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Inter-Milan 1-2, the day after! Analisi tattica, dichiarazioni, curiosità e la giocata del match

Inter-Milan 1-2, the day after! Analisi tattica, dichiarazioni, curiosità e la giocata del match

LA PARTITA

La squadra rossonera ritrova Romagnoli al centro della difesa e schiera il miglior undici possibile ad eccezione di Ante Rebic. Mister Pioli preferisce Leao a Diaz per sostituire il croato.

Il Milan parte bene e riesce a sbloccare il derby al 13′. Ibrahimovic lanciato da Calhanoglu entra in area e viene affondato da Kolarov.  Calcio di rigore che a molti tifosi ha ricordato quello di 10 anni fa di Materazzi proprio su Ibrahimovic. Handanovic para ma Zlatan è abile a ribadire in rete. Tre minuti più tardi il Milan raddoppia. Saelemaekers si libera con una splendida finta di Brozovic e da il via al contropiede, palla a Calhanoglu che di prima lancia Leao in fascia, il portoghese salta D’Ambrosio e serve una preziosa palla a Ibrahimovic che non sbaglia e corona una grande azione.

Il Milan sembra tenere bene il campo e soffrire poco, ma al 29′ l’Inter accorcia le distanze con Lukaku che sfrutta un’invenzione di Perisic dalla destra.

L’ incubo della rimonta dello scorso anno appare nella testa dei tifosi e anche in qualche giocatore. Il Milan torna ad essere timoroso e l’Inter prende coraggio.

All’intervallo la squadra rossonera riordina le idee e torna in campo con la testa giusta per portare a casa la partita.

Nel secondo tempo, l’Inter cerca in tutti i modi di trovare la rete del pareggio ma il Milan lascia pochi spazi riuscendo a reggere bene le avanzate di Lukaku e compagni. Sfiora il 3-1 con Krunic e poi soffre nel finale. Il risultato non cambia e il Milan torna a vincere un derby dopo 4 anni.

Il Milan dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, di essere squadra.

Salgono a 20 le partite senza sconfitta e il Milan si ritrova solo in testa alla classifica.

ANALISI TATTICA

Mister Pioli schiera Leao e non Diaz e probabilmente è lì che vince la partita. Il portoghese ha un altro passo rispetto a D’Ambrosio e risulta essere una spina nel fianco per l’Inter fino a quando le energie hanno retto. La squadra di Pioli è riuscita tutto sommato a insabbiare Lukaku e L. Martinez sfruttando i rientri ed i raddoppi di un monumentale Kessie (che rischia anche il rosso). La prestazione di Franck è stata la chiave della partita, sempre in aiuto con il suo fisico sia a Romagnoli che a Kjaer nel momento del bisogno. L’Inter viste le defezioni si è presentata in campo con due terzini come centrali di difesa e la differenza di passo con gli attaccanti rossoneri si è vista.

LA GIOCATA

L’azione del 2-0 al 15′ minuto è da incorniciare. Le giocate di Saelemaekers, che con una finta di corpo si libera Brozovic e parte in contropiede, e Leao, che sguscia via in fascia a D’Ambrosio, risultano essere fondamentali per la rete del 2-0 e per la vittoria della squadra rossonera.

CURIOSITÀ

Zlatan Ibrahimovic con la doppietta di sabato sera raggiunge quota 8 goal nei derby di Milano (sei con il Milan e due con l’Inter), solo tre giocatori hanno fatto meglio (Meazza 12, Nordahl e Nyers 11). Lo svedese alla quarta doppietta dopo i 38 anni eguaglia il record di  Silvio Piola in serie A.

Era dal 1973 che il Milan non andava a segno per 24 gare di Serie A consecutive.

DICHIARAZIONI

Pioli:” Il risultato di oggi non cambiava niente, non era determinante in nessun senso. Abbiamo battuto una grande squadra, siamo stati bravi a soffrire, è una bella vittoria e importante per i nostri tifosi che oggi ci hanno scortato fino allo stadio. Il nostro cammino è ancora lungo e possiamo migliorare“.

Il cammino è ancora lungo ma le basi per una grande stagione ci sono tutte. Arriveranno i momenti difficili e sarà in quei momenti che capiremo a che punto è questo Milan.

Conte:” Giocando con due ali, Ivan e Hakimi, dobbiamo avere gli equilibri giusti, ma stiamo parlando di due gol evitabilissimi. Kolarov? E’ quello il ruolo migliore per lui, lo ha fatto alla Roma e in Nazionale, anche per momento di carriera. C’è da lavorare, ma questo con tutti”

Le dichiarazioni di Conte sono in controtendenza rispetto al pensiero della quasi totalità dei tifosi interisti. Il ruolo di Kolarov sarà oggetto di molte discussioni nei prossimi giorni in casa nerazzurra.

Ibrahimovic:” La squadra sta crescendo tanto, stiamo crescendo, i giovani si prendono più responsabilità e si allenano molto bene. Sento tanto la responsabilità, perché mi sento leader e sono il più vecchio. Però tutti hanno fame e hanno voglia di vincere.”

