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Verona-Milan 0-1: Lavagna Tattica. Alla ricerca della (s)quadra perduta.

Verona-Milan 0-1: Lavagna Tattica. Alla ricerca della (s)quadra perduta.

VERONA-MILAN 0-1 – Questo primo appuntamento di Lavagna Tattica è sui generis perchè non è mai semplice analizzare una partita dal punto di vista tattico quando dopo 20 minuti una delle due squadre si ritrova in inferiorità numerica e per forza di cose cambia il proprio piano gara influenzando anche quello dell’avversario.
Proviamo ugualmente ad analizzare la sfida del Bentegodi vinta dal Milan per 1 a 0.
Il Verona padrone di casa affronta la gara con l’ormai consueta difesa a tre formata da Rrahmani-Kumbulla-Gunter, protetta sugli esterni dai quinti Faraoni e Lazovic e centralmente dal duo Amrabat-Veloso; l’unica punta Stepinski è invece supportata dalla coppia Verre-Zaccagni.
Il Milan risponde con la classica difesa a quattro Calabria-Musacchio-Romagnoli-Rodriguez, una linea mediana formata da Kessiè, Biglia e Calhanoglu e… e qui arriva il bello: per provare ad analizzare il tridente ci facciamo aiutare dalle posizioni medie del primo tempo.

Dallo schema qui a fianco balza subito all’occhio l’asimmetria del nostro terzetto d’attacco: Suso (8) è autoconfinato sulla destra, mentre Paquetà (39) e Piatek (9) spesso calpestano le medesime zolle di campo.
Da qui nascono parecchi problemi nello sviluppo dell’azione d’attacco. La poca profondità concessa dal Verona non è comunque sfruttata da alcun taglio dei nostri nè si cerca di allungare lo schieramento avversario per creare spazio in trequarti a Paquetà. Mancano i movimenti opposti tra punta e trequarti (che in verità si erano invece visti parzialmente con Castillejo): quando Piatek viene incontro al portatore di palla nessuno attacca lo spazio alle spalle del polacco, anzi spesso Paquetà compie il medesimo movimento con il risultato di ingolfare spazi e manovra. E se questo sbocco di gioco si inaridisce altrettanto accade per lo sviluppo sulla catena di destra. Suso rivece palla soltanto sui piedi, non viene aiutato dal movimento interno di Kessiè che va a schiacciarsi su Gunter nè dalla corsa di Calabria che raramente gli passa alle spalle per provare a metter in difficoltà Lazovic. Risultato: lo spagnolo si intestardisce in 1vs1 spesso fini a loro stessi, prova la conclusione dallo spigolo dell’area non trovando mai la pericolosità necessaria e ignora anche i pochi movimenti corretti dei compagni.

Il Milan del primo tempo è in pratica tutto qui come risulta anche dalle due tabelle: spazi ridotti in trequarti (Paquetà riceve pochi palloni, spesso spalle alla porta dove risulta ancora poco efficace ed è il peggiore dei nostri per palle perse -5-), movimenti offensivi mal fatti che non creano linee di passaggio verticali e obbligano ad uno sterile possesso per vie orizzontali tra i difensori con conseguante palla nei piedi a Suso quale unico sbocco offensivo (i cinque calciatori per palle giocate e passaggi riusciti sono proprio i quattro di difesa e lo spagnolo), infine un baricentro molto alto specie dopo l’espulsione di Stepinski che non ci aiuta nell’assediare pericolosamente l’area avversaria ma anzi ci espone ad una difficile copertura della nostra profondità che viene bucata ad esempio dall’inserimento tra i centrali di Verre abile nel controllo e per fortuna meno nella conclusione, l’unico neo nella buona partita del duo Musacchio-Romagnoli.

La ripresa si apre con una variazione tattica importante: fuori il trequartista (Paquetà) e dentro un esterno sinistro (Rebic). Giampaolo vira così verso un più riconoscibile 1-4-3-3 con l’idea di creare maggiori spazi e di ribilancare lo sviluppo del gioco sfruttando anche la parte sinistra del campo.

