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Pagelle Milan-Hellas Verona 1-1: Rimonta mancata, occasione sprecata.

Pagelle Milan-Hellas Verona 1-1: Rimonta mancata, occasione sprecata.

PAGELLE MILAN-HELLAS VERONA 1-1 – Dopo l’emozionante sfida di Coppa Italia con il Torino, i rossoneri ospitano una delle sorprese del campionato a San Siro. Prima mezz’ora in balla per la squadra di Pioli che viene soffocata dal pressing del Verona e si ritrova ancora una volta costretta a rincorrere il risultato. La fortunata rete di Çalhanoğlu su punizione da coraggio però a Romagnoli e compagni che per poco non chiudono la prima frazione di gioco in vantaggio. Secondo tempo quasi anonimo da parte dei ragazzi di Pioli che non riescono a sfruttare la superiorità numerica. Rimangono le difficoltà nell’approcciare bene le partite e chiudere la porta in casa. Che occasione sprecata visto i passi falsi di Roma e Atalanta. Derby next.

PAGELLE

Donnarumma 6: Non può niente sul goal di Faraoni, deve invece ringraziare entrambi i pali della sua porta nel secondo tempo. #AssentePresente

Calabria 5,5: Torna titolare a sorpresa a causa della tonsillite di Conti. Zaccagni e Lazović gli fanno passare un pomeriggio da incubo su quella fascia. C’è da dire però che si ritrova spesso più di un avversario da fronteggiare. Non riesce ad essere preciso quando si spinge in avanti. #DAIvide

Musacchio 6: Si riprende il posto al fianco di Romagnoli dopo le prime buone prestazioni di Kjær. Non commette errori individuali ma va in affanno anche lui quando il Verona attacca. Petto in fuori nel finale. #WelcomeBack

Romagnoli 7: Prova a suonare la carica dopo il dominio iniziale del Verona. Sfiora il goal di testa su calcio d’angolo. Attento a coprire gli errori dei suoi compagni. Tanta grinta e voglia di vincere. Una delle migliori prestazioni di questa stagione. #CAP

Theo Hernández 6: In assenza di Ibra e con poche idee di squadra, il gioco passa anche dalle sue accelerazioni. Si dimentica di fare la diagonale su Faraoni nell’azione che regala il vantaggio agli ospiti. Esagera con qualche tunnel di troppo. In fase calante, c’è da ricaricare le batterie in vista del derby. #Stanco

Çalhanoğlu 6,5: Chiamato a sostituire Bennacer in cabina di regia. Dopo la doppietta di coppa, ecco la rete su punizione tanto invocata dai tifosi. Fortunato sulla deviazione. Nel secondo tempo non riesce ad incidere. #PiedeÇaldo

Kessié 5,5: Poco preciso e coraggioso. Lotta nel secondo tempo, finendo anche da difensore centrale quando Romagnoli si butta in avanti in cerca di fortuna. #SiPuòFranckDiPiù

Castillejo 6,5: Molto generoso quando c’è da pressare, meno quando c’è da aiutare Calabria in affanno nel primo tempo. La maggior parte degli attacchi rossoneri passano per i suoi piedi. Finisce la partita stremato e prendendo un palo clamoroso. #Maratoneta

Bonaventura 5,5: Si guadagna la punizione del pareggio e poco altro. In crescita comunque rispetto alle ultime prestazioni poco brillanti. Paquetá gli da il cambio per cercare di dare una scossa. #WorkInProgress

Rafael Leão 5,5: Per la prima volta senza Ibra a sostenerlo, Zlatan gli tirerà le orecchie in settimana. Spaesato e sovrastato in avvio, cresce all’interno della prima frazione di gioco. Si spegne invece nel secondo tempo, mostrando poca grinta e il Milan gioca senza centravanti. #Nascondino

Rebić 5,5: Quasi sempre pericoloso quando viene cercato. Si divora un goal clamoroso a tu per tu con Silvestri. Nel secondo tempo si intestardisce con giocate difficile che non portano a niente. #MissYouZlatan

Paquetá SV: Entra dopo i vari malesseri fisici e di mercato. Non riesce a cambiare la partita.

Saelemaekers SV: Esordio per il giovane belga appena arrivato. Qualche buono spunto, un tiro fuori.

Maldini SV: Esordio anche per il figlio di Paolo. Avremmo tutti sperato in un debutto da leggenda.

Pioli 5,5: In piena emergenza, scelte di formazione quasi obbligate. Jurić prepara però la partita molto meglio di lui. Non si può continuare a sperare in rimonte miracolose. La difesa continua ad essere in affanno e senza Zlatan la squadra non attacca con la stessa convinzione. #Peccato

Tommaso Dimiddio

Posted by Redazione Rossonera on

Verona-Milan 0-1: Lavagna Tattica. Alla ricerca della (s)quadra perduta.

Verona-Milan 0-1: Lavagna Tattica. Alla ricerca della (s)quadra perduta.

