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Torino-Milan 2-1: the day after, tra la partita di Bennacer, la fase offensiva e la classifica

Torino-Milan 2-1: the day after, tra la partita di Bennacer, la fase offensiva e la classifica

TORINO-MILAN 2-1 – Il Milan parte con un 4-3-3, e parte nel migliore dei modi. Tante palle goal nei primi 25 minuti, Piatek sblocca la partita su rigore, e Leao sfiora il raddoppio. Altro Milan rispetto al derby. Nella ripresa però bastano due contromosse di Mazzarri e il Milan si spegne. Lentamente, ma inesorabilmente, la squadra rossonera inizia il declino che porta prima al pareggio di Belotti, con un tiro da fuori dove Donnarumma ha qualche colpa, poi lo stesso attaccante azzurro realizza il goal vittoria per il Torino.

Nel momento in cui al Milan sono mancate le poche certezze che aveva, il Torino ha preso campo e ha portato a casa la vittoria.

LA PARTITA DI BENNACER – Inizia benissimo, dinamico, veloce nelle idee di pensiero, rapide verticalizzazioni e infatti il Milan gira. Poi qualche palla persa insidiosa di troppo, un po’ di stanchezza, ma soprattutto lo scarso movimento/smarcamento dei compagni nel secondo tempo, fanno calare anche la sua prestazione. Per giocare al massimo e sfruttare il suo piede ha bisogno di compagni che si muovano cercando di creare gli spazi necessari per ricevere la palla.

L’algerino ha tutte le carte in regola per prendersi in mano il centrocampo del Milan, ora gli serve solo continuità.

LA FASE OFFENSIVA –  La squadra rossonera ha avuto tante occasioni, soprattutto nei primi 25 minuti, ma non è riuscita a chiudere il match e il Torino ne ha approfittato. Buoni i movimenti nel primo tempo, buone idee, e trame di gioco. Anche nel secondo tempo il Milan ha avuto occasioni, forse anche più nitide di quelle del primo tempo, ma sono derivate più da giocate dei singoli che da un gioco collettivo.

Si iniziano a vedere le prime idee, ma siamo ancora molto lontani da quello che i tifosi e la società si aspettano.

LA CLASSIFICA – Paradossalmente la squadra rossonera a fine primo tempo si trova al 4° posto alla pari di Napoli e Cagliari. A fine gara invece si ritrova al 10° posto. Uno degli inizi peggiori nella storia del Milan.

Dobbiamo vedere il bicchiere mezzo pieno (classifica ancora corta e il 4° posto è a soli 3 punti) o mezzo vuoto (visto il calendario potevano essere 6 punti in più)?

Cristian Claretti

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Pagelle Torino-Milan 2-1: tante ombre, poche luci

Pagelle Torino-Milan 2-1: tante ombre, poche luci

PAGELLE TORINO-MILAN 2-1 – Dopo la sconfitta nel derby, dal Milan ci si attendeva una risposta che è arrivata, parzialmente, ma per solo un tempo

Dopo un derby perso, rialzarsi è difficile quanto necessario. Torino e Milan arrivavano entrambe da una sconfitta. Arrabbiate entrambi, con un Mazzarri furioso nella conferenza di mercoledì. La vittoria rossonera a Torino manca dal 2012, sette anni, troppi se ti chiami Milan. Giampaolo sceglie di cambiare. Fuori Biglia e Rodriguez, due dei peggiori nel derby, dentro i due acquisti estivi Bennacer e Theo Hernandez e tifosi accontentati. Il primo tempo il Milan sforna la miglior performance di inizio stagione. Buon ritmo, la squadra gira e i singoli sembrano in fiducia. Poi arriva il secondo tempo e parte il blackout. Il Torino sembra più determinato fin da subito, Piatek sbaglia lo 0-2, Guida non fischia un dubbio contatto su Calhanoglu e il Torino pareggia sul ribaltamento dell’azione. Successivamente il Milan si spegne e il Torino raddoppia. Inutile il forcing finale. Poirot diceva che tre indizi fanno una prova. Le partite in cui il Milan non segna su azione sono 4 su 5. Situazione preoccupante, a cui si aggiunge il crollo delle certezze difensive. Qualche passo avanti, altri indietro. Fondamentale, però, confermare la fiducia a Giampaolo, come detto da Paolo Maldini nel pre-partita.