Le parole di Zlatan certificano ancora una volta quanto sia importante la sua presenza in questo gruppo. La sua voglia di vincere e di lottare è un esempio per tutta la squadra e i giovani stanno imparando da lui.

TOP & FLOP

Prestazione monumentale di Ibrahimovic e Kessie. Il primo ha fatto reparto da solo e ha sovrastato fisicamente e tecnicamente De Vrij per tutta la partita. Il secondo è riuscito a recuperare un’infinità di palloni. Andando sempre in raddoppio su Lukaku e Lautaro Martinez ha dato molta più solidità alla difesa rossonera e ha permesso al Milan di non soffrire più di tanto la fisicità dei due attaccanti nerazzurri.

Ancora una volta da dimenticare la prestazione di Castillejo. Entrato al 15′ del secondo tempo è parso ancora lontano dalla sua forma migliore.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan femminile: le rossonere affrontano la settimana del Derby

Milan femminile: le rossonere affrontano la settimana del Derby

Cinque giornate di Serie A femminile archiviate, un quarto di campionato già alle spalle, una classifica che inizia a tracciare le prime gerarchie di questa strana stagione calcistica, iniziata anzitempo e mai del tutto al sicuro da improvvisi stravolgimenti. E poi, la rovente settimana del Derby.

La classifica attuale vede una Juventus sempre, comunque ed inequivocabilmente Juventus, ovvero prima a punteggio pieno, con già due successi ottenuti contro le potenziali dirette rivali: Milan e Fiorentina. Le Viola hanno collezionato due sconfitte consecutive, incassando un netto 3-1 contro il Sassuolo ed un sonoro 4-0 contro la Juventus, mettendo così in mostra le sfumature più nascoste nelle prime giornate, che evidenziano ora la fragilità di una rosa che ha perso tante individualità tra cui lo storico capitano Alia Guagni, e ha dovuto temporaneamente fare a meno di una top player come Tatiana Bonetti.

Sul secondo gradino del podio è ora il Sassuolo, vera rivelazione del campionato, per quanto non sorprendente vista la crescita di squadra già in tempi non sospetti: insieme alla Juventus, il team di Piovani è l’unico a non aver ancora registrato una sconfitta in Serie A, mancando la vetta della classifica per soli due punti, lasciati sul campo di casa alla prima giornata contro la Roma.

Ed è proprio al terzo posto che arriva il Milan femminile, solo a quota 12 punti, reduce da una bella vittoria contro l’Empoli, altra reale minaccia alle big della Serie A. La squadra di mister Ganz è riuscita a scrollarsi di torno i 90’ poco felici di San Siro, che hanno sancito ancora una volta l’inferiorità rispetto alle bianconere di Rita Guarino, sempre leaders incontrastate del campionato.

Ma una vittoria non basta, per quanto convincente e per quanto stimolante, perchè il prossimo weekend vedrà impegnate le rossonere in uno degli impegni stagionali più attesi: è ufficialmente iniziata la settimana che porta al Derby di Milano.
Domenica, ore 12.30, il Milan femminile ospiterà l’Inter women per la sesta di campionato, alla ricerca della quinta vittoria nella stracittadina milanese in altrettanti scontri diretti. Perchè la lunga battaglia per il secondo posto passa anche da qui.

 

Photo credits: Acmilan.com

Lucia Pirola

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Milan – Bodø/Glimt 3-2: Le pagelle. Nel segno di Calha e Colombo!

Milan – Bodø/Glimt 3-2: Le pagelle. Nel segno di Calha e Colombo!

Milan – Bodø/Glimt – Vince ancora il Milan contro il Bodø/Glimt nonostante l’affanno degli ultimi minuti di gara. Ancora Calhanoglu è la guida dei rossoneri con due gol e un assist, ma impossibile non rimarcare il primo gol a San Siro di Lorenzo Colombo.

Le pagelle

Donnarumma 6.5: Sui due gol non può fare molto, poi rimane inoperoso per la maggior parte della partita. Ci mette la manona destra quando serve a 5 dalla fine, con il Milan che non ne ha praticamente più e avrebbe rischiato di uscire fossero arrivati i supplementari.

Calabria 5.5: Non poteva essere sempre quello visto contro il Bologna e infatti soffre maledettamente un giocatore molto più vivo come Hauge che gli fa venire il mal di testa in varie occasioni. Traballa, ma non molla fino alla fine.

Kjaer 6: Il migliore del pacchetto arretrato, ma fa fatica a tenere la linea. Paga la cattiva serata degli altri 3 suoi compagni di avventura e prova a mettere qualche pezza ai loro errori. In assoluto si fa coinvolgere dalla brutta serata difensiva di squadra sbagliando più del solito.

Gabbia 5: E’ lui il peggiore in campo. Colpevole, in condivisione con Kessiè, sul primo gol e in generale durante la partita non da mai la sensazione di sicurezza di cui avrebbe bisogno il Milan, soprattutto in questa fase della stagione in cui le gambe vanno meno.

