Boateng rivela: “Duro scontro con Allegri, ero il più importante al Milan”

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Kevin Prince Boateng ha deciso di tornare sui tempi al Milan: dallo scontro con Allegri, ad Ambrosini capitano, fino alla questione tifo

Kevin Prince Boateng è stata una pedina fondamentale di quel Milan che ha vinto lo scudetto nel 2011. L’ex calciatore ha deciso di raccontare la sua carriera ripercorrendone le varie tappe: il periodo trasgressivo al Tottenham, gli scontri con Allegri al Milan e la rivalità tra Messi e Ronaldo quando era al Barcellona. A tutto Boateng.

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Nel corso di una lunga intervista rilasciata al podcast VIBE con FIVE di Rio Ferdinand, l’ex Milan Kevin Prince Boateng si è raccontato:

Messi-Ronaldo: “Mi ricordo che, quando sono arrivato al Barcellona, mi hanno subito chiesto chi fosse il miglior giocatore del mondo. Ho dovuto dire che era Lionel Messi, ho mentito. È stata una delle bugie più grandi della mia vita”. Poi, prosegue Kevin Prince Boateng: “Ho mentito perché era l’unico modo per indossare la maglia del Barcellona. Mi dispiace per i tifosi del Barça, ma ho sempre tifato per il Real Madrid quando ero adolescente. Adoro Cristiano Ronaldo. Ma in quel caso dovevo dire obbligatoriamente in quel modo, altrimenti non avrei giocato al Barcellona. Era il capitano, ma nello spogliatoio parlava poco. Abbiamo parlato una volta sotto le docce e mi ha chiesto se fosse difficile fare gol in Italia, perché in quel momento lì c’era Cristiano Ronaldo. Ha mostrato la rivalità che avevano. Gli ho detto che è senza dubbio difficile, ma che lui avrebbe segnato ovunque. Certo, su CR7 le persone dimenticano troppo presto”.

Considerazione sul calcio moderno: “Ora il calcio è troppo semplice: fai una buona stagione e vali 60 milioni. Io allora sarei dovuto costare 150 milioni perché a 20 anni ero il più forte in Europa”.

Il periodo trasgressivo con Drogba: “Al Tottenham non ero professionale, uscivo con Drogba e andavo in giro con la Lamborghini. Pensavo di essere figo: lui però era la punta più forte al mondo, mentre io giocavo nella squadra B davanti a 20 persone”.

Il periodo al Milan: scontri con Allegri e Capitan Ambrosini: “Le prime settimane al Milan mi sono scontrato con Allegri. A me non interessa vado contro tutti, ma l’hanno capito subito. Infatti sono diventato il giocatore più importante di quel Milan. Ambrosini è stato il miglior capitano che abbia avuto in carriera. Teneva tutto sotto controllo in una squadra storica e piena di stelle”.

Ten Hag e Cr7: “Ten Hag deve andare via dallo United. Anche come ha gestito Cristiano Ronaldo lo dimostra: non è all’altezza di allenare il Man United”.

De zerbi: “De Zerbi è il miglior allenatore al mondo, l’ho avuto a 32 anni e mi ha reso ancora più forte. Ogni cosa che fa ha una ragione: per lui il portiere è un giocatore, rende speciali giocatori normali”.

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