Donnarumma 5,5: Forse la peggior prestazione da inizio stagione. Un’uscita scellerata a fine primo e non perfetto sul pareggio di Belotti. A volte, però, sembra che in molti si dimentichino che Gianluigi Donnarumma sia nato nel 1999. È a livelli altissimi da almeno due anni e sta ancora crescendo. Sembra anche il più emotivamente coinvolto, oltre che l’unico campione. Dev’essere il futuro di questa squadra. Gradito il rinnovo con fascia omaggio. #Soragazzi

Calabria 5: Riprende la fascia dopo la prestazione di Conti nel derby. Soffre e non poco Ola Aina, che lo salta a più riprese. Male anche nei raddoppi, poco aiuto ai centrali. In fase di spinta, alterna buoni cross e sovrapposizioni a giocate poco lucide. #Siripresenti

Musacchio 5,5: Anche per lui, come per Gigio, forse la peggior prova di inizio campionato. Belotti è un cliente molto difficile e lui ha difficoltà a tenerlo, soprattutto quando abbassa la testa. Poco aiutato da Calabria. Si prega di rivedere quello delle scorse partite #Ritornoalfuturo

Romagnoli 6: Per gran parte della partita, tiene da solo in piedi la difesa. Svetta sui palloni alti e anticipa bene il duo Belotti-Zaza. Poi lo strapotere del capitano granata travolge anche lui. Luci e ombre, rispecchia la squadra. #Migliorabile

Theo Hernandez 6,5: Debutto dall’inizio in campionato. Ottimo primo tempo, buoni uno-due con Leao e sicuro in fase difensiva. Giampaolo si arrabbia per qualche palla indietro di troppo, ma rispetto a Rodriguez rischia molto meno. Anche nel secondo tempo, la sua fascia è quella su cui si rischia meno. #Lucenelbuio

Kessie 5,5: commette errori banali e sulla sua valutazione pesa tantissimo il gol inspiegabilmente sbagliato nel finale. Peccato, nel complesso uno dei migliori e costanti tra le fila rossonere nell’arco dei 90′ #Profondorosso

Bennacer 6: Prende il posto di Biglia dopo la brutta prestazione nel derby dell’argentino. Ammonito quasi subito, Mazzarri gli regala una marcatura a uomo asfissiante. Prova e proporsi e quando ha il pallone lo smista bene. Molta sicurezza, forse troppa. #Crediamoci

Calhanoglu 5,5: Quando la squadra gira, gira anche lui. Quando la squadra si spegne, è il primo ad andare in difficoltà. Rispetto agli altri, almeno ci prova, però spesso gli va male. Serve più velocità di gioco. Perde la palla dell’1-1, ma il fallo su di lui appare netto. #Arbitro!

Suso 5: Altra prova poco comprensibile. Perde tanti, troppi palloni e spesso rallenta la manovra. Rispetto al passato non gli riesce nessuna delle sue giocate. O Giampaolo cambia sistema, o Jesus deve cambiare radicalmente se stesso. #Change

Piatek 6-: Il rigore è perfetto. Il resto della partita è tanto lavoro e tanto fisico contro una difesa che non gli lascia mezzo metro. Errore e sfortuna sul possibile 2-0, che si mangia ad inizio ripresa. 6 di fiducia, rispetto alle scorse partite c’è più coinvolgimento, ora aspettiamo il cinismo #Teprego

Leao 6,5: Altra prova convincente dopo il derby. Si guadagna il rigore, si allarga, si propone, mette palloni in mezzo. Non fa la prima punta, ma lo fa benissimo. Probabilmente la nota lieta delle ultime due partite. #Leaone

Bonaventura 5,5: Entra e dopo poco il Milan subisce il pareggio, non per colpa sua. Mancava da undici mesi e il suo ritorno è un’ottima notizia. Ancora poco lucido e un po’ fuori dal gioco, ma era preventibabile. Potrà essere fondamentale per il futuro con la sua duttilità e tecnica #Welcomeback

Rebic SV.