Nei secondi 45 minuti il Milan in effetti riequilibria la direzione dei propri attacchi come si nota dallo schema di lato, sfrutta anche la fascia sinistra del proprio schieramento pressochè inutilizzata nel primo tempo e chiede a Rebic di forzare l’1vs1 con il quinto avversario (il Verona rimasto in dieci si è schierato stabilmente a cinque in difesa). Ciò che però colpisce la nostra attenzione è la provenienza dei tiri

Dal lato sinistro i rossoneri non calciano pressochè mai nei 90 minuti (solo il 6% delle conclusioni) e altro spunto interessante l’unico che calcia da quel lato di campo è la nosta mezzala sinistra ovvero Hakan Calhanoglu.
Nello schema di spalla che riporta le conclusioni del Milan verso lo specchio della porta veronese tutti i tiri dalla parte sinistra del campo, quelli evidenziati in azzurro, sono presi da Calha; non ci sono infatti tiri presi da Piatek e Paquetà nel primo tempo nè da Rebic nel secondo (nota a margine si notano qui anche le moltissime conclusioni prese da Suso nel primo tempo poco fuori l’area di rigore sul centrodestra).
Non è un caso però che il turco sia il nostro arciere nel secondo tempo. L’ingresso di Rebic abbinato ad un Kessiè molto alto in possesso, più vicino a Piatek che a Biglia, ha permesso al Milan di schiacciare la linea difensiva avversaria sul limite dell’area di rigore. In questo modo si è creato un piccolo-grande cuscinetto di spazio tra la lunetta e la trequarti campo che proprio la nostra mezzala più qualitativa si è andato a prendere creando i presupposti per la vittoria della partita. Dall’uno-due chiesto e ottenuto a Piatek, Calha ha avuto la palla per calciare in porta da ottima posizione, conclusione ribattuta dal braccio di Gunter che ha portato al rigore da 3 punti. Buona quindi la lettura di Mister Giampaolo che ha giocato sul volontario baricentro ultrabasso del Verona forzandone gli aspetti negativi che questo comporta.

Dove invece il Mister ha peccato a nostro avviso? L’ampiezza è stata del tutto trascurata. Nel secondo tempo ci saremmo aspettati dai rossoneri una migliore copertura degli esterni, sfruttando il nuovo sistema di gioco che prevedeva un esterno alto anche a sinistra (Rebic) e un coinvolgimento maggiore dei due esterni bassi (Calabria e Rodriguez) che invece sono rimasti molto stretti, bassi e che quasi mai hanno cercato di prendere sull’esterno la difesa avversaria. Risultato sono le larghezze medie: per paradosso nel primo tempo i rossoneri hanno sfruttato maggiormente l’ampiezza (circa 32m) che nel secondo tempo (27.5m) imbottigliandosi ancora di più in una stretta fascia centrale.

Ancora una partita con luci ed ombre quindi quella di Verona dopo le prime due gare tutt’altro che esaltanti. C’è da sperare che i rossoneri trovino una quadra il più rapidamente possibile, abbandonando strani ibridi tattici che difficilmente possono esser digeriti da una squadra giovane, acerba e in piena fase di costruzione perchè all’orizzonte c’è una partita diversa da tutte le altre: il derby!

Simone Cristao

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Verona-Milan 0-1, the day after! Tra idee di gioco, fase difensiva e Derby

Verona-Milan 0-1, the day after! Tra idee di gioco, fase difensiva e Derby

VERONA-MILAN 0-1 – In casa del neopromosso Verona, il Milan porta a casa i primi tre punti in trasferta del campionato. Nonostante la superiorità numerica per oltre 70 minuti la squadra rossonera non riesce a creare occasioni nitide da goal e rischia, anche molto, su una bellissima conclusione di Verre che si spegne di poco a lato. È necessario un episodio per cambiare il corso della partita, un fallo netto di mani in area permette a Piatek di sbloccarsi su rigore e realizzare il goal che decide il match. La partita si conclude con un brivido finale per i tifosi rossoneri che al 93° si vedono fischiare una punizione al limite con annessa espulsione di Calabria; il tiro di Veloso si infrange contro la barriera e sulla ribattuta Lazovic sfiora il goal un attimo prima del fischio finale.

IDEA DI GIOCO – La vittoria sicuramente è l’unica nota positiva della serata; il gioco continua a essere poco fluido e lento, troppi passaggi in orizzontale, palla da destra a sinistra e viceversa senza cercare una verticalizzazione degna di nota. La squadra rossonera sembra pensare troppo alle indicazioni del mister, non avendo di conseguenza velocità di pensiero, risultando spesso lenta e impacciata. Non avendo grosse manovre offensive la squadra si rifugia spesso in Suso che cerca ripetutamente, ma senza grossa fortuna, la soluzione personale visto anche il poco movimento dei compagni e i pochi spazi che vengono creati dagli inserimenti dei centrocampisti.

Siamo ancora molto lontani dall’idea di gioco di Giampaolo, e anche lui ne è consapevole.