VERONA-MILAN 0-1 – Questo primo appuntamento di Lavagna Tattica è sui generis perchè non è mai semplice analizzare una partita dal punto di vista tattico quando dopo 20 minuti una delle due squadre si ritrova in inferiorità numerica e per forza di cose cambia il proprio piano gara influenzando anche quello dell’avversario.
Proviamo ugualmente ad analizzare la sfida del Bentegodi vinta dal Milan per 1 a 0.
Il Verona padrone di casa affronta la gara con l’ormai consueta difesa a tre formata da Rrahmani-Kumbulla-Gunter, protetta sugli esterni dai quinti Faraoni e Lazovic e centralmente dal duo Amrabat-Veloso; l’unica punta Stepinski è invece supportata dalla coppia Verre-Zaccagni.
Il Milan risponde con la classica difesa a quattro Calabria-Musacchio-Romagnoli-Rodriguez, una linea mediana formata da Kessiè, Biglia e Calhanoglu e… e qui arriva il bello: per provare ad analizzare il tridente ci facciamo aiutare dalle posizioni medie del primo tempo.

Dallo schema qui a fianco balza subito all’occhio l’asimmetria del nostro terzetto d’attacco: Suso (8) è autoconfinato sulla destra, mentre Paquetà (39) e Piatek (9) spesso calpestano le medesime zolle di campo.
Da qui nascono parecchi problemi nello sviluppo dell’azione d’attacco. La poca profondità concessa dal Verona non è comunque sfruttata da alcun taglio dei nostri nè si cerca di allungare lo schieramento avversario per creare spazio in trequarti a Paquetà. Mancano i movimenti opposti tra punta e trequarti (che in verità si erano invece visti parzialmente con Castillejo): quando Piatek viene incontro al portatore di palla nessuno attacca lo spazio alle spalle del polacco, anzi spesso Paquetà compie il medesimo movimento con il risultato di ingolfare spazi e manovra. E se questo sbocco di gioco si inaridisce altrettanto accade per lo sviluppo sulla catena di destra. Suso rivece palla soltanto sui piedi, non viene aiutato dal movimento interno di Kessiè che va a schiacciarsi su Gunter nè dalla corsa di Calabria che raramente gli passa alle spalle per provare a metter in difficoltà Lazovic. Risultato: lo spagnolo si intestardisce in 1vs1 spesso fini a loro stessi, prova la conclusione dallo spigolo dell’area non trovando mai la pericolosità necessaria e ignora anche i pochi movimenti corretti dei compagni.

Il Milan del primo tempo è in pratica tutto qui come risulta anche dalle due tabelle: spazi ridotti in trequarti (Paquetà riceve pochi palloni, spesso spalle alla porta dove risulta ancora poco efficace ed è il peggiore dei nostri per palle perse -5-), movimenti offensivi mal fatti che non creano linee di passaggio verticali e obbligano ad uno sterile possesso per vie orizzontali tra i difensori con conseguante palla nei piedi a Suso quale unico sbocco offensivo (i cinque calciatori per palle giocate e passaggi riusciti sono proprio i quattro di difesa e lo spagnolo), infine un baricentro molto alto specie dopo l’espulsione di Stepinski che non ci aiuta nell’assediare pericolosamente l’area avversaria ma anzi ci espone ad una difficile copertura della nostra profondità che viene bucata ad esempio dall’inserimento tra i centrali di Verre abile nel controllo e per fortuna meno nella conclusione, l’unico neo nella buona partita del duo Musacchio-Romagnoli.

La ripresa si apre con una variazione tattica importante: fuori il trequartista (Paquetà) e dentro un esterno sinistro (Rebic). Giampaolo vira così verso un più riconoscibile 1-4-3-3 con l’idea di creare maggiori spazi e di ribilancare lo sviluppo del gioco sfruttando anche la parte sinistra del campo.

Nei secondi 45 minuti il Milan in effetti riequilibria la direzione dei propri attacchi come si nota dallo schema di lato, sfrutta anche la fascia sinistra del proprio schieramento pressochè inutilizzata nel primo tempo e chiede a Rebic di forzare l’1vs1 con il quinto avversario (il Verona rimasto in dieci si è schierato stabilmente a cinque in difesa). Ciò che però colpisce la nostra attenzione è la provenienza dei tiri