Giampaolo 5,5: 5,5 è il voto medio della squadra e se lo becca anche lui. Buon primo tempo, probabilmente il migliore di inizio stagione. Imperdonabile, però, che il Milan si spenga ad inizio ripresa e crolli dopo il gol. La difesa torna a subire gol e l’attacco continua a non segnare, ma il problema sembra anche mentale oltre che tattico #Keepcalm

Reina 9: È vero, non si protesta. E chi scrive queste pagelle è ex-arbitro. Ma questa grinta, questa rabbia, questo attaccamento è fondamentale per ripartire #AntonioContedenoantri

Federico Rosa

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Torino-Milan 2-1, la parola ai protagonisti

Torino-Milan 2-1, la parola ai protagonisti

TORINO-MILAN 2-1 – GIAMPAOLO: “DOVEVAMO CHIUDERLA PRIMA”. MAZZARRI: “CHE REAZIONE QUESTO TORO”.

È un Marco Giampaolo parecchio deluso quello che si presenta ai microfoni a fine partita. Non tanto per la prestazione dei suoi, che anzi è piaciuta al tecnico rossonero, quanto per la mancanza di cinismo e la scarsa capacità di controllo del risultato.

“È stata una partita in controllo ma non abbiamo avuto il cinismo per chiuderla – ha detto Giampaolo -. Non avevamo rischiato nulla fino al gol del pari, poi in 4 minuti è cambiato tutto. Dovevamo chiuderla e vincerla. È stata la nostra miglior partita finora, con qualche errore, ma a larghi tratti la squadra mi è piaciuta; la sconfitta non va bene e non ci sta”.

Sui problemi del Milan il mister chiarisce: “Mi spiace per i ragazzi e per i tifosi soprattutto perché la squadra lavora bene, mi segue e fa le cose per bene. Non è una squadra che recita uno spartito individuale, dovremmo avere il conforto del risultato per continuare a predicare il nostro verbo. Con questa sconfitta abbiamo rallentato crescita ed. autostima”.

Quanto si cambi, Giampaolo spiega: “Ho inserito Jack per Leao perché volevo tener viva la squadra davanti e non abbassarla. Volevo qualità con Bonaventura, che infatti ha messo una gran palla per Kessie alla fine. Leao è uno scattista, non ha resistenza nel lungo e non ha nelle corde un lavoro di contrapposizione. L’ho visto stanco, Jack mi garantiva qualità. Bennacer invece era ammonito, volevo un attaccante in più. Avevo chiesto alla squadra di controllare la partita e non sporcarla mai, perché il Toro ha gran fisicità. La chiave della partita era giocare a calcio con qualità. Dobbiamo migliorare nella precisione dei passaggi, spesso forziamo ma abbiamo qualità. Suso? Stasera mi è piaciuto, ha lavorato tanto, è stato collaborativo”.

E sul presunto fallo su Chalanoglu in occasione del pari del Toro, il tecnico abruzzese conclude: “Si poteva fischiare, ma sono episodi. È il controllo della partita che fa la differenza. Stasera abbiamo avuto buoni numeri a differenza delle altre volte ma ci é mancata la stoccata finale”.

MAZZARRI

Umore opposto in casa granata, dove festeggia Walter Mazzarri.
“Nel primo tempo siamo stati annichiliti, ci capita spesso in casa per via delle tante aspettative. Eravamo lenti e macchinosi come con il Lecce. Abbiamo saputo soffrire e non prendere il secondo gol. Ho dovuto cambiare modulo, abbiamo aggredito il Milan ed è stata la scelta giusta. Nella ripresa i ragazzi sono entrati in campo con un altro atteggiamento, eravamo un’altra squadra ed abbiamo meritato la vittoria. Alla fine eravamo distrutti, dovevamo chiuderla e stavamo per buttar via due punti incredibilmente. La classifica? Non si guarda mai – ha concluso Mazzarri – Il campionato è come il Giro d’Italia, un percorso a tappe. Alla fine si tireranno le somme”.