DIFESALa fase difensiva sembra essere il punto da cui ripartire. La squadra rossonera ha concesso solo un goal su palla inattiva nei primi tre incontri di campionato. Nonostante qualche sbavatura la linea difensiva sembra solida e lo dimostra il fatto che dall’inizio del 2019 è la meno battuta di tutto il campionato. Romagnoli e Donnaurumma sono una sicurezza e Musacchio si sta dimostrando un perno importante per questa squadra. Le note negative rimangono i terzini che, nonostante la superiorità numerica, rimangono spesso bloccati e non cercano mai il fondo.

Ci sarà da lavorare tanto su questo aspetto nelle prossime partite per garantire una soluzione in più nella fase offensiva, fase che per ora è sicuramente la più preoccupante.

CONTI PER IL DERBY – Ora testa al derby, servirà una partita perfetta per riuscire a tenere testa all’Inter e riuscire a portare a casa punti importantissimi per il proseguo del campionato. Vista l’espulsione di Calabria, Mister Giampaolo sarà costretto a schierare Conti dal primo minuto nella partita di sabato sera. Molti tifosi sicuramente non vedono l’ora di rivedere Conti in campo, soprattutto il vero Conti, ma l’ultima partita ufficiale del terzino risale a Spal-Milan dello scorso 26 Maggio. In questi 4 mesi per lui solo qualche apparizione nelle amichevoli estive, sembrando anche molto indietro di condizione.

Un grosso punto interrogativo in vista del derby… Giampaolo cercherà altre strade o darà fiducia ad Andrea?

Photo Credits: AcMilan.com

Cristian Claretti

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Verona-Milan: ululati contro Kessiè e Donnarumma. Gli scaligeri minimizzano: “erano fischi per l’arbitraggio”

Verona-Milan: ululati contro Kessiè e Donnarumma. Gli scaligeri minimizzano: “erano fischi per l’arbitraggio”

VERONA – MILAN – Nessuna intenzione di fare dietrologia o banale moralismo. Ma nel 2019 dover trascorrere l’ennesimo lunedì a parlare, piuttosto che di calcio giocato, di ululati razzisti e cori spiacevoli come quelli che ieri sera una parte (e sottolineiamo una parte) del Bentegodi di Verona ha riservato a Frank Kessiè e Gigio Donnarumma, è veramente molto triste.

Siamo già al secondo episodio in appena tre giornate di campionato, dopo quanto accaduto due settimane fa a Cagliari, quando una parte della tifoseria sarda prese di mira il centravanti dell’Inter Lukaku. Ancor più grave, se si pensa al clamore suscitato da quanto accaduto lo scorso anno a San Siro, durante Inter-Napoli, nei confronti del centrale difensivo partenopeo Kalidou Koulibaly.

Comune denominatore di questi episodi è stata, subito dopo i fattacci, la consueta levata di scudi dei rappresentanti delle istituzioni calcistiche, seguita dalle solite promesse, poi rimaste sempre tali, di interrompere il gioco al ripetersi del prossimo stupido ululato. Di provvedimenti seri ed efficaci, però, neanche l’ombra. Durante il match di ieri sera, all’ennesimo “BU” diretto al centrocampista ivoriano o coro di discriminazione territoriale nei confronti del portiere milanista nativo di Castellamare di Stabia, capitan Romagnoli ha chiesto spiegazioni al direttore di gara Manganiello e dagli altoparlanti è partito il messaggio che intimava di smettere. Ma proprio quando sembrava che la situazione si fosse calmata, nel finale di gara la stupidità di qualcuno è tornata a prendere il sopravvento.

Sia chiaro, nessun intenzione, da parte nostra, di fare di tutt’erba un fascio: la stragrande maggioranza della tifoseria veronese ha dimostrato, anche ieri, correttezza ed attaccamento ai colori, ma gli imbecilli, e quelli ci sono dappertutto (a Verona come a Napoli o Milano), vanno puniti! Ma se Mister Giampaolo, in conferenza stampa a fine gara, ha dichiarato: “non sono io a dover educare la gente inqualificabile”, dal Verona nessun commento fino a questa mattina, quando il club scaligero, dal proprio profilo twitter, ha dichiarato: “Forse qualcuno è rimasto frastornato dai decibel del tifo gialloblù. Noi abbiamo sentito fischi inevitabili per decisioni arbitrali che lasciano ancora oggi molto perplessi. Non scadiamo in luoghi comuni ed etichette ormai scucite. Rispetto per Verona e Veronesi”.

