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Giovanni Audiffredi (Dir. GQ Italia) a Radio Rossonera: “Ibra al Milan al 70% Può essere la soluzione ed è in una forma pazzesca”

Giovanni Audiffredi (Dir. GQ Italia) a Radio Rossonera: “Ibra al Milan al 70% Può essere la soluzione ed è in una forma pazzesca”

GIOVANNI AUDIFFREDI A RADIO ROSSONERA – Si continua a parlare del possibile ritorno al Milan di Zlatan Ibrahimovic e, a tal proposito, le recenti dichiarazioni del nazionale svedese a GQ Italia sembrano accreditare questa teoria. Per cercare di capirne di più, la redazione di Radio Rossonera ha deciso di chiedere ulteriori spiegazioni proprio al direttore della nota testata, Giovanni Audiffredi. Qui di seguito l’intervista completa:

Come interpreti le parole che vi ha detto Zlatan Ibrahimovic?

Io sarei molto fiducioso sul suo ritorno al Milan. Nel tempo ha detto che non sarebbe mai andato via dal Milan e da Milano e che anche la sua famiglia si è sempre trovata bene, ora dice di voler tornare a giocare in Italia per una squadra che deve ritornare a vincere seguendo quella che è stata la sua storia, a voi che squadra vi viene in mente? Il Milan ovviamente. Il Bologna lo escludo, l’Inter non mi sembra probabile. Inoltre, basta dire che è vecchio perché l’ho visto incredibilmente in forma. Negli ultimi 2 anni si è mantenuto in una forma pazzesca e lo ha dimostrato facendo più di 50 goal. Secondo me sta molto bene e al Milan darebbe un bel contributo”.

A quando risale l’intervista?

L’intervista non è assolutamente vecchia. Inizialmente abbiamo fatto lo shooting a Los Angeles e quando fai quel tipo di servizio ti tieni sempre delle finestre temporali aperte per utilizzare il materiale. Poi il testo lo abbiamo aggiornato sotto data ricontattandolo e portando a casa pensieri molto positivi e indizi sul suo possibile ritorno al Milan e sul fatto che vuole tornare a giocare in Italia”.

È stato contattato da dirigenti del Milan?

No, non è che mi ha chiamato Boban! Mi hanno chiamato degli amici da casa Milan e la deduzione che faccio io è che quando mi viene chiesta qualcosa magari è perché qualcuno ha qualcosa da dirmi oppure è molto interessato a capire. Se ho ricevuto telefonate anche da amici di altri club? No”.

Che impressione ti ha fatto Zlatan Ibrahimovic?

Lo definirei un guascone. Fa parte di quella tipologia di uomini che non le manda a dire e che a volte fa la voce grossa ma secondo me lui è un buono: persona corretta e professionista serissimo. Ibrahimovic è consapevole di essere un fuoriclasse con un ego importante ma d’altronde è normale sia così, ha vinto ovunque”.

Considerato il personaggio, ti aspetti qualche colpo di scena sul suo futuro calcistico?

No, ho capito che Zlatan vuole tornare a giocare in Italia. Essendo lui un uomo di cuore magari ha pensato di voler andare a giocare per il suo amico Mihajlovic che sta sicuramente vivendo un momento particolare ma allora perché dirci che sarebbe andato in una squadra con un certo tipo di storia. Senza nulla togliere a Bologna o magari Napoli, quando si parla di storia del calcio italiano fondamentalmente si parla o di Milan o di Juventus o di Inter”.

Puoi regalarci qualche anticipazione relativa all’intervista completa?

Tenderei ad escludere la Juventus per una piccola punturina relativa a Cristiano Ronaldo. Quando gli abbiamo chiesto quale fosse il suo giocatore preferito la sua risposta è stata Ronaldo…il brasiliano. Ronaldo perché ci ha raccontato di come da ragazzino lo guardasse per mosse, scatti e finte che di fatto ha inventato”.

Ibrahimovic può davvero essere la soluzione ai problemi del Milan?

Difficile rispondere. Credo che nel calcio la forza di un gruppo sia altrettanto risolutiva come un grande campione. L’Inter ha una bella squadra ma stiamo vedendo come Conte sia un elemento incredibile. Il Milan è una squadra giovane piena di talento e consiglio ai tifosi di non buttarsi giù. Piatek è un campioncino, se non segna per 10 partite consecutive non deve essere un problema. Ibrahimovic per questo Milan può essere la certezza offensiva di chi segna non appena inquadra la porta. Davvero, mi è sembrato un ragazzino, ha un fisico pazzesco per avere 38 anni. In altre squadre magari farebbe panchina e di certo è ad un punto della sua carriera dove può far quello che vuole d’altronde ha già fama e denaro a sufficienza”.