BELOTTI

Al settimo cielo il man oggi the match di giornata, Andrea Belotti.

“Non siamo partiti bene, gli abbiamo lasciato il pallino del gioco – ha detto il Gallo -. Nello spogliatoio ci siamo guardati in faccia e ci siamo sfogati. Rodeva il culo perdere, non volevamo farlo per la terza volta di fila ed in casa. Grazie ai tifosi per il sostegno, l’abbiamo ribaltata tutto insieme anche col loro aiuto.
Il primo gol è stata un’iniziativa personale su gran lancio di Rincon. Quella è stata la scossa.
La rovesciata è stato invece un gesto istintivo”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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Torino-Milan, conferenza Giampaolo: “Avversario scorbutico, ma noi dobbiamo fare la nostra partita”

Torino-Milan, conferenza Giampaolo: “Avversario scorbutico, ma noi dobbiamo fare la nostra partita”

TORINO-MILAN, CONFERENZA GIAMPAOLO – Non è un partita da dentro o fuori questo primo turno infrasettimanale della stagione, ma qualcosa di simile per Mister Giampaolo, chiamato da dirigenza e tifosi a dare finalmente un’identità di gioco al suo Milan e a riscattare un derby deludente sotto ogni punto di vista; tutto questo sullo scomodo terreno di gioco di un Torino anch’esso in difficoltà.

Poca voglia di scherzare e nessuna domanda sui ciclisti che bazzicano Milanello nella conferenza di presentazione del match di Torino. Dalle parole di Marco Giampaolo traspare soprattutto la volontà di reagire, la fiducia nel lavoro fatto sul campo di allenamento e la convinzione di avere “una squadra sempre più fidelizzata, che lavora bene”.

Il derby alle spalle

Giampaolo è consapevole della delusione di tutto l’ambiente rossonero: “posso immaginare la percezione dei tifosi, la delusione dopo il derby, ma la squadra ha messo da parte questa delusione. Non bisogna lasciarsi sconfiggere dalle delusioni e ripartire e non deve essere una cosa forzata, ma sentita. Del derby salvo tante piccole cose, invisibili anche per voi, ci siamo persi dei dettagli e quelli dobbiamo migliorare, ma non è tutto da buttare”. Alla classica domanda sull’obiettivo quarto posto, che dopo la prestazione di sabato viene messo già in discussione l’allenatore risponde: “Domanda che significa poco per me. Devi lavorare per fare meglio, non fissare un obiettivo, devi lavorare per essere forte. Dove arriveremo dipenderà da cosa riusciremo a fare. Ho fiducia nella squadra e nel suo miglioramento. La domanda corretta è: cosa fai per raggiungere quel tipo di obiettivo?

Dirigenza e prospettive future

L’avvio incerto pone già interrogativi sulla permanenza del tecnico abruzzese e sul rapporto con la dirigenza: “I dirigenti sono presenti quotidianamente e ci scambiamo pareri, ma niente di particolare. Se mi sento a rischio? Non penso mai a queste cose, non mi interessa. Penso solo a fare bene il mio lavoro”. In questo caso Giampaolo chiama in causa un alleato di eccezione: “Una delle prime cose che ho detto è che il tempo sarà mio alleato e nemico. Lavoro per prendermi quel tempo e so che con il tempo migliorerò; naturalmente devo essere supportato dai risultati, perché il Milan è un club con un grande blasone e milioni di tifosi. Devo lavorare per avere tempo, non per saltare step. Vado avanti coerentemente il mio modo di essere”.

