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Milan-Torino, la parola ai protagonisti

Milan-Torino, la parola ai protagonisti

COPPA ITALIA, MILAN-TORINO 4-2 dts. PIOLI: “QUALIFICAZIONE MERITATA, REBIC GIOCATORE RITROVATO”  

Dopo una battaglia durata 120 minuti, Stefano Pioli si gode non solo la qualificazione alle semifinali di Coppa Italia, ma anche una gara nel complesso spettacolare. 

“E’ stata una bellissima partita – ha esordito il tecnico emiliano -, non meritavamo di andare in svantaggio, anzi avremmo dovuto chiudere il primo tempo con un vantaggio più ampio. Sono soddisfatto perché questa squadra sta mettendo in campo generosità e voglia di star dentro la partita. Nel complesso, direi che il passaggio del turno sia meritato”. 

E questo nonostante una difesa che anche stasera ha subito due gol ma che, secondo Pioli, “contro il Torino ha rischiato meno delle ultime gare, in cui avevamo concesso qualcosa in più. Sul primo gol ci siamo fatti sorprendere su un nostro errore ma la squadra ha saputo tenere bene il campo ed essere compatta. E’ comunque inevitabile concedere qualcosa in più se si crea tanto e stasera abbiamo costruito davvero tantissime occasioni”. 

In attacco, invece, le cose sembrano finalmente funzionare. “Abbiamo tanti giocatori, abbiamo tenuto in campo quattro calciatori offensivi. L’importante è che la squadra sia sempre equilibrata, poi ci sono anche soluzioni a gara in corsa che possono risultare decisivi come questa sera. Aldilà del numero di attaccanti, è importante rafforzare i concetti su cui stiamo lavorando e limare situazioni che talvolta non ci vedono molto compatti. Solo così potremo essere più efficaci”.

Sui singoli, Pioli ha elogiato Rebic “anche stasera un’ottima prestazione, è un giocatore ritrovato ed in grado di strappare” e rivolto parole dolci per Piatek: “tutti i giocatori a disposizione lavorano bene. Ci può stare non essere al top della condizione per tutto l’anno ma la stagione è ancora lunga, tra Campionato e Coppa Italia, e c’è bisogno di tutti”. 

Ed a proposito di semifinale, Pioli chiude: “Affronteremo la squadra più forte che però non è imbattibile. Prima, però, bisogna pensare al Campionato ed alla prossima partita, che è sempre la più difficile”. 

Enrico Aiello

Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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Brescia-Milan, la parola ai protagonisti

Brescia-Milan, la parola ai protagonisti

BRESCIA-MILAN -, PIOLI: “MILAN MENO BELLO MA VINCENTE, IBRA VALORE AGGIUNTO. MERCATO? ASPETTO”

Si coccola un Milan che lui stesso definisce “non bellissimo, ma vincente”, Stefano Pioli, al termine del successo del “Rigamonti”, il quarto consecutivo, Coppa Italia compresa. 

“Sappiamo che possiamo giocare meglio di stasera, abbiamo trovato difficoltà ma sono contento per l’atteggiamento della squadra, che finalmente sa soffrire ed ha compreso di avere le qualità per trovare le giocate vincenti – ha commentato a fine gara il tecnico emiliano -. I risultati ci soddisfano, la mentalità è quella giusta ma dobbiamo fare meglio se vogliamo puntare a qualcosa in più. I tifosi sognano? Noi dobbiamo solo pensare a migliorare e guardare già alla prossima partita. Questo Milan sta guarendo, è una squadra diversa rispetto a quella con cui siamo partiti, abbiamo cambiato posizioni in campo ma soprattutto atteggiamento e voglia. E’ una squadra che sa soffrire e bisognerà continuare a farlo fino alla fine perché il Brescia, questa sera, ha dimostrato che non ci saranno avversari facili sul nostro cammino”.

Intanto, la svolta rossonera sembra essere coincisa con l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic: “Ibra è un valore aggiunto per presenza, spessore, personalità e qualità – ha sottolineato Pioli -. Ma tutta la squadra ha lavorato bene e saputo reagire dopo la violenta sconfitta di Bergamo”.

Sugli ultimi giorni di mercato e sulla mancata convocazione di Paquetà, Pioli ha chiosato: “Se ci saranno uscite, ci saranno eventualmente entrate. I dirigenti stanno lavorando, gli ultimi giorni sono i più complicati. Per il momento aspetto, poi tireremo le somme. Lucas sta attraversando un momento particolare, avrei preferito portarlo a Brescia ma non se l’è sentita. Fino a ieri non aveva espresso dubbi, ieri ci ha detto che non era tranquillo ed ha preferito non partire con la squadra”.