Ci confermi che anche la moglie verrebbe volentieri a Milano?

La moglie di Zlatan è simpaticissima, molto intelligente ed è sempre stata innamorata di Milano”.

Infine, giusto per giocare. Quale percentuale daresti al ritorno al Milan di Zlatan Ibrahimovic?

70%

Ascolta l’intervista completa a questo link https://www.spreaker.com/user/radiorossonera/04-12-2019-radio-rossonera-talk-in-coll-

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Gianluca Sartori (Dir. Toronews.net) a Radio Rossonera: “Del Milan temo la voglia di riscatto. La squadra di Giampaolo dovrebbe prestare attenzione a Verdi”

Gianluca Sartori (Dir. Toronews.net) a Radio Rossonera: “Del Milan temo la voglia di riscatto. La squadra di Giampaolo dovrebbe prestare attenzione a Verdi”

GIANLUCA SARTORI A RADIO ROSSONERA – A un giorno dalla gara tra Torino-Milan, sfida valevole per la quinta giornata di serie A, la redazione di Radio Rossonera ha contattato il direttore di Toronews.net, Gianluca Sartori, per affrontare alcuni temi relativi al match che si giocherà domani sera alle 21. Qui di seguito, l’intervista completa.

Un buon inizio di campionato, in seguito una piccola crisi con due sconfitte. Come giudichi l’inizio di stagione del Torino e quali pensi siano gli obiettivi stagionali?

“Considerando il calendario, il Torino avrebbe dovuto avere qualche punto in più perché tutto sembrava andare bene, dopo la vittoria in casa dell’Atalanta a Parma si era generato grande entusiasmo nell’ambiente, invece poi sono arrivati questi due passi falsi inaspettati nell’arco di una settimana contro Lecce e Sampdoria. Poi si sa, gli ambienti calcistici sono volubili per definizione, quelli del Torino forse in particolare, si passa dalle stelle alle stalle nell’arco di poco. Adesso c’è un po’ di scoramento, ma la squadra ha tutte le capacità per riprendersi e ci sono tutti i presupposti per farlo. Sicuramente Mazzarri deve trovare le contromosse giuste per dare uno scossone e raddrizzare un po’ la barca”.

Come giudichi la rosa a disposizione di Mazzarri? Si poteva far di più sul mercato? Quali i punti di forza e di debolezza?

La rosa a disposizione la giudico bene, a mio parere è una rosa completa, forse ci poteva stare un’alternativa in più a centrocampo, ma comunque Berenguer e Ansaldi si possono adattare; credo che la rosa sia completa e dia tutte le garanzie del caso considerando anche Nkoulou pienamente arruolato come mi aspetto torni ad essere entro breve tempo. Sul mercato forse si poteva agire prima, credo che sarebbe stato meglio per tutti, Laxalt e Verdi sono arrivati nell’ultima settimana di mercato, Verdi addirittura all’ultimo secondo; evidentemente le condizioni del mercato erano quelle lì, ma sicuramente sulle tempistiche qualcosa da migliorare ci poteva essere, anche perché hai affrontato il play-off col Wolverhampton senza acquisti e questo un po’ ha attirato delle critiche. Il mercato comunque non è mai facile da leggere, io credo che comunque i rinforzi siano arrivati ed è meglio averli tardi che mai. Tra i punti di forza, fino a due settimane fa, c’era la difesa, adesso non lo è più, è chiaro che le cose sono cambiate rispetto al panorama che c’era ad inizio settembre. Credo comunque che la rosa sia completa da tutti i punti di vista, ci sono alternative da tutte le parti, credo che per la dimensione del Torino vere debolezze non ce ne sono. Semmai a centrocampo si è dato fiducia a chi c’era già in rosa e magari un’alternativa in più ci poteva stare”.

Domani Torino-Milan: chi temi di più della squadra rossonera e a chi dovrebbe prestare maggiore attenzione la squadra di Giampaolo?