L’avversario

Sulla squadra di Mazzarri: “Il Torino è una squadra ostica, forte fisicamente, con buone individualità. Partita scorbutica, ma noi dobbiamo fare la nostra partita”.

Il problema del goal

L’attacco sembra essere uno dei problemi di queste prime giornate: “La mia ambizione è giocare nella metà campo avversaria con tanti giocatori, tirare in porta è la conseguenza”. Giampaolo è consapevole che sono molte le cose da migliorare: “Dobbiamo migliorare il palleggio, abbassare la percentuale di errore nei passaggi, legare il gioco, essere vicino alla palla. Dobbiamo fare tante cose meglio. Le caratteristiche dei giocatori possono determinare il tipo di calcio. Bisogna lavorare per fare rendere i giocatori al meglio. Devo avere la capacità di mettere insieme le caratteristiche di tutti i giocatori che compongono il reparto offensivo”. A questo proposito il tecnico si focalizza su alcuni singoli. Piątek: “Non è un caso, dobbiamo lavorareper metterlo in condizione”. Suso: “Dopo quindici minuti nel derby è tornato a sinistra, sulla sua mattonella. Abbiamo giocato con tre attaccanti puri. A me non dispiace Suso trequartista, ma dobbiamo mettere tutti nelle condizioni per fare bene. La sintesi tra le caratteristiche di tutti gli attaccanti farà la differenza”. Bonaventura: “Sta molto meglio cresce giorno e per giorno e domani potrebbe ritagliarsi uno spazio. Lui può giocare dappertutto, ma deve essere lucido nello stretto”.

La rosa e il turnover

Parlando dei possibili cambi aggiunge: “Faccio scelte in funzione della partita e non del turnover”, e sul possibile impiego di Hernandez e Bennacer non si sbottona. Alla domanda sul mercato e sulla rosa in generale, infine, risponde: “Il mercato è chiuso, non si ragiona con il senno di poi. Non ci sono giocatori targati Giampaolo, Maldini o Boban, sono tutti giocatori del Milan. Queste differenziazioni aprono solo il varco a insinuazioni. Io li giudico in campo e a  oggi sono tutti allineati, fanno le cose per bene, non ho nulla da rimprovere. Le responsabilità sono mie”.

Photo Credits: AcMilan.com

Joel Da Canal

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Verso Torino-Milan: focus atletico sulle prime quattro giornate di campionato

Verso Torino-Milan: focus atletico sulle prime quattro giornate di campionato

TORINO-MILAN, FOCUS ATLETICO – Sono 360 i minuti già trascorsi in questo campionato. Per alcuni è già tempo di bilanci definitivi e scelte drastiche; a mio parere, invece, la vigilia della quinta giornata di Serie A è un giusto momento per prendersi qualche minuto ed analizzare quello che è accaduto nel corso di questo primo mese di campionato. Nulla di definitivo: proviamo invece a sviscerare ed approfondire i dati atletici delle prestazioni del primo Milan di mister Giampaolo.

Nel mese di luglio sono state spese tante parole per analizzare i principi e le metodiche utilizzate a Milanello dal nuovo staff atletico. In particolare vorrei soffermarmi sulle parole di Stefano Rapetti, capo dei preparatori atletici: “Nelle prime giornate di campionato, la condizione è imperfetta per quasi tutte le squadre. Secondo la nostra esperienza per ottimizzare tutti i metabolismi e meccanismi, che lavorano sempre all’unisono, bisogna aspettare circa 5-6 giornate di campionato”. È chiaro che si tratta di un principio applicabile anche alle altre 19 squadre di Serie A, tuttavia carichi di lavoro differenti nel corso della preparazione estiva permettono ai calciatori, con le dovute differenze interindividuali, di raggiungere una condizione ottimale in momenti differenti. Dunque, in generale, carichi meno pesanti nella “pre-season” consentono di minimizzare il rischio di infortuni muscolari e di mirare ad avere una buona condizione atletica per tutta la durata del campionato, pagando dazio nella prima parte della stagione. È questa la strada che, in linea con la maggior parte delle squadre europee, ha deciso di intraprendere mister Giampaolo con il suo staff atletico.

