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Una nuova pagina per il calcio femminile: tutte le decisioni da FIGC ai Mondiali 2023

Una nuova pagina per il calcio femminile: tutte le decisioni da FIGC ai Mondiali 2023

Le giornate che danno l’impressione di cambiare tutto, o almeno di mettere un punto fermo nella storia del calcio femminile non sono di certo molte. Oggi però, giovedì 25 giugno 2020, è senza dubbio una di quelle giornate.

Il Consiglio Federale FIGC ha messo un punto sulla stagione appena conclusa in Itala, fornendo finalmente una risposta univoca alle tante domande ancora aperte tra titoli da assegnare, promozioni, retrocessioni e, rullo di tamburi, professionismo.

Al tempo stesso anche il calcio femminile worldwide ha scritto una pagina di storia indelebile, o per meglio dire ha iniziato ad apparecchiare tutto per un nuovo capitolo: la FIFA ha assegnato i prossimi mondiali femminili del 2023.

Procediamo con ordine, a partire dal contesto italiano.

  • Lo scudetto della stagione 2019/2020 è stato ufficialmente assegnato all Juventus Women: le bianconere sono campionesse d’Italia per il terzo anno consecutivo
  • Rimane intatta la decisione di assegnare il secondo posto per la UEFA Women’s Champions League alla Fiorentina Women’s, che accederà alle competizioni internazionali insieme alla Juventus Women.
  • Retrocesse dalla Serie A alla Serie B Tavagnacco ed Orobica, promosse Napoli e San Marino.
  • La prossima stagione di Serie A inizierà il 22 agosto, la Serie B il 13 settembre.
  • La Coppa Italia si allarga a 26 partecipanti
  • La Supercoppa si giocherà tra 4 squadre, le prime classificate del 2019/20: Juventus, Fiorentina, Milan e Roma.
  • Infine, il professionismo sembra più vicino: sarà avviato un progetto graduale con obiettivo professionismo a partire dalla stagione 2022/2023!

Questo sarà dunque il volto della prossima stagione calcistica: inizio anticipato rispetto alle stagioni precedenti, per permettere lo svolgimento delle rimanenti partite di qualificazione agli Europei Femminili; la Serie A resta a 12 squadre, accantonando l’ipotesi di aumentare a 14; Supercoppa con formula a 4 anche per sopperire alla mancata chiusura della Coppa Italia 2019/20, con una prossima edizione allargata. E poi il professionismo.

Già il professionismo, quel processo – o punto di arrivo – che dovrebbe colmare il gap che ancora a quanto sembra svilisce le Azzurre e il calcio italiano agli occhi di un mondo che corre ad un’altra velocità. Prevedere il professionismo a partire dal 2022/2023 vuol dire attendere ancora oltre un anno, ma vuol dire anche avere a disposizione il tempo necessario per non farsi trovare impreparati davanti ad un passo fondamentale, evitando così che uno dei disegni più lungimiranti possa trasformarsi in un passo a ritroso.

Punto, a capo. Pagina nuova. Il percorso oggi iniziato dalla Serie A femminile sembra collegato alle sorti del calcio femminile mondiale, che proprio in questa giornata ha aperto un nuovo capitolo della sua storia grazie all’assegnazione dei prossimi mondiali femminili del 2023.

Saranno Australia e Nuova Zelanda ad ospitare la Womens World Cup tra tre anni: con una maggioranza di 22 voti contro i 13 a favore della Colombia, le Matildas potranno assistere ad una nuova consacrazione del loro calcio, aprendo insieme ai neighbors della Nuova Zelanda le porte di casa alle nazionali di tutto il mondo.

Il commento a quest’ultima notizia sta tutto nell’immagine postata da Ali Raily, capitana della nazionale Neozelandese, che sui suoi social ha postato questa foto. E sul fatto che “non dimenticherò mai questo momento” non abbiamo alcun dubbio.

 

 

 

Foto credits: https://www.fifa.com/womensworldcup

Lucia Pirola

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Dalla FIGC stop alla Serie A femminile. Vale chiamarlo “passo indietro”?

Dalla FIGC stop alla Serie A femminile. Vale chiamarlo “passo indietro”?

Nei giorni dell’anniversario del colpo di scena più sorprendente degli ultimi anni, ovvero la splendida impresa delle Azzurre nei Mondiali Femminili di Francia 2019, un altro tipo di rivelazione coinvolge il calcio italiano: la Serie A femminile non ripartirà.