Theo Hernandez 5.5: Parte forte, sembra essere una di quelle sere dove trascina la squadra con la sua corsa incessante, si spegne invece alla distanza e anche difensivamente è meno attento del solito lasciandosi sfuggire più di una volta l’avversario. Sull’ultima occasione fallita da Saltnes sbaglia completamente la diagonale difensiva, ma fortunatamente il biondo attaccante sbaglia clamorosamente.

Bennacer 5.5: Male il metronomo rossonero questa sera, non gli riescono le giocate che lo hanno reso importantissimo per questa squadra. E perde malamente il pallone che porta al secondo gol dei norvegesi. Un passaggio a vuoto fisiologico che non ne intacca la sua importanza.

(Tonali s.v.: Entra tardi e ha poco tempo per mettersi in mostra. Rischia nel finale facendosi saltare mollemente da Hauge, ma fortunatamente i norvegesi falliscono il 3-3 davanti a Donnarumma).

Kessiè 6: Non il solito Frank. Per una volta trova giocatori che fisicamente stanno come lui se non meglio. Non riesce a far valere il suo strapotere fisico, ma non stacca mai dalla partita come spesso gli succedeva nelle scorse stagioni quando non riusciva a dominare fisicamente. Si fa saltare come un birillo sull’azione del gol di Junker che apre la partita.

Castillejo 5.5: Non bene lo spagnolo che non riesce mai a saltare l’uomo e creare la superiorità numerica nella metà campo offensiva. Si impegna con ripieghi lunghi in fase difensiva, ma il Milan avrebbe bisogno di ben altro. Non stava benissimo dopo la partita con il Bologna e infatti è il primo a venir cambiato.

(Krunic 6: Messo dentro per fare legna e dare un po’ di solidità alla squadra sul doppio vantaggio, fa il compitino prendendosi anche la libertà di mandare Saelemaekers in porta senza però che il belga riesca a realizzare).

Calhanoglu 7.5: Fa tutto lui, due gol bellissimo, l’assist di tacco meraviglioso per il primo gol di Colombo, più almeno altre quattro imbeccate in porta per i compagni che però non concludono in rete. In assenza di Ibra è lui il giocatore più ricercato dalla squadra e risponde presentissimo. Il migliore di serata.

Saelemaekers 6: Ci prova, prima a sinistra e poi a destra, va vicino al gol che gli viene negato solo da un salvataggio miracoloso di un difensore norvegese. Un po’ meglio delle ultime uscite e del Castillejo di questa sera, ma giusto un poco. Sufficienza stiracchiata perché è l’ultimo che smette di correre e di fare su e giù per il campo.

Colombo 7: E’ l’uomo del destino, alla prima da titolare in Europa risponde presentissimo in area di rigore. La prima volta a giro viene fermato benissimo da Haikin, poi punisce da pochi passi sull’assist di Calhanoglu.
Esce forse troppo presto, quando sembra avere ancora birra in corpo.

(Maldini 5.5: Quando entra il Milan inizia a soffrire, si impegna in fase di pressing, tocca pochissimi palloni, ma li sbaglia quasi tutti. Segnerebbe anche il gol del 4-1, ma glielo annullano per fuorigioco).

Pioli 5.5: Cambi di difficile comprensione, soprattutto quello tra Colombo e Maldini. Toglie profondità e pericolosità alla sua squadra con l’uscita del 29, soprattutto non inserendo un giocatore particolarmente veloce per provare a giocare in contropiede. Contestualmente decide di non cambiare modulo con l’uscita di Castillejo e l’inserimento di Krunic. Finisce che la sua squadra fa mezz’ora senza essere né carne né pesce e viene salvato da Donnarumma e da un erroraccio di Saltnes.

Matteo Vismara

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Maroni a Radio Rossonera: “Dobbiamo tornare a vivere grandi emozioni. Assolutamente contrario all’abbattimento di San Siro”

Maroni a Radio Rossonera: “Dobbiamo tornare a vivere grandi emozioni. Assolutamente contrario all’abbattimento di San Siro”

MARONI A RADIO ROSSONERA –  “Mi aspetto una stagione che ci faccia rivivere le grandi gioie del passato. L’ultima risale a troppi anni fa, ad Atene con il Liverpool. Da allora abbiamo sofferto troppo. Mi auguro che la nuova società faccia le scelte giuste, noi milanisti non ci accontentiamo”.

Lo ha dichiarato il già Ministro dell’Interno ed ex Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, noto tifoso milanista, ai microfoni di Radio Rossonera in occasione della presentazione del suo libro “Il rito ambrosiano. Per una politica della concretezza”, tenutasi a Bisceglie (Bt, Puglia) nella kermesse letteraria “Libri nel Borgo Antico”.

Inevitabile, poi, una battuta sul futuro di San Siro. “San Siro è la scala del calcio, un’istituzione – ha affermato Maroni -. Sono assolutamente contrario al suo abbattimento, a Milano ci sono tante aree dove realizzare il nuovo stadio, San Siro lo lascerei lì. Non mi convince neanche l’idea di fare un nuovo stadio con l’Inter: andare allo stadio significa andare a casa propria, non in quella che è anche dei tuoi cugini”.

Immagine articolo tratta dal sito: theitaliantimes

Intervista a cura di Enrico Aiello

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