C’è un aspetto che accomuna le prime quattro partite: la velocità media del Milan è stata sempre inferiore a quella dell’avversario. Ciò è dovuto, prevalentemente, ad una bassa velocità media in fase “run” rispetto agli avversari: nei chilometri percorsi ad una velocità intermedia (inferiore ai 14 km/h) i calciatori rossoneri sono stati mediamente più lenti dei loro rivali. Andando più a fondo ed analizzando il motivo di questo dato, ci si accorge come il fattore più incidente sia rappresentato dal “passo” dei centrocampisti: un esempio eclatante è ciò che è accaduto nel Derby contro l’Inter. Come si può notare dal grafico, infatti, i tre centrocampisti dell’Inter (Brozovic, Barella e Sensi, rispettivamente 8.2, 8 e 7.8 km/h), hanno avuto una velocità media nei chilometri percorsi in fase “run” superiore rispetto ai tre centrocampisti del Milan (Calhanoglu, Biglia e Kessiè, rispettivamente 7.4, 7 e 7 km/h). Impressionante notare come uno dei tasselli fondamentali per la vittoria nerazzurra, Brozovic, abbia percorso più di 13 km totali, di cui circa 11 km tra fase “run” e fase “sprint”: almeno 2 km in più, nel totale delle due fasi, rispetto agli altri 21 calciatori in campo.

 

Altro aspetto interessante da analizzare è quello legato ai chilometri percorsi ad alta intensità: nel presentare la stagione avevo detto che mi sarei aspettato una “massimizzazione dei km ad alta intensità”, ciò perché il gioco di Giampaolo è basato molto sull’aspetto legato alla transizione, quindi recupero palla immediato, per il quale c’è bisogno di alta intensità collettiva. Mi aspettavo dunque meno chilometri totali percorsi dalla squadra, con alta percentuale di km ad alta intensità sui totali. Per ora, ad essere sinceri, questo si è solo intravisto contro Udinese, Brescia ed Inter: circa il 7.5% dei km totali sono stati percorsi in fase “sprint”. La partita a Verona fa, invece, un po’ storia a sé: un match spinoso in cui il Milan è stato chiaramente a disagio nel riuscire a scardinare la difesa avversaria ed ha prodotto pochissimi chilometri ad alta intensità, battendo il record negativo dell’ultima stagione (era il 16 settembre 2018, Cagliari-Milan 1-1).

Ora ci aspetta la difficile trasferta di Torino contro la squadra granata. In queste prime quattro giornate, la compagine allenata da mister Mazzarri, è stata una delle poche in Serie A a far peggio del Milan per ciò che riguarda le performance atletiche, con l’importante eccezione della trasferta di Bergamo, dove il Torino ha prodotto dati notevoli sia per ciò che riguarda i chilometri percorsi ad alta intensità, grazie alle ottime prestazioni di De Silvestri, Meitè, Izzo, Rincon e Ola Aina, che per l’aspetto della velocità media collettiva. Di certo, domani, non sarà una passeggiata: il Torino viene da due prestazioni negative, sia sul piano del risultato che per quanto riguarda l’aspetto atletico, contro Lecce e Sampdoria. Per certi versi, sarà un po’ come guardarsi allo specchio, ma è proprio questo il momento per cambiare marcia ed iniziare, finalmente, la nostra stagione.

Photo Credits: AcMilan.com

Alessandro Molinaro

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Pagelle Torino-Milan 2-0: Belotti e Berenguer stendono i rossoneri

Pagelle Torino-Milan 2-0: Belotti e Berenguer stendono i rossoneri

PAGELLE TORINO-MILAN 2-0 – Il posticipo domenicale della 34′ giornata di Serie A tra Torino e Milan termina con la vittoria dei granata per 2-0. I granata sbloccano il risultato grazie ad un rigore di Belotti al 58′ e chiudono la gara con un bel destro a giro di Berenguer al 69′. Rossoneri mai in partita e totalmente inesistenti nell’arco dei 90′ di gara; la Champions inizia a diventare un’utopia.