Evidentemente, ci permettiamo di dire con altrettanta ironia che l’altoparlante del Bentegodi aveva chiesto ai suoi tifosi di smetterla di fischiare contro gli arbitri. O forse, più semplicemente, siamo ancora lontani dalla soluzione del problema. Lontani anni luce.

Photo credits: AcMilan.com 

Enrico Aiello 

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Pagelle Verona-Milan 0-1: vittoria e basta

Pagelle Verona-Milan 0-1: vittoria e basta

PAGELLE VERONA-MILAN 0-1 – Per la seconda partita consecutiva il Milan vince. Per la seconda partita consecutiva il Milan vince 1-0. Per la seconda partita consecutiva il Milan purtroppo non convince. La prestazione dei ragazzi di Giampaolo al Bentegodi di Verona è ancora più deludente di quella all’esordio in casa contro il Brescia. Ancora una volta gli attacchi rossoneri si dimostrano sterili e prevedibili, incapaci di sfruttare 70 minuti in superiorità numerica. La lista dei brutti primi tempi negli ultimi anni si arricchisce questa sera di una nuova puntata, i miglioramenti tanto sperati ancora non si vedono. Se il finale contro la squadra di Corini aveva fatto intuire qualcosa di buono, questa sera c’è poco da stare sereni. I padroni di casa sfiorano il pareggio nell’ultima azione della gara e Calabria dovrà saltare il derby della prossima settimana. Anche se solo su rigore, e a margine di una prestazione ancora una volta poco brillante, finalmente Piątek si sblocca e il VAR gli nega addirittura la doppietta. Sarà una settimana lunghissima prima della sfida all’Inter ma almeno non si parlerà della maledizione della maglia numero 9.

PAGELLE:

 Donnarumma 6,5: Tiene a galla il Milan con un doppio intervento nel primo tempo. Conferma il suo ottimo inizio di stagione e forse riesce addirittura a sfiorare il tiro di Verre che si stampa sul palo. Sembra migliorato sotto tutti i punti di vista, sarebbe cosa buona e giusta non rovinare la stagione della sua consacrazione con un nuovo caso attorno al suo rinnovo del contratto. #Veterano

Calabria 5,5: Non fa una brutta partita, anzi nel finale sembra trovarsi un po’ in mezzo all’affanno generale del reparto difensivo quando l’arbitro decide di fargli saltare la partita più sentita dell’anno. Mezzo voto in meno per il cartellino rosso. Colpisce anche un palo con un bel tiro al volo da fuori area. #Sfortunato

Musacchio 6,5: Impeccabile questa sera. Non sbaglia praticamente niente e conferma le parole di elogio da parte di Giampaolo nel corso della conferenza stampa pre-partita. Non solo leadership però, interventi sempre precisi e ruvidi quando serve. #ATestaAlta

Romagnoli 6: Soffre più gli attacchi di Verre che quegli degli altri Veronesi. Ci si poteva aspettare un controllo migliore nel finale della partita da un capitano come lui. Prestazione comunque sufficiente, in attesa di confrontarsi con Lukaku settimana prossima. #Sufficiente

Rodriguez 5,5: Forse il peggiore del Milan vittorioso a Verona questa sera. Se continua così, dovrà presto accomodarsi in panchina per fare spazio a Theo Hernández. Sia chiaro, non è il solo ad incappare in una serata storta però dimostra di dover lavorare tanto sui passaggi a tutto campo, specie quando costretto a farli con il destro. #SoloSinistro

Biglia 5,5: Tocca tanti palloni, ma si fa notare poco nell’arco dei 90 minuti. Considerati i risultati dei suoi compagni di squadra, non necessariamente una brutta cosa questa sera. Meno propositivo ed intraprendente rispetto a Bennacer, ma la sua esperienza poteva e doveva dare un maggiore contributo nel finale affannato. #SiPuòFareDiPiù

Kessie 5,5: Tra lui e Çalhanoğlu è palese la scelta sbagliata dei tacchetti. Il terreno di gioco non è dei migliori ma lo si vede più per terra che ad inserirsi come suo solito. Quando manca la qualità di gioco, i giocatori di maggiore quantità vanno spesso in confusione. Servirà tutta sua energia contro il centrocampo dell’Inter, sperando nel terreno di San Siro. #SugliSci

Çalhanoğlu 6: Non si può parlare di prestazione positiva da parte del fantasista Turco. Ha il merito però di procurarsi il rigore che decide la partita e per poco non incide anche sul raddoppio rossonero, poi annullato per fallo di Piątek sul portiere avversario. C’è tanto Çalha nei 6 punti ottenuti fino a questo momento. #Decisivo