A deciderlo il Consiglio Federale FIGC, chiamato a stabilire il da farsi all’interno di un contesto molto controverso per differenti volontà di squadre e giocatrici: «Squadre frammentate, calciatrici non hanno mostrato unione nel voler ricominciare» ha dichiarato Ludovica Mantovani, presidente della Divisione Calcio Femminile.
Il bilancio tra volontà di stop e ripartenza cadeva infatti nettamente a favore del primo, con una minoranza di sole 4 squadre desiderose di riprendere il campionato interrotto e disputare le poche partite rimaste da giocare. Nella stessa mattinata di lunedì 8 giugno tutte le giocatrici di Serie A avevano avuto modo di esprimersi attraverso una lettera in cui, a nome di tutte, venivano specificati tutti quei principi che facevano – e fanno tuttora – parte della base comune di accordo: no a playoff e playout («o scendiamo tutte in campo o non ci scende nessuna»), necessità di riforme al sistema, maggiori tutele per far fronte alle fragilità strutturali, avvicinamento al professionismo.

La decisione di non riprendere il campionato non è dunque imputabile ad una presa di posizione pro o contro atlete, pro o contro società, proprio per quanto espresso dalle calciatrici in chiusura della lettera: «Come sempre fatto, non ci esprimiamo in merito alla prosecuzione o meno di questa stagione. Siamo consapevoli che potrebbe essere per noi un’opportunità riprendere, ma crediamo anche che l’opportunità vera emersa in questi mesi, o forse una necessità non più procrastinabile, sia quella di spingere verso l’alto questo sistema, facendolo crescere e mettendo le giuste basi per elevarci come calciatrici, assieme ai nostri club e alla nostra federazione, per dare sostanza e risorse vere a questo pezzo di calcio che già a livello d’immagine è nel cuore di molti».

Ecco dunque l’epilogo della stagione 2019/2020, che ha lasciato di stucco alcuni club, tra cui proprio il Milan femminile: Juventus Women prima in classifica ma non vincitrice dello scudetto, titolo non assegnato, Fiorentina seconda in classifica davanti al Milan, e dunque in Champions League, grazie all’algoritmo. Orobica e Tavagnacco retrocesse, Napoli e San Marino promosse in Serie A.

Tanto si è letto e tanto si è detto su quale colossale passo indietro sia questa decisione per il calcio femminile italiano, sorte quasi ironica nell’anno che avrebbe dovuto invece sancire l’affermazione dell’intero movimento dopo il boom dei mondiali femminili di appunto un anno fa.
Certo, la decisione di chiudere le porte alla ripresa del campionato  – dopo la dichiarazione di un fondo a disposizione delle squadre per concludere le gare rimanenti – suona discordante rispetto all’impegno dedicato alla ripresa della Serie A maschile, pronta a ripartire a giorni, ma al netto della decisione presa dal Consiglio Federale FIGC è complesso dare un giudizio univoco sulla bontà o meno della scelta. Si può definire un “passo indietro per il calcio femminile” una scelta basata sulla fragilità di un sistema che sicuramente avrebbe trovato molte difficoltà se messo di fronte alla disposizione di riprendere allenamenti e campionato, con tutte le necessità della messa in sicurezza delle strutture? Anche la decisione opposta avrebbe suscitato sicuramente controversie, poiché sarebbe stata espressione della volontà di sole 4 squadre su 12, dunque una netta minoranza, senza contare gli stessi fronti interni delle giocatrici non pienamente convinte di avere sufficienti tutele per permettere di scendere in campo senza preoccupazioni.

Ora, al netto delle polemiche già sorte intorno alla scelta espressa dal Consiglio Federale, il da farsi si focalizza necessariamente in un’unica direzione: concentrarsi su ciò che sarà la Serie A femminile 2020/21, cercando di “spingere verso l’alto questo sistema“ quando ormai i tempi sembrano essere maturi.

 

Photo credits: acmilan.com

Lucia Pirola

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Milan Femminile: quattro cose che abbiamo imparato dopo quattro partite

Milan Femminile: quattro cose che abbiamo imparato dopo quattro partite

MILAN FEMMINILE – Sono solo quattro le partite di Serie A femminile disputate ad oggi, 22 ottobre, eppure il campionato è già partito da oltre un mese, tempo sufficiente -nonostante le pause- per iniziare a testare le caratteristiche del Milan Femminile di mister Ganz, finora saldamente ancorato alla vetta della classifica.

Roma-Milan è stata la prima grande sfida posta sul cammino delle rossonere, e già in quella occasione le ragazze hanno dimostrato un coraggio e una determinazione sufficienti per travolgere qualsiasi avversario gli si ponesse davanti: dopo le giallorosse è stata la volta dell’Orobica e successivamente dell’Inter, per poi chiudere con una netta vittoria casalinga contro il Tavagnacco, affacciandosi così alla quinta giornata di campionato con ben 12 gol fatti e solo 2 subiti.