PAGELLE TORINO-MILAN 2-0 – I voti della nostra redazione:

Donnarumma 4,5 – A farfalle per tutta la sera e sul destro a giro di Berenguer poteva obiettivamente fare qualcosa in più. #Retino

Conti 3 – In confusione tecnica e tattica fin dai primissimi minuti: errori continui e già al 13′ a rischio rosso diretto per un intervento scomposto. #Disastro (dal 71′ Castillejo s.v.)

Musacchio 4,5– Partita sufficiente nei primi 45′. Nella ripresa, quasi “eroico” quando salva in scivolata (con le braccia dietro la schiena) un cross potenzialmente letale ma l’errore in disimpegno che regala ai granata il raddoppio è certamente da matita rossa. #NataleInAnticipo

Romagnoli 4 – Durante il primo tempo contiene bene le scorribande dei padroni di casa insieme al proprio compagno di reparto, nella ripresa inizia a commettere un errore dietro l’altra: conclude la sua prestazione con l’applauso all’arbitro Guida che lo condanna all’espulsione e dunque ad un’insufficienza grave in pagella senza appello. #Ammutinato

Rodriguez 5 – Uno dei più propositivi nei primi 45′: difende e verticalizza all’occorrenza. Nella ripresa cala drasticamente di rendimento insieme ai propri compagni. #DueFacce

Bakayoko 6 – Timido nella prima frazione di gara, nella ripresa è l’ultimo ad arrendersi come dimostrano i due colpi di testa: uno sulla traversa e uno salvato da un ottimo intervento di Sirigu. #Mohicano

Kessiè 5,5 – Costretto al doppio lavoro a causa della serata no di Conti, fa quel che può ma non sempre con la giusta lucidità. Causa il rigore che indirizza la gara. #Ingenuo

Paquetà 6+ – Finché è stato in campo, l’unico giocatore a provare concretamente a mettere al servizio del bene comune le proprie qualità. Difende, imposta e prova a finalizzare. #DedizioneEAbnegazione (dal 62′ Piatek 5 – Semplice: entra per cercare di incidere sul risultato e non ci riesce. #ASalve)

Suso 4,5 – Suo l’unico tiro in porta nei primi 45′, sempre suoi gli innumerevoli appoggi sbagliati e tempi di gioco persi in fase di ripartenza. #(S)usoEGetta (dal 62′ Borini 5 – Prestazione opaca e senza mordente, forse la gara contro la Juventus fu eccezione e non regola. #VorreiMaNonPosso)

Calhanoglu 4,5 – Il tocco ravvicinato che “impegna” (volutamente tra virgolette) Sirigu, è l’unica cosa che ricordo della sua partita. #IlNullaMescolatoConIlNiente

Cutrone 6 – Nei primi 45′ tiene su la squadra dettando verticalizzazioni e movimenti offensivi. Nella ripresa sparisce e l’ingresso di Piatek non lo aiuta. #Prestigiatore

Gattuso 2 – Premessa: è un modesto parere personale e non un giudizio. Perde partita e qualificazione Champions (a meno di miracoli) oltre che in campo (con scelte quantomeno discutibili prima e durante la gara) in due conferenze stampa distinte e separate: lo scorso sabato pomeriggio e lo scorso 29 marzo. Si autodichiara “primo responsabile” e, secondo chi scrive in questo momento, ha pienamente ragione. #Capolinea

PAGELLE TORINO-MILAN 2-0 – I voti dei tifosi:

Donnarumma 5;

Conti 4, Musacchio 4,5, Romagnoli 4, Rodriguez 4,5;

Bakayoko 6, Kessiè 5, Paquetà 6;

Suso 3,5, Calhanoglu 4, Cutrone 6,5;

Borini 5; Piatek 6, Castillejo 5;

Gattuso 3

Donato Boccadifuoco

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