Del Milan temo in generale la voglia di riscatto, il Milan non può permettersi la mediocrità, mi aspetto una squadra che scenda in campo per vincere, non c’è tanto un giocatore da temere per il Torino, quanto piuttosto la voglia di reazione che il Milan deve avere dopo la sconfitta netta nel derby. La squadra di Giampaolo dovrebbe prestare maggiore attenzione a Simone Verdi, perché il Torino punterà tanto su di lui per oliare quel raccordo tra centrocampo e attacco che è stato fin qui un po’ il punto critico della gestione Mazzarri, cioè la poca qualità negli ultimi trenta metri. Verdi è stato preso per sopperire a questa lacuna e credo giocherà titolare per la prima volta; credo sia il giocatore da tenere d’occhio con più attenzione, oltre ovviamente a Belotti che, tolta la partita con la Sampdoria in cui ha deluso anche lui, ha avuto un ottimo rendimento nella fine dell’estate, ha fatto nove gol tra Torino e nazionale”.

Andrea Propato

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Pierpaolo Bisoli a Radio Rossonera: “Milan, con Giampaolo sei sulla strada giusta. Che emozione la prima di mio figlio a San Siro”

Pierpaolo Bisoli a Radio Rossonera: “Milan, con Giampaolo sei sulla strada giusta. Che emozione la prima di mio figlio a San Siro”

PIERPAOLO BISOLI A RADIO ROSSONERA – L’ex centrocampista di Cagliari e Brescia, Pierpaolo Bisoli, padre di Dimitri, giovane incursore delle rondinelle, ha parlato quest’oggi ai microfoni di Radio Rossonera alla vigilia della sfida di domani tra Milan e Brescia.

Il Brescia è una squadra compatta, con una grande voglia di rimanere in serie A dopo i sacrifici dello scorso anno – ha spiegato Bisoli -. Giocano un calcio molto propositivo, dovranno essere al 100% per fare punti, ma è una squadra con le qualità giuste per restare nella massima categoria. In panchina, poi, hanno Corini, l’allenatore che mi incuriosisce di più: ha grandi idee e può fare molto bene. Sono incuriosito dall’arrivo di Balotelli, che domani non ci sarà ed ha qualità fuori norma per il calcio italiano. La sua è una scelta che lo renderà responsabile, se si metterà a disposizione del gruppo saprà togliersi grandi soddisfazioni anche personali”.

Parole al miele anche per l’allenatore del Milan. “Giampaolo è un ottimo allenatore, non si deve far condizionare da una sconfitta all’esordio. Non penso andrà a stravolgere il suo lavoro ed il suo credo calcistico per un incidente di percorso. Certo, è una sensazione strana vedere un Milan ripartire dopo i grandi successi dell’era Berlusconi, ma i tempi sono cambiati, le disponibilità economiche sono diverse e sono ripartiti da zero; Gattuso ha fatto bene lo scorso anno sfiorando di un soffio la Champions League, ma con Giampaolo sono sulla strada giusta”.

Emozione e curiosità per il debutto a San Siro del figlio Dimitri. “Vedere mio figlio a San Siro sarà una delle soddisfazioni più grandi per un padre – ha spiegato Bisoli -. Non l’ho mai aiutato permfargli far strada, ha fatto tanta gavetta in tutte le categorie, ci è arrivato con voglia e determinazione e già domenica col Cagliari ha dimostrato di poter fare ottime cose in serie A. Ogni estate, cinque giorni dopo la fine della stagione vuole che ci alleniamo assieme ed io lo faccio letteralmente “morire”. L’altro mio figlio invece ha subito brutti infortuni alle ginocchia ed ora si è convinto ad entrare a far parte del mio staff non appena troverò una nuova panchina”.

Immagine articolo tratta da: foggiacalciomania.com

Enrico Aiello

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Fabrizio Zanolini (Dir. BresciaInGol.com) a Radio Rossonera: “Milan più forte ma occhio alle qualità del Brescia. Balotelli ha aumentato l’entusiasmo”

Fabrizio Zanolini (Dir. BresciaInGol.com) a Radio Rossonera: “Milan più forte ma occhio alle qualità del Brescia. Balotelli ha aumentato l’entusiasmo”

FABRIZIO ZANOLINI, MILAN-BRESCIA – Alla vigilia di Milan-Brescia, sfida valevole per la seconda giornata di Serie A, la redazione di Radio Rossonera ha contattato il direttore di BresciaInGol.com, Fabrizio Zanolini, per affrontare alcune tematiche relative proprio al match che si giocherà alle ore 18 di domani a San Siro. Qui di seguito, l’intervista completa.