Suso 5,5: Questa volta non basta essere tornato nella sua posizione naturale. Viene costantemente raddoppiato a turno dai giocatori dell’Hellas e il suo sinistro non sembra essere in serata di grazia. Torna prevedibile e marcabile. Si sarà risparmiato in vista del derby? Giampaolo ed i milanisti sperano proprio sia così. #SuGiù

Piątek 6+: Non c’è nessuna maledizione, si può segnare anche indossando la maglia (sacra) numero 9. Certo, la rincorsa prima del rigore deve aver fatto sudare freddo lui e non solo. Non gli avessero annullato il raddoppio, avrebbe probabilmente meritato un voto più alto. Il problema principale semmai è la prestazione personale. Spesso spaesato e a disagio. #KP9

Paquetà 5,5: Inconcludente come del resto tutti i suoi compagni nel primo tempo, viene sostituito nell’intervallo per fare spazio all’esordio di Rebić. Con il derby alle porte, è molto probabile che la scelta di Giampaolo sia stata dettata più dall’ammonizione che dall’opacità della sua prestazione. Altrimenti chissà quanti altri avrebbero meritato il cambio dopo la prima frazione di gioco… Anche perché dà sempre l’impressione di essere uno dei pochi ispirati e capaci di saltare l’uomo nel reparto offensivo. #Saudade

Ante Rebić 6-: I primi due palloni sbagliati non fanno ben sperare, ma sanno più di rodaggio che altro. Rappresenta la conferma ufficiale del ritorno al caro e vecchio 4-3-3. Solo che lui sa come andare sul fondo a differenza dei tanti esperimenti poco riusciti degli ultimi anni, lo devono infatti fermare con le cattive. C’è ovviamente da lavorare sull’intesa con i compagni, ma può essere una bella sorpresa per la stagione rossonera. #Novità

Giampaolo 6: Seconda vittoria di fila, ma ancora una volta il risultato è l’unica cosa che lo può rendere soddisfatto alla fine di una partita spenta da parte dei suoi. Non sembra essere cambiato molto rispetto all’anno scorso. La vittoria aiuterà ad affrontare la settimana pre-derby più serenamente ma la sfida contro Conte sembra già essere un importante banco di prova per il Mister se vuole confermarsi ad altissimi livelli. #UnderPressure

Tommaso Dimiddio

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Verona-Milan, conferenza Giampaolo: “Miglioreremo, la squadra mi dà questa fiducia. Nuovi e vecchi? C’è solo il Milan”

Verona-Milan, conferenza Giampaolo: “Miglioreremo, la squadra mi dà questa fiducia. Nuovi e vecchi? C’è solo il Milan”

VERONA-MILAN, CONFERENZA GIAMPAOLO – Alla vigilia della sfida di Verona contro l’Hellas, dopo la sosta con le nazionali che ha visto coinvolti molti elementi dello scacchiere rossonero, Giampaolo è tornato a parlare in conferenza stampa iniziando però dalle condoglianze a Marcos Cafù per la prematura scomparsa del figlio.

Oggi il mister ha ripetuto più volte di aver fiducia nei suoi giocatori e che i suoi punti fondamentali sono il lavoro e cura dei dettagli: “I dettagli fanno la differenza”.

ATMOSFERA

I giocatori che sono rimasti qui si sono allenati bene e con professionalità; chi è andato in nazionale ha messo minutaggio nelle gambe. La squadra lavora bene e con entusiasmo”, così ha esordito Giampaolo parlando dei suoi giocatori e del lavoro svolto a Milanello. “Col lavoro metteremo a posto tante cose. La squadra mi trasmette questa fiducia perché lavora bene. Il tempo metterà a posto le cose e la squadra migliorerà sempre.”Mi piacciono l’attaccamento e la dedizione dei giocatori; io devo renderli sempre più squadra forte nelle due fasi e trovare gli equilibri. Ci sono tanti dettagli da migliorare”. “Cerco di dare una mentalità alla squadra, non dobbiamo subire l’avversario ma avere il predominio del gioco”.

VERONA

Interrogato poi riguardo alla sfida di domani ha detto: Vincere è sempre importante, al di là del derby di settimana prossima. Mi interessa poco che Verona sia un campo storicamente particolare per il Milan. La squadra deve vincere sempre e comunque perché le vittorie ti danno consapevolezza e autostima”. Facendo poi un focus sugli avversari ha dichiarato: “Stimo molto Jurić, la sua squadra ha vinto meritatamente a Lecce. Noi dobbiamo stare attenti non dobbiamo sottovalutare nessuno. Mi aspetto una partita intensa

SINGOLI E FORMAZIONE

In seguito a Giampaolo sono state chieste diverse valutazioni sui singoli giocatori che compongono la rosa a sua disposizione e delucidazioni sul modulo e stile di gioco del Milan in questa stagione. “Testa alta e giocare a calcio: non è cambiato niente. Io devo dare una mentalità dove la squadra gioca a calcio e dove i giocatori fanno la differenza”.

