è “tuo”, nell’accezione più infantile del termine, e il timore che potresti affezionarti e perderlo.

Comunque col Bologna, quella sera, i prestiti ci hanno salvato.

Il Milan di Montella viene da tre sconfitte consecutive, ha un bisogno famelico di punti per, quantomeno, sperare nell’Europa minore. In campo scendono, schierati in un 4-3-3: Donnarumma; Vangioni; Romagnoli; PalettaAbate; Pasalic; Locatelli; Kucka; Suso; Deulofeu; Bacca

Una squadra che, non so voi, ma a me suscita ancora una certa simpatia.

Un articolo a parte, poi, meriterebbe il rapporto tra Gabriel Paletta e il cartellino rosso. Gabriel non è un ragazzo cattivo, si vede, è ruvido. Quasi tutti i suoi rossi sono per eccesso di generosità o di ottimismo. 

In quella partita Paletta viene espulso per somma di ammonizioni, il secondo giallo lo prende per un fallo al limite della nostra area su Dzemaili. 

Al 36’ siamo già in dieci

La partita si trascina lo zero a zero fino a dentro gli spogliatoi, fino all’intervallo. Alla ripresa il Bologna è in controllo, noi cerchiamo di ripartire con pericolosità.

Al 59’ la situazione da molto difficile diventa disperata. Kucka, che gioca con il soprannome “Kuko” sulle spalle, prende un secondo giallo per un intervento a centrocampo, il fallo c’è. L’ammonizione, considerando che si tratta della seconda ad un giocatore di una squadra che è già in 10, sembra severa. Troppo.

Le proteste di Kucka e Suso sono ai confini dell’isteria, ci aspetta un terzo di partita in nove contro undici. 

Una partita che dovevamo vincere per forza per dare un senso alla stagione. Una partita che viene dopo tre sconfitte.

L’ipotesi di uscire dal Dall’Ara con tre punti, in quel momento, sembra fantascienza. Quasi tutti firmeremmo per uno zero a zero.

Il Bologna, ovviamente, da quel momento, è padrone del campo. Siamo ai limiti dell’assedio. Donnarumma compie una parata senza senso su un tiro di Krejci dal limite dell’area piccola.

Il Bologna si spinge in avanti, porta tutti i suoi giocatori di movimento nella nostra metà campo. La manovra però non è fluida, riusciamo a difendere anche con due in meno.

Se c’è una cosa che i film d’azione hollywoodiani ci hanno insegnato è che se il cattivo ha rapito l’eroe, lo ha legato, ed è pronto a finirlo. Non deve perdere tempo. Se comincia a raccontargli esattamente come lo ucciderà o quali saranno le conseguenze per il pianeta terra una volta che l’avrà ucciso, nel 100% dei casi il cattivo fa una brutta fine.

Quindi, se siete un cattivo dei film e state leggendo queste parole, la morale è: non esitate.

Per fortuna, quella sera, il Bologna esita.

All’ultimo minuto l’eroe si salva.

Deulofeu in contropiede riesce ad arrivare nei paraggi della bandierina del calcio d’angolo, sembra chiuso da due giocatori avversari. Magari, nella loro testa, hanno pensato che volesse solo difendere palla, solo difendere il pareggio.

Ma lui, in un guizzo, li dribbla. Sguscia via.

In area ci sono altri tre giocatori del Bologna che guardano il pallone, esitano.

Correndo come se lo stessero inseguendo arriva Pasalic, nessuno lo marca. Il passaggio di Deulofeu è facile ma perfetto. Tiro. Gol.

L’esultanza è di quelle da mani nei capelli.

Abbiamo vinto, in nove contro undici.

photocredits acmilan.com

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