Dal lato sinistro i rossoneri non calciano pressochè mai nei 90 minuti (solo il 6% delle conclusioni) e altro spunto interessante l’unico che calcia da quel lato di campo è la nosta mezzala sinistra ovvero Hakan Calhanoglu.
Nello schema di spalla che riporta le conclusioni del Milan verso lo specchio della porta veronese tutti i tiri dalla parte sinistra del campo, quelli evidenziati in azzurro, sono presi da Calha; non ci sono infatti tiri presi da Piatek e Paquetà nel primo tempo nè da Rebic nel secondo (nota a margine si notano qui anche le moltissime conclusioni prese da Suso nel primo tempo poco fuori l’area di rigore sul centrodestra).
Non è un caso però che il turco sia il nostro arciere nel secondo tempo. L’ingresso di Rebic abbinato ad un Kessiè molto alto in possesso, più vicino a Piatek che a Biglia, ha permesso al Milan di schiacciare la linea difensiva avversaria sul limite dell’area di rigore. In questo modo si è creato un piccolo-grande cuscinetto di spazio tra la lunetta e la trequarti campo che proprio la nostra mezzala più qualitativa si è andato a prendere creando i presupposti per la vittoria della partita. Dall’uno-due chiesto e ottenuto a Piatek, Calha ha avuto la palla per calciare in porta da ottima posizione, conclusione ribattuta dal braccio di Gunter che ha portato al rigore da 3 punti. Buona quindi la lettura di Mister Giampaolo che ha giocato sul volontario baricentro ultrabasso del Verona forzandone gli aspetti negativi che questo comporta.

Dove invece il Mister ha peccato a nostro avviso? L’ampiezza è stata del tutto trascurata. Nel secondo tempo ci saremmo aspettati dai rossoneri una migliore copertura degli esterni, sfruttando il nuovo sistema di gioco che prevedeva un esterno alto anche a sinistra (Rebic) e un coinvolgimento maggiore dei due esterni bassi (Calabria e Rodriguez) che invece sono rimasti molto stretti, bassi e che quasi mai hanno cercato di prendere sull’esterno la difesa avversaria. Risultato sono le larghezze medie: per paradosso nel primo tempo i rossoneri hanno sfruttato maggiormente l’ampiezza (circa 32m) che nel secondo tempo (27.5m) imbottigliandosi ancora di più in una stretta fascia centrale.

Ancora una partita con luci ed ombre quindi quella di Verona dopo le prime due gare tutt’altro che esaltanti. C’è da sperare che i rossoneri trovino una quadra il più rapidamente possibile, abbandonando strani ibridi tattici che difficilmente possono esser digeriti da una squadra giovane, acerba e in piena fase di costruzione perchè all’orizzonte c’è una partita diversa da tutte le altre: il derby!

Simone Cristao

Posted by Redazione Rossonera on

Adailton a Radio Rossonera: “Boban sarà un valore aggiunto per questo Milan. Verona squadra aggressiva ed intensa”

Adailton a Radio Rossonera: “Boban sarà un valore aggiunto per questo Milan. Verona squadra aggressiva ed intensa”

ADAILTON – In vista del prossimo match di campionato tra Milan e Verona, la redazione di Radio Rossonera ha contattato telefonicamente l’ex attaccante gialloblu, Adailton. Qui di seguito l’intervista completa:

Che ricordi hai del Boban calciatore e come lo vedi in questa veste da dirigente del Milan?

Ho giocato contro di lui. Boban era un giocatore dal grandissimo talento e dalla grande personalità. Ha fatto la storia della Nazionale croata e sicuramente è stato un indiscutibile talento. Da dirigente ha vissuto la grande esperienza da dirigente della Fifa, adesso è al Milan e sicuramente sarà un valore aggiunto importante per i rossoneri“.

Cosa succede a Piatek? Può bastargli un goal per sbloccarsi?

Gli attaccanti vivono di questi momenti altalenanti. La stagione scorsa ci ha abituato benissimo dato che segnava a ripetizione. Un periodo negativo può capitare ed un goal sicuramente potrà sbloccarlo“.

Ti sarebbe piaciuto giocare in una squadra di Giampaolo dove la tattica ha un ruolo importantissimo forse anche un po’ a discapito della fantasia?

Il calcio ha bisogno di organizzazione e tattica ma sono i giocatori che entrano in campo e decidono le partite. Un po’ di libertà ci vuole sempre perché il talento si deve esprimere“.

Giampaolo ha detto di Paquetà “Lo vorrei un po’ meno brasiliano…”. Che idee hai su questo giocatore?

È un talento giovane ma deve migliorare. Giampaolo dice questo perché Paquetà ancora deve entrare in determinati meccanismi di gioco. Sono certo però che farà molto bene al Milan e diventerà un giocatore che saprà far giocare bene i propri compagni“.

Che ne pensi del Verona di quest’anno?

Juric mi piace molto perché sa lavorare molto bene con i giovani. È una squadra che ha grande aggressività e gioca ad alto ritmo ed intensità. Giocare così è esattamente ciò che ci vuole per salvarsi; il campionato italiano è molto più qualitativo rispetto a pochi anni fa“.

C’è un giocatore del Verona e uno del Milan che ti piace particolarmente?

Del Verona mi piace Di Carmine, del Milan Piatek: un vero bomber, un attaccante imprevedibile che sa attaccare la profondità e anche giocare di sponda“.

Immagine articolo tratta da: CalcioHellas

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