CORINI

Umore decisamente opposto, in casa Brescia, per il tecnico delle rondinelle Eugenio Corini. “E’ frustrante fare prestazioni di questo livello e non portare a casa punti – ha spiegato il tecnico bresciano -. Dobbiamo trovare energie per affrontare le prossime 17 gare con lo stesso livello di questa sera, senza cadere nel vittimismo perchè siamo artefici del nostro destino. Tonali? E’ un talento straordinario con grande applicazione quotidiana al lavoro, abbina fisicità e tecnica di grande livello, vuol sempre migliorarsi. Sapevamo fosse molto forte, vogliamo ancora farlo crescere e lui deve trascinarci verso una salvezza che tutta la città e tutta la tifoseria meritano. Da Balotelli invece mi aspetto continuità, gol ed applicazione quotidiana. E’ un giocatore di livello diverso e deve dimostrarlo”.

DONNARUMMA

Il gol vittoria porta la firma di Rebic, ma sui tre punti di questa sera ci sono soprattutto le mani di Gigio Donnarumma. “Abbiamo dimostrato di saper soffrire – ha detto a fine gara il portierone rossonero -. Il nostro obiettivo è l’Europa, dobbiamo continuare così senza neanche minimamente pensare di poterci rilassare. La testa è già alla Coppa Italia ed alla battaglia che ci aspetta martedì; vogliamo andare avanti. Bisogna guardare partita per partita, vogliamo vincere più partite possibile ed a fine stagione faremo i calcoli. Anche la difesa lavora meglio, è più compatta; lavoriamo meglio in allenamento, io ho fiducia nei miei compagni e loro ne hanno in me”. 

Enrico Aiello

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan-Sampdoria, la parola ai protagonisti

Milan-Sampdoria, la parola ai protagonisti

MILAN-SAMPDORIA 0-0, PIOLI: “VOLEVAMO RISCATTARCI, SIAMO DELUSI. LA SQUADRA DEVE ANCORA ABITUARSI ALLA PRESENZA DI IBRAHIMOVIC” 

Non nasconde affatto la delusione, a fine gara, Stefano Pioli, che dalla prima gara del nuovo anno si aspettava una reazione diversa dopo la disfatta di Bergamo mentre ancora una volta si ritrova con qualcosina in più di un pungo di mosche in mano. “Peccato, volevamo vincere ma ci sono mancate qualità e precisione sottoporta – ha esordito il tecnico rossonero -. Abbiamo sempre fatto la partita, giocando costantemente nella loro metà campo ed un numero impressionante di palloni nella loro area. Ma con la sola generosità non si vincono le partite, ci vuole più qualità, più precisione da parte di tutti, ma anche più cattiveria sulle palle sporche in area di rigore”.  

Caratteristiche che Ibrahimovic ha provato a dare nella seconda parte della gara, ma il suo ingresso non è bastato. “Il suo impatto è stato positivo, ha dato presenza e sostegno, è un punto di riferimento – ha detto Pioli -. Ma la squadra non è ancora abituata a questa presenza fisica, nel finale dovevamo cercarlo di più, è chiaro che manchino ancora le conoscenze reciproche che col tempo potranno solo migliorare. Questa squadra ha sempre cercato di proporre  il suo calcio, con Ibra avremo altre soluzioni che dovremo sfruttare meglio. Il suo ruolo? Farà il centravanti, vedremo se da solo o con un’altra punta. Può giocare anche con Piatek, ma bisogna mantenere i giusti equilibri di squadra”. 

A proposito di singoli, il mister si è soffermato anche sul momento no di Jesus Suso. “La presenza di Ibra in area può dare soluzioni importanti per chi va spesso al cross come Jesus. L’importante è mettere i giocatori di qualità in condizione di giocare il pallone. Suso oggi ha avuto diverse palle ma non sempre le ha sfruttate. Non è solo un problema di Suso”.

La disfatta prenatalizia con l’Atalanta sembra intanto aver lasciato il segno nello spogliatoio di Milanello, come confermato dallo stesso mister. “La sconfitta di Bergamo ci è rimasta dentro, ci siamo macerati nell’arrivare a questa partita e dovevamo essere più lucidi”. 