Come sta vivendo questo ritorno in Serie A il pubblico bresciano? L’obiettivo e le speranze per questa stagione sono per una salvezza tranquilla o magari qualcosina in più visto l’ottimo esordio in casa del Cagliari?

È un ritorno che il pubblico bresciano sta veramente vivendo molto bene: la massima serie mancava dalla stagione 2010/11 e dunque erano 8 anni che il Brescia non riassaporava la Serie A. Una promozione vissuta con grande attesa perché, tralasciando i problemi degli ultimi 3 anni, il Brescia è sempre stato una candidata autorevole per raggiungerla. Brescia che tra l’altro, dopo l’opera di ammodernamento del Rigamonti, sta lavorando anche sul centro sportivo che dovrebbe essere terminato entro la fine dell’anno. Una Serie A conquistata con merito nella scorsa stagione grazie al bel gioco creato da Corini che tra l’altro è un bresciano. L’obiettivo per questa stagione credo sia una salvezza realisticamente possibile ma la Serie A non è la Serie B: è un campionato difficilissimo. Cellino è ambizioso, non escludo che magari, dovesse andar bene quest’anno, per la prossima stagione possa fare qualche pensierino verso qualcosa di più. Inoltre, l’entusiasmo attorno alla squadra è sicuramente aumentato con l’acquisto di Mario Balotelli: ho visto 1500 persone pronte ad accoglierlo al campo di allenamento. Considerate che gli ultimi 70 metri prima di arrivare al centro sportivo, Balotelli era costretto a percorrerli in macchina visti i tanti tifosi presenti. Io un entusiasmo così non lo ricordavo dai tempi di Baggio“.

Mario Balotelli: un grandissimo aiuto per questo Brescia o un accentratore che magari rischia di far venire meno il gioco di squadra?

Difficile al momento avere tutte le risposte. Balotelli si porta appresso una squalifica di 4 giornate e tornerà in campo in occasione di Brescia-Juventus alla quinta giornata. Da un lato è un peccato non poterlo schierare prima di quella partita ma dall’altro forse è un bene perché fisicamente è arrivato tirato a lucido ma è chiaro che gli manca ancora qualcosa nella preparazione atletica ed aerobica. Per quel che si vede durante gli allenamenti, non diventerà un problema bensì sarà una risorsa preziosissima: per una squadra che deve salvarsi è importante avere a disposizione un giocatore che sa benissimo come buttar dentro i palloni. Balotelli è un bresciano e durante la conferenza di presentazione l’ho visto veramente convinto di questa scelta, anzi ha lasciato intendere di non aver mai avuto così tanta consapevolezza nella propria scelta come in questo caso“.

Domani Milan-Brescia: che partita si aspetta? A cosa e a chi deve stare attento il Milan e viceversa?

Spero possa essere una partita aperta anche se il Milan è più forte, i risultati della prima giornata non cambiano certo i valori in campo domani. Il Brescia è una squadra abituata a giocare a viso aperto e credo sia giusto così perché anche chiudendosi il rischio di prendere gol c’è sempre. I rossoneri dovranno stare attenti alla personalità dei giocatori di un Brescia che tra l’altro, nella prima giornata era privo di giocatori importanti e con 9/13 al debutto assoluto nella massima serie. Oltre alla personalità ed all’entusiasmo poi ci sono le qualità di singoli giocatori come Bisoli, Tonali, Torregrossa e Donnarumma giusto per fare qualche nome. Il Brescia invece dovrà stare attento alle giocate di chi la Serie A la conosce bene, lo stesso Corini ha parlato di Suso, Piatek e Calhanoglu come giocatori capaci di riuscire a trovare la giocata in ogni momento. In fondo, se pensiamo ad Inter-Lecce, il Lecce ha disputato una buona partita nel complesso, poi è stata punita dalle giocate dei vari Brozovic, Sensi e Candreva. In generale il Brescia deve stare attento a tutto il Milan e anche a non farsi tremare le gambe perché la cornice di San Siro desta sempre una certa impressione“.

Donato Boccadifuoco

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Bartoletti a Radio Rossonera: “Bene Maldini e Boban in società, Giampaolo l’acquisto più importante”

Bartoletti a Radio Rossonera: “Bene Maldini e Boban in società, Giampaolo l’acquisto più importante”

BARTOLETTI A RADIO ROSSONERA – “Il nuovo Milan? Ci sono tutti i presupposti per ripartire bene. La conferma di Maldini ed il ritorno di Boban sono simbolo di una ritrovata tradizione milanista nella società e rappresentano un importante punto di partenza”.