Paquetá può fare sua la mezz’ala che il trequartista, dipende da cosa ho bisogno; ha caratteristiche da centrocampista, deve sapersi muovere in una posizione di finto attaccante

Piątek mi è piaciuto molto in questi giorni, non deve pensare solo ad attaccare gli ultimi venti metri perché al Milan non si può giocare sempre palla lunga. È un giocatore completo, non deve pensare al gol ma a giocare bene, il gol viene di conseguenza

So come giocare, l’unica cosa che ho fatto (tra la trasferta di Udine e la sfida col Brescia n.d.r.) è stata invertire Suso con Castillejo per portarlo verso la sua mattonella. Suso può comunque giocare da trequartista”

Castillejo è un ragazzo serio e un giocatore che mi piace”

 “Giocherà Biglia o Bennacer? Mi chiedete troppo; giocherà uno dei due”

Rebić in nazionale ha giocato anche punta o a destra. Sta bene sul piano fisico”

Hernandez mi piace, dal punto di vista medico è a posto, deve recuperare la condizione. Domani non giocherà. È un giocatore di spinta”

Duarte migliora. È intelligente e curioso, vuole sempre rivedere gli allenamenti per migliorare”

Rodriguez è un calciatore puntuale e ordinato”

Musacchio è un giocatore forte e ha un’ottima leadership”

Infine, dopo essergli stato chiesto il perché del suo scarso impiego dei nuovi acquisti ha risposto: “Ho allenato giocatori che all’inizio non hanno giocato e poi sono diventati inamovibili. Valuterò i giocatori di settimana in settimana: non ci sono titolari ma ventitré atleti di alto livello. Non esistono giocatori nuovi e vecchi, esiste solo il Milan”.

Photo Credits: AcMilan.Com

Marco De Cristofaro

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Adailton a Radio Rossonera: “Boban sarà un valore aggiunto per questo Milan. Verona squadra aggressiva ed intensa”

Adailton a Radio Rossonera: “Boban sarà un valore aggiunto per questo Milan. Verona squadra aggressiva ed intensa”

ADAILTON – In vista del prossimo match di campionato tra Milan e Verona, la redazione di Radio Rossonera ha contattato telefonicamente l’ex attaccante gialloblu, Adailton. Qui di seguito l’intervista completa:

Che ricordi hai del Boban calciatore e come lo vedi in questa veste da dirigente del Milan?

Ho giocato contro di lui. Boban era un giocatore dal grandissimo talento e dalla grande personalità. Ha fatto la storia della Nazionale croata e sicuramente è stato un indiscutibile talento. Da dirigente ha vissuto la grande esperienza da dirigente della Fifa, adesso è al Milan e sicuramente sarà un valore aggiunto importante per i rossoneri“.

Cosa succede a Piatek? Può bastargli un goal per sbloccarsi?

Gli attaccanti vivono di questi momenti altalenanti. La stagione scorsa ci ha abituato benissimo dato che segnava a ripetizione. Un periodo negativo può capitare ed un goal sicuramente potrà sbloccarlo“.

Ti sarebbe piaciuto giocare in una squadra di Giampaolo dove la tattica ha un ruolo importantissimo forse anche un po’ a discapito della fantasia?

Il calcio ha bisogno di organizzazione e tattica ma sono i giocatori che entrano in campo e decidono le partite. Un po’ di libertà ci vuole sempre perché il talento si deve esprimere“.

Giampaolo ha detto di Paquetà “Lo vorrei un po’ meno brasiliano…”. Che idee hai su questo giocatore?

È un talento giovane ma deve migliorare. Giampaolo dice questo perché Paquetà ancora deve entrare in determinati meccanismi di gioco. Sono certo però che farà molto bene al Milan e diventerà un giocatore che saprà far giocare bene i propri compagni“.

Che ne pensi del Verona di quest’anno?

Juric mi piace molto perché sa lavorare molto bene con i giovani. È una squadra che ha grande aggressività e gioca ad alto ritmo ed intensità. Giocare così è esattamente ciò che ci vuole per salvarsi; il campionato italiano è molto più qualitativo rispetto a pochi anni fa“.