Riassumiamo dunque in quattro punti ciò che abbiamo finora appurato a proposito di questo Milan, al termine delle prime quattro partite di Serie A Femminile:

1 Le rocce e le frecce

La difesa del Milan femminile è una creatura giovane. Questa definizione non ha a che fare con l’età delle titolari, che anzi si attesta sui 28 anni precisi, ma interessa invece la natura dell’intesa, della sintonia, dell’esperienza. In queste prime quattro partite uno solo è stato il cambio, necessario oltretutto: mister Ganz si è affidato in tutte le gare alla coppia Fusetti-Hovland come centrali, mantenendo Linda Cimini Tucceri responsabile della fascia sinistra. Sulla destra l’ottimo avvio di Federica Rizza è stato però naufragato dal brutto infortunio subito, circostanza che ha portato alla ribalta Francesca Vitale, impiegata come terzino destro nelle ultime due gare e costretta a mettere in campo tutta la sua grinta e fisicità per ricoprire al meglio il ruolo delicato, soprattutto durante il derby. Questa difesa sta crescendo molto rapidamente, trova spesso la soluzione migliore in caso di interventi repentini, riesce a fornire sostegno alla squadra e cerca, partita dopo partita, di affinare i movimenti tra le giocatrici stesse. Prova di questa parabola ascendente è proprio l’ultima partita, Milan-Tavagnacco: prestazione imperiale da parte di Tucceri e Fusetti, robusta e precisa da parte di Hovland e Vitale. Il compito è solo uno: mantenere la rotta.

2 L’effetto Rinaldi: la vendetta

Il Milan femminile ha un’arma non indifferente, che si chiama Deborah Salvatori Rinaldi. E possiamo parlare di lei come “arma in più” perché il suo valore è stato essenziale ai fini della gara in ben 3 occasioni su 4: la sua entrata in campo ad inizio secondo tempo ha cambiato le sorti della partita contro la Roma, ripetendo poi l’impresa contro Orobica e nel derby contro l’Inter, regalandosi anche la gioia della rete in più di una occasione. Si è così meritata la chance di giocare titolare nell’ultimo match al Brianteo contro il Tavagnacco, ma la sua prestazione non è stata convincente tanto quanto le precedenti: il suo apporto spumeggiante risulta nettamente più decisivo a partita in corso invece che da titolare. Si tratta di un’indicazione importante per mister Ganz, che ha giustamente scelto di provare una formazione di partenza diversa dal solito: questo non significa certo che il ruolo da titolare non le si addica in via definitiva, ma probabilmente l’esperimento di sabato al Brianteo riporterà la numero 22 rossonera al ruolo di arma letale da sfoderare nel corso del secondo tempo.

3 Goniometri, compassi e stilografiche

Il reparto centrale del Milan Femminile è stato quello che maggiormente ha subito cambiamenti dall’annata precedente, sia per interpreti sia per connotati dal punto di vista del gioco: da Alborghetti-Giugliano-Thaisa Moreno il Milan è passato al trio Heroum-Jane-Conc, con la finlandese precedentemente impiegata come terzino. Il centrocampo rossonero ha finora regalato ottime giocate, precise fasi di interdizione, ripartenze veloci e gol. L’affinità calcistica tra le giocatrici è evidente, e ciò significa perfetto equilibrio tra le fasi di gioco: Jane è stata forse la più grande sorpresa di questo Milan, portando esperienza, tecnica e intelligenza calcistica sopra la media, mentre anche la neo arrivata Conc ha fatto breccia nel tifo rossonero grazie anche ai suoi tre gol, pesanti come macigni, mentre la posizione di Nora Heroum si è notevolmente risollevata dopo l’annata poco felice della scorsa stagione.

4 Rispondere a tono

Sono solo due i gol subiti dal Milan Femminile in questo avvio di stagione, di cui solo uno giunto in un big match: la prima rete subita risale a Milan-Orobica, complice una leggerezza difensiva e il rivedibile intervento di Korenciova, mentre la seconda è sopraggiunta nel derby, grazie al colpo da maestra di Gloria Marinelli, con un destro pennellato all’incrocio dei pali. Ciò che accomuna entrambe le situazioni è la reazione della gara, che per tanti aspetti richiama la determinazione delle rossonere nella prima parte della scorsa stagione: per gli avversari non c’è mai stato tempo per esultare e guadagnare coraggio, perché in entrambi i casi le ragazze di mister Ganz hanno ribaltato immediatamente la situazione, segnando il gol del vantaggio appena un minuto dopo. Un modo efficace di rispondere a tono ad una possibile situazione negativa, trasformandola in occasione per riaprire e chiudere la gara in proprio favore.

Bonus track

Abbiamo imparato anche che, forse, la squadra non è più scarsa dell’anno scorso. E che la tanto citata “aria di smobilitazione” probabilmente era in realtà un mero giudizio affrettato.

Photo Credits: AcMilan.com

Lucia Pirola

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