Così il giornalista e conduttore televisivo Marino Bartoletti a margine della presentazione del suo libro “La squadra dei sogni. Il cuore sul prato”, tenutasi a Bisceglie nell’ambito della rassegna letteraria Libro nel Borgo Antico.

Ad un mio sondaggio, i miei follower su Facebook hanno collocato il Milan al quinto posto, ai piedi del piazzamento Champions. Finora la società ha operato bene, i nuovi arrivi sono coerenti con un progetto chiaro ma credo anche che il mercato del Milan non sia ancora finito e si possa solo migliorare. L’acquisto più importante per i rossoneri, comunque, sarà quello di Giampaolo” ha concluso Bartoletti.

Intervista a cura di Enrico Aiello

Immagine articolo tratta da: ilbuonsenso.net

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Maroni a Radio Rossonera: “Dobbiamo tornare a vivere grandi emozioni. Assolutamente contrario all’abbattimento di San Siro”

Maroni a Radio Rossonera: “Dobbiamo tornare a vivere grandi emozioni. Assolutamente contrario all’abbattimento di San Siro”

MARONI A RADIO ROSSONERA –  “Mi aspetto una stagione che ci faccia rivivere le grandi gioie del passato. L’ultima risale a troppi anni fa, ad Atene con il Liverpool. Da allora abbiamo sofferto troppo. Mi auguro che la nuova società faccia le scelte giuste, noi milanisti non ci accontentiamo”.

Lo ha dichiarato il già Ministro dell’Interno ed ex Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, noto tifoso milanista, ai microfoni di Radio Rossonera in occasione della presentazione del suo libro “Il rito ambrosiano. Per una politica della concretezza”, tenutasi a Bisceglie (Bt, Puglia) nella kermesse letteraria “Libri nel Borgo Antico”.

Inevitabile, poi, una battuta sul futuro di San Siro. “San Siro è la scala del calcio, un’istituzione – ha affermato Maroni -. Sono assolutamente contrario al suo abbattimento, a Milano ci sono tante aree dove realizzare il nuovo stadio, San Siro lo lascerei lì. Non mi convince neanche l’idea di fare un nuovo stadio con l’Inter: andare allo stadio significa andare a casa propria, non in quella che è anche dei tuoi cugini”.

Immagine articolo tratta dal sito: theitaliantimes

Intervista a cura di Enrico Aiello

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Milan Femminile, intervista a Monica Mendes: “Super carica per la nuova stagione”

Milan Femminile, intervista a Monica Mendes: “Super carica per la nuova stagione”

MILAN FEMMINILE: NEWS DAL RITIRO – Procede a gonfie vele il ritiro del Milan Femminile presso il Centro Sportivo di Temù a Ponte di Legno: due sedute quotidiane di allenamento sotto la guida di mister Ganz per preparare al meglio la condizione atletica delle rossonere in previsione della prossima Serie A femminile, al via il 14 settembre.

L’atmosfera di entusiasmo, grande voglia e sintonia del gruppo è tangibile, e le nuove arrivate finora -Piazza, Rinaldi, Vitale, Hovland, Conc- sembrano già essersi ambientate perfettamente dopo appena due giorni di allenamento, regalando una limpida impressione di serenità nonostante la fatica e l’impegno messi in campo ad ogni sessione di allenamento.

L’INTERVISTA A MONICA MENDES – In esclusiva per Radio Rossonera, ecco l’intervista al difensore del Milan Femminile  Monica Mendes, direttamente dal ritiro a Ponte di Legno.

Monica, hai avuto un infortunio alla fine della scorsa stagione che ti ha tenuto impegnata in questi mesi: come ti senti adesso? E come prevedi di iniziare la stagione?
«Bene, ho avuto un infortunio ma adesso mi sento molto bene e sono super carica per la nuova stagione. Ho lavorato molto bene e lo staff del Milan è stato davvero molto professionista, mi hanno aiutato tanto e grazie a Dio adesso sono al 100%. Adesso iniziamo e con il tempo sarò nella mia migliore performance».

Abbiamo visto che sono arrivate anche tante ragazze nuove nella squadra, abbiamo visto un bel gruppo che si sta formando. Vi trovate bene?
«Si, molto bene fino ad adesso! C’è una nuova stagione, un nuovo gruppo, una nuova storia che comincia adesso, un nuovo allenatore. Quindi è lo stesso club, la stessa voglia di vincere, ma con un gruppo ancora più carico, ancora più con voglia di vincere e di fare tante cose belle per il Milan».