C’è un giocatore del Verona e uno del Milan che ti piace particolarmente?

Del Verona mi piace Di Carmine, del Milan Piatek: un vero bomber, un attaccante imprevedibile che sa attaccare la profondità e anche giocare di sponda“.

Immagine articolo tratta da: CalcioHellas

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Alberto Fabbri (Dir. Hellaslive.it) a Radio Rossonera: “L’amalgama del nostro gruppo è già a buon punto. Domenica bellissima sfida polacca tra Piatek e Stepinski”

Alberto Fabbri (Dir. Hellaslive.it) a Radio Rossonera: “L’amalgama del nostro gruppo è già a buon punto. Domenica bellissima sfida polacca tra Piatek e Stepinski”

ALBERTO FABBRI, VERONA-MILAN – A due giorni dalla gara tra Hellas Verona-Milan, sfida valevole per la terza giornata di serie A, la redazione di Radio Rossonera ha contattato il direttore di Hellaslive.it, Alberto Fabbri, per affrontare alcuni temi relativi al match che si giocherà domenica sera alle 20:45. Qui di seguito, l’intervista completa.

Dopo il buon avvio di campionato del Verona, le speranze sono per una salvezza tranquilla o magari qualcosina in più?

Assolutamente l’obiettivo dell’Hellas Verona deve restare semplicemente la salvezza, non può sicuramente ambire ad altro ad ora. L’avvio di stagione è stato a dir poco positivo, perché 4 punti dopo soli 180 minuti sono un bottino che nemmeno il più ottimista poteva sperare ad avvio di stagione, indi per cui questo non deve far fare troppi voli pindarici ai tifosi gialloblu. L’obiettivo stagionale deve essere solo quello di mantenere la categoria”.

Come giudichi la squadra a disposizione di mister Juric? Quali sono i punti di forza e di debolezza?

Secondo me la società, grazie all’operato del presidente Maurizio Setti e del direttore sportivo Tony D’Amico, ha operato bene in sede di mercato con una logica rispetto alle precedenti sessioni, perché quest’anno si è comprato, si è speso e soprattutto si sono presi dei giocatori di comune accordo con l’allenatore Ivan Juric. Questo sicuramente avvalla molto di più quanto di buono ha fatto in sede di mercato la società, poi l’ardua sentenza spetta solo al campo, però è chiaro che questo avvio di stagione è stato molto positivo. Punti di forza la voglia di tanti di fare vedere le loro potenzialità, su tutti direi Miguel Veloso, un giocatore che qui a Verona vuole recitare una parte da protagonista e anche il suo avvio è stato molto importante; poi ci sono giocatori come Amrabat e Rrahmani, due giocatori sconosciuti per il panorama italiano ma che si sono dimostrati subito all’altezza del compito chiesto dal club gialloblu. Punti deboli sono i tanti giovani e il fatto che la squadra è stata cambiata tanto, ma l’amalgama del gruppo pare sia già a buon punto, quindi questo aspetto qui che ad ora può essere visto come negativo, in realtà può trasformarsi in un altro aspetto positivo e questo è l’augurio di tutto il popolo scaligero”.

Domenica Hellas Verona-Milan: che partita ti aspetti, a cosa e a chi deve stare attento il Milan e qual è il giocatore rossonero che temi di più?

“La Fatal Verona per voi del Milan è risaputa, ci avete lasciato due scudetti qua a Verona indi per cui è un campo molto difficile. Voi come noi avete cambiato tanto, con il nuovo tecnico Giampaolo non è stato un avvio di stagione molto importante per voi e non sarà una passeggiata giocare sul nostro campo domenica sera. Ci sarà una bellissima sfida tra gli attaccanti polacchi Piatek e Stepinski, saranno sicuramente loro due dei protagonisti in campo. Mi attendo quindi una partita anche equilibrata, soprattutto perché noi giochiamo davanti al pubblico amico, si contano già più di 20000 presenze per domenica quando mancano più di 48 ore alla chiusura della prevendita, ci sarà quindi il pubblico delle grandi occasioni. Questo può fare gioco alla squadra di Juric che nel suo carisma e nella sua voglia di trasmettere la sua passione di emergere, può essere una chiave di volta importante per una partita che ad ora è difficile fare un pronostico, vista anche la situazione del Milan. Se il Milan schiaccia sull’acceleratore può fare male a tantissime squadre, però ad ora prevedo una bella partita e anche mi aspetto qualche gol. Non mi sento di dire che finirà a reti inviolate la sfida di domenica sera”

 Andrea Propato

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Verona-Milan: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Verona-Milan: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

VERONA-MILAN, FOCUS – Dopo la pausa nazionali riprende la Serie A e per il Milan si prospetta una trasferta sempre insidiosa, a Verona contro l’Hellas. Una sfida che i rossoneri hanno vinto solo due volte negli ultimi 20 anni.