Hai parlato del nuovo allenatore, che abbiamo visto presentare pochi giorni fa: adesso sono solo due giorni che fate allenamento con lui in ritiro, ma avete già visto che tipo di allenatore è? È veramente grintoso e focoso come dice lui?
«Si si, fino ad adesso abbiamo fatto solo due giorni, ma credo che sia un allenatore da Milan, perché ha la grinta, la voglia di vincere, di portare il Milan al top e di fare questo club grande anche nel calcio femminile. Sappiamo che dobbiamo ancora lavorare tanto, abbiamo ancora tanto da migliorare, ma secondo me siamo sulla strada giusta. Stiamo creando un gruppo molto forte, e quando si riesce a fare un gruppo forte con il tempo riusciremo a fare buone cose per il Milan e magari ancora meglio dell’anno scorso».

Quindi, speranze per la prossima stagione?

«Siamo sempre tutte qui per vincere e per portare il Milan il più in alto possibile».

 


Ringraziamo AC Milan e Monica Mendes per l’intervista

 

 

Lucia Pirola

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Esclusiva Andrea Maldera: “Mykolenko giocatore interessante. Il Milan fa bene ad osservare Suprjaha. Giampaolo? Sono un suo estimatore”

Esclusiva Andrea Maldera: “Mykolenko giocatore interessante. Il Milan fa bene ad osservare Suprjaha. Giampaolo? Sono un suo estimatore”

ESCLUSIVA ANDREA MALDERA – Intervista esclusiva di Radio Rossonera ad Andrea Maldera, assistente tecnico della nazionale ucraina guidata da Andrij Shevchenko. Tra i temi della chiacchierata non mancano alcuni giudizi tecnico-tattici su alcuni talenti ucraini come Mykolenko e Suprjaha; oltre che un parere su Marco Giampaolo.

Vitalij Mykolenko, che tipologia di giocatore è? Può essere pronto per la Serie A?

È un ragazzo arrivato quest’anno in nazionale, l’avevamo seguito la scorsa stagione, e un po’ anche per necessità l’abbiamo inserito in anticipo. Ci ha sorpreso per la velocità con cui si è imposto e si è conquistato il posto in rosa, non è ancora un titolare fisso. È ancora giovane, un classe 2000 che grazie al campionato nazionale non di alto livello è riuscito a trovare spazio, ma forse non è ancora pronto per altri campionati, c’è una componente di rischio. Il ragazzo comunque a livello fisico e tecnico è interessante. Un mancino naturale, più bravo in fase di possesso, un giocatore di prospettiva. Mi sembra azzardato però possa essere il titolare del Milan che però può prenderlo come investimento per il futuro“.

Ci può raccontare qualcosa su Suprjaha (attaccante ucraina under 20)?

Nonostante il momento sociale del paese non sia facile e il campionato è dominato da Shakhtar e Dinamo Kiev, nell’ultimo periodo il calcio ucraino ha proposto molti talenti. Non è un caso che abbiamo vinto il Mondiale Under 20. Suprjaha ha bruciato le tappe, negli Europei Under 19 (l’Ucraina arrivò al 4°posto) fu straordinario. Quest’anno è stato buttato in prima squadra nella Dinamo Kiev, giocando anche il preliminare di Champions con l’Ajax. Ha fatto, come normale, un po’ di fatica. Sono ragazzi giovani, di grande potenzialità, a cui però va concesso un margine d’errore, che a volte la Serie A non ti concede. Sono tutti ragazzi di valore e in nazionale possiamo aspettarli. Al Milan invece è un po’ più difficile. Suprjaha, a differenza di Mykolenko, non è nella rosa della Nazionale maggiore. Mykolenko invece ha giocato titolare contro il Portogallo, dove non ha sfigurato. Le aspettative sono alte e importanti, ha un grande futuro e il Milan fa bene ad osservarlo“.

Ti incuriosisce Giampaolo al Milan?

Non vedo l’ora che accade, sono un estimatore del gioco di Giampaolo e di quello di Sarri che hanno principi simili e grandi idee di calcio. Quest’anno sono andato a Genova a trovarlo, il suo staff è molto preparato. È arrivato a questo punto dopo tanti anni di esperienza e gavetta. Per me è uno dei maestri di calcio più importanti in Italia, prima o poi doveva fare il salto di qualità. Una squadra come il Milan, oltre a vincere, deve dare una grande immagine in campo e tornare a fare le partite. il Napoli di Sarri non ha vinto lo scudetto, ma ci ha fatto emozionare. Faccio un grande in bocca al lupo a Giampaolo“.

Immagine articolo tratta da: trivenetogoal.it

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Esclusiva, Zaccheroni: “Dopo il Derby il Milan ha perso sicurezza. Suso? Se lo discutiamo non ne veniamo più fuori”

Esclusiva, Zaccheroni: “Dopo il Derby il Milan ha perso sicurezza. Suso? Se lo discutiamo non ne veniamo più fuori”

ESCLUSIVA, ZACCHERONI – Lunga intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex allenatore del Milan, Alberto Zaccheroni. Tra i temi della chiacchierata non manca l’attualità con una valutazione dell’operato di Gattuso e del momento vissuto dai rossoneri; più, un tuffo nel passato con il racconto dello storico Scudetto della stagione 1998/99. Qui di seguito, vi riportiamo le sue dichiarazioni:

Che idea si è fatto del Milan di Gattuso?

Di un Milan che è arrivato con una certa quadratura e consapevolezza fino al Derby e poi ha perso sicurezza dopo averlo perso. La squadra non è più quella di prima, quella in cui l’attaccante segnava sempre e che invece adesso fatica a fargli arrivare palloni. Ultimamente è diventato un Milan più prevedibile e Gattuso sta lavorando per cercare di ritrovare quella quadratura. I problemi non sono dunque dovuti solo a questioni tecnico-tattiche ma anche all’umore dei giocatori ed al rapporto che questi hanno con i compagni di squadra, l’allenatore e la società“.

Mister lei ha spesso utilizzato gli esterni offensivi a piedi invertiti. Come valuta Suso e Calhanoglu in questo Milan?

Se nel Milan di oggi mettiamo in discussione anche Suso non ne veniamo più fuori. Suso è uno dei pochi che sa saltare l’uomo e fornire assist agli attaccanti, è inoltre capace di andare sul fondo o rientrare sulla trequarti: un giocatore che non sa stare sulla trequarti ma ci sa andare. È importante che non riceva mai la palla spalle alla porta perché la tocca 4 volte. Non è un trequartista ma certamente non si può discutere“.

Un allenatore come gestisce all’interno dello spogliatoio un caso come quello di Bakayoko?

Nel caso specifico bisognerebbe conoscere bene le dinamiche. Certamente però vi posso dire che questi episodi accadono ma io ho sempre imposto una regola al primo giorno ovunque io sia andata: il rispetto dei ruoli! Raramente ho avuto problemi con un giocatore ma quando è successo o l’ho risolto subito oppure da lì a poco il giocatore in questione non gioca più: In ogni squadra, se non rispetti i ruoli non puoi giocare. Al Milan ho avuto meno problemi rispetto ad altre squadre che ho allenato perché avevo un capitano come Maldini che magari all’interno dello spogliatoio spiegava come bisognava comportarsi. L’allenatore è il responsabile delle prestazioni di una squadra, nella mia carriera ho avuto più problemi con i presidenti piuttosto che con i giocatori“.

Mister cosa può raccontarci di quella meravigliosa cavalcata che ha portato allo Scudetto nella stagione 1998/99

Innanzitutto avevo uno splendido zoccolo duro italiano formato da questi 3 giocatori: Albertini, Costacurta e Maldini. Tutti gli altri componenti della rosa si sono allineati a questi 3 giocatori che erano i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via. Quella era una squadra arrivata undicesima in classifica con Sacchi e decima con Capello, certamente due degli allenatori più bravi del calcio mondiale. Quell’estate il Milan non acquistò Cristiano Ronaldo o Messi, ovvero giocatori capaci di spostare gli equilibri ma giocatori funzionali. Non è vero che quel Milan era scarso, anzi; era composto però da molti giocatori a fine carriera ed il mio compito è stato quello di ripristinarne le motivazioni e gestirli affinché in campo potessero dare il meglio. Ad un certo punto eravamo l’unica squadra a rincorrere la Lazio che però non ci prese in grande considerazione e così iniziò a perdere qualche punto qua e là. Quando persero in casa contro la Juventus vidi brillare gli occhi dei mie “vecchietti” e io dissi a Galliani: “Non so se vinceremo lo Scudetto perché la Lazio è ancora davanti a noi in classifica ma di sicuro vinceremo tutte e 7 le partite che restano“.