Ultimo precedente

Hellas Verona – Milan 3 a 0 (17 dicembre 2017)

Precedenti famosi

22 aprile 1990 Verona-Milan 2-1 con il gol decisivo di Pellegrini all’89’ e 20 maggio 1973 Verona-Milan 5-3. In entrambi i casi il Milan perse lo scudetto creando attorno all’Hellas il famoso epiteto di Fatal Verona.

Ultime gare Verona

 Verona – Cremonese 1 a 2 (Coppa Italia Terzo Turno 18/08/2019)

Verona – Bologna 1 a 1 (Serie A 25/08/2019)

Lecce – Verona 0 a 1 (Serie A 1/09/2019)

Ultime gare Milan

 Udinese – Milan 1 a 0 (Serie A 25/08/2019)

Milan Brescia 1 a 0 (Serie A 31/08/2019)

Occhio a…

Stepinski, ultimo acquisto dell’Hellas, in gol nell’amichevole disputata in settimana (e persa 2 a 1) contro l’Olimpija Ljubljiana.

Pazzini, ex con il dente avvelenato, ma che probabilmente partirà dalla panchina.

Curiosità su avversari

 Il Verona è nato nell’ottobre del 1903 per volontà di un gruppo di studenti del liceo classico Scipione Maffei che scelsero il nome Associazione Calcio Hellas per ricordare l’antica Ellade, ovvero l’odierna Grecia. L’idea venne al professor Decio Corubolo, per l’appunto insegnante di greco.

Allenatore avversario

 Ivan Juric:  1) Genoa Milan 3 a 0 (25/10/2016)

2) Milan Genoa 0 a 0 (22/10/2017)

3) Milan Genoa 2 a 1 (31/10/2018)

É un fan sfegatato del genere musicale death metal.

Storico arbitro con le due squadre

Gianluca Manganiello

Precedenti con il Milan: Milan – Frosinone 2 a 0 (19/05/2019 Serie A), rigore concesso al Frosinone. Udinese – Milan 1 a 1 (04/02/2018 Seria A), espulsione per doppia ammonizione nel Milan

Precedenti con l’Hellas Verona: Verona – Cremonese 1 a 2 d.t.s. (18/08/2019, terzo turno Coppa Italia), un ammonito nel Verona. Verona – Sampdoria 0 a 0 (20/09/2017 Serie A), 3 ammoniti nel Verona. Bari – Verona 0 a 2 (22/04/2017 Serie B), 2 espulsi, uno per parte. Verona – Perugia 2 a 2 (04/12/2016 Serie B), 2 ammoniti nel Verona. Pisa – Verona 0 a 0 (25/10/2016 Serie B), 3 ammoniti per il Verona.

Guardalinee: De Meo – Valeriani

IV: Di Martino

VAR: Orsato

AVAR: Mondin

Ex e doppi ex

Ex che saranno della partita:

Rebic, ex del Verona (dove ha giocato dal gennaio al giugno 2016), Pazzini (al Milan dall’agosto 2012 al 2015 passato al Verona nel 2015)

Ex che non saranno della partita ma ancora in attività:

Michelangelo Albertazzi (prestito dal Milan al Verona dal 2012 al 2014, poi al Milan nel 2014/2015, e nuovamente al Verona, ceduto a titolo definitivo dal 2015 al 2018, in questo momento svincolato), Urby Emanuelson (al Milan dal gennaio 2011 al 2013/2014 e al Verona dal gennaio al giugno 2016, in questo momento all’FC Utrecht), Massimo Donati (al Milan nel 2001/2002 e poi all’Hellas nel 2013/2014, in questo momento assistente tecnico di Angelo Alessio al Kilmarnock Football Club).

Ex ritirati:

Ferdinando Coppola (nei primi mesi della stagione 2006/2007 e poi da agosto 2012 a gennaio 2013, dal 2015 al 2018 al Verona), Massimo Oddo (al Verona dal 2000 al 2002 e poi al Milan dal gennaio 2007 al 2009 e dal Milan dal 2009 al 2011), Alberto Gilardino (al Verona nel 2000/2001 e poi al Milan dal 2004 al 2008), Martin Laursen (a Verona dal 1999 al 2001 e poi al Milan dal 2001 al 2004).

Giulia Galliano Sacchetto

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