Qual è il suo ricordo più bello dei suoi anni al Milan?

Non ho un ricordo più bello o preferito. Il goal di Ganz? Non direi che è il mio ricordo più bello anche perché è stata una delle partite più sofferte delle ultime 7. Forse Perugia, anche se quel rigore che ha riaperto la partita mi ha fatto morire (Sorride n.d.r.)“.

Cosa pensa della frase “Non contano i moduli, bensì l’interpretazione”?

La cosa importante nel calcio è dare soluzioni, permettere ad un giocatore di alzare la testa e vedere quanti più compagni liberi e pronti a ricevere la palla. Il modulo in realtà è solo la posizione di partenza dei giocatori e l’allenatore deve convincere i giocatori a fare quello che serve“.

Atalanta, Milan o Roma: chi andrà in Champions?

Credo che tra le tre sia l’Atalanta a meritare di più il quarto posto. I nerazzurri giocano un calcio fantastico dove tutti fanno la loro parte. Nessuna primadonna e tanto sacrificio; i tifosi devono esserne orgogliosi“.

Tottenham o Liverpool: quale squadra le piacerebbe allenare e chi vincere la Champions League?

Le allenerei entrambe volentieri ma dovendo scegliere sarei portato ad andare dove non hanno vinto perché la sfida sarebbe più intrigante. Quando allenavo in Italia mi ha cercato qualche club delle Premier League e non sono voluto andare, oggi però andrei perché il calcio inglese ha tanta qualità ed intensità. Klopp o Pochettino? Sono bravi tutti e due ma preferisco il secondo perché è più vario. Sulla carta dovrebbe essere il Liverpool a vincere la finale ma sappiamo bene che il calcio è imprevedibile“.

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#SentirsiCampioni: Radio Rossonera e Associazione Milanisti 1899 per il sociale

#SentirsiCampioni: Radio Rossonera e Associazione Milanisti 1899 per il sociale

#SENTIRSICAMPIONI – Nuova iniziativa all’orizzonte per Radio Rossonera e l’Associazione Milanisti 1899, #SentirsiCampioni: una serie di programmi, interviste, video (e molto altro) che avranno come denominatore comune il sociale, tema al quale la stessa Radio insieme con l’Associazione ha già dimostrato notevole sensibilità. Obiettivo di #SentirsiCampioni è dare maggior risalto e voce a chi difficilmente riesce ad esprimerla o semplicemente non ce l’ha.

Tra le diverse iniziative (perché saranno ben più di una) racchiuse sotto l’hashtag #SentirsiCampioni, una serie di clip video realizzate dai “Fedelissimi Tifosi Sordi” del Milan; clip che avranno l’obiettivo di spiegare con la Lingua dei Segni Italiana (LIS) e dinamiche calcistiche.

Lo staff dei Fedelissimi Tifosi Sordi: Lorenzo Tessarollo, Michele Vitale, Salvatore Gallo, Giuseppe Pignataro, Claudio Magnetti, Paolo Aisa, Andrea Ferraioli, Alessandro Piazza, Francesco Passarelli e Massimo Di Vito Francesco.

A tal proposito, ecco quanto dichiarato da Lorenzo Tessarollo in rappresentanza dei Fedelissimi Tifosi Sordi:

“Abbiamo deciso di fare queste clip in LIS ovvero Lingua dei Segni Italiana per far conoscere alla società ed a tutti i tifosi rossoneri il nostro mondo silenzioso. Nonostante la nostra sordità riusciamo a seguire appassionatamente la nostra squadra del cuore anche se in realtà purtroppo troviamo delle difficoltà. La nostra speranza – Prosegue Lorenzo TessarolloÈ di riuscire a coinvolgere la società a collaborare con i nostri progetti: noi siamo già a completa disposizione e per amore dei colori rossoneri siamo disposti a tutto. Inoltre con le nostre clip, i tifosi udenti avranno la possibilità di imparare le basi della nostra LIS e provare a comunicare come noi. Ringrazio Radio Rossonera che ha creduto in noi e nel nostro progetto, sostenendoci ed anche l’intero staff dei Fedelissimi Tifosi Sordi“.

#SENTIRSICAMPIONI: Ecco la prima clip realizzata dai “Fedelissimi Tifosi Sordi” del Milan:

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