Ed a chi gli fa notare che oltre ad Ibra e ad un difensore questa squadra potrebbe aver bisogno di maggior qualità a centrocampo, Pioli replica: “I centrocampisti del Milan hanno buone caratteristiche, stiamo passando un momento di poca fiducia ma hanno dimostrato di saper giocare buone partite. Ci sono le qualità per far meglio e dobbiamo riuscirci

Si gode la prestazione dei suoi ma con il rammarico di aver solo sfiorato il colpaccio, invece, Claudio Ranieri

“Abbiamo fatto un’ottima prestazione, ma quando vieni a San Siro per vincere devi essere perfetto, mentre a noi è mancata la precisione sottoporta – ha dichiarato il tecnico blucerchiato -. Siamo stati molto compatti, avevamo anche trovato il gol ma in leggero fuorigioco. Le proteste con il quarto uomo? Mi riferivo alle troppe ammonizioni (sei): leggendo il tabellino si potrebbe parlare di partita cattiva, ma non è stato così. E vorrei rivedere il fallo a palla lontana di Krunic su Chabot, che sarebbe potuto essere da secondo giallo”. 

Enrico Aiello

Photo Credits: AcMilan.com

 

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Milan-Sassuolo, le parole dei protagonisti

Milan-Sassuolo, le parole dei protagonisti

MILAN-SASSUOLO 0-0, PIOLI: “PECCATO, CREIAMO TANTO MA NON RIUSCIAMO A SEGNARE”. DE ZERBI: “ANCHE NOI POSSIAMO RECRIMINARE, PARI MERITATO”

Avrebbe voluto regalare un compleanno più felice ai tifosi rossoneri e Stefano Pioli non fa nulla per nasconderlo al termine di Milan-Sassuolo.

Sono rammaricato soprattutto per il primo tempo, in cui potevamo far qualcosa in più, essere più veloci e precisi – ha spiegato il tecnico rossonero -. Nella ripresa, invece, abbiamo fatto quello che dovevamo, tirando molto in porta con quasi 10 occasioni molto chiare. Dovevamo e volevamo vincere, non ci siamo riusciti e ci dispiace, ma questo vuol dire che dobbiamo cercare di fare ancora meglio nelle prossime partite”.

Il problema del Milan continua ad essere quello del gol, ma Pioli non ha alcuna intenzione di crocifiggere il suo centravanti. “Purtroppo il nostro problema in questo momento è che dobbiamo produrre tanto per riuscire a segnare. Nel complesso abbiamo fatto una buona partita, tranne alcune imprecisioni che potevano costar care, ma ci è mancata precisione e lucidità sottoporta. Non è solo un problema di punta. Piatek nelle ultime settimane è cresciuto molto, ci vorrebbe  più equilibrio nei giudizi: domenica scorsa lo si descriveva come il salvatore della patria,  oggi sembra sia tutta colpa sua. Credo che abbia fatto una buona partita, lavorando tanto per la squadra anche se sottoporta  è stato impreciso come i suoi compagni”.

A chi gli chiede se questo Leao potrà essere più utilizzato rispetto alle ultime settimane, Pioli risponde: “C’è possibilità per tutti di farsi trovare pronti ed essere schierati. Ci sono tanti buoni giocatori in rosa, io devo scegliere. Altre volte in cui era entrato, non avevate gli stessi giudizi su di lui”.

Non ci sta affatto a recitare la parte della squadra che è arrivata a Milano solo per strappare il pareggio, il tecnico del Sassuolo Roberto De Zerbi.

“Non solo il Milan ha qualcosa da recriminare, anche noi abbiamo sprecato diversi contropiedi – ha detto l’allenatore dei neroverdi -. Nella prima parte del primo tempo abbiamo costretto il Milan nella loro metà campo, nella seconda parte della ripresa ci hanno schiacciato loro perché sono venuti fuori i reali valori delle squadre in campo. Nel complesso, però, credo che questo pareggio sia meritato”.

Enrico Aiello

Photo Credits: AcMilan.com

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Bologna-Milan, le parole dei protagonisti

Bologna-Milan, le parole dei protagonisti

BOLOGNA-MILAN 2-3, PIOLI: “VITTORIA MERITATA, MA PENSIAMO GIA’ AL SASSUOLO. CHE BELLO SALUTARE SINISA”

L’aria di casa ha portato fortuna, vittorie e sorrisi a Stefano Pioli, che dopo Parma sbanca anche Bologna, altra squadra allenata nel recente passato. Il tecnico rossonero, a fine gara, esordisce però su uno dei momenti più belli della serata, l’abbraccio con Sinisa Mihajlovic: “Ero commosso e felice di salutarlo, avrei voluto abbracciarlo ma mi ha detto che era meglio di no – ha detto Pioli -. E’ stata una bella emozione, molto toccante, sono contento di averlo ritrovato sul campo. Sapevo che con lui in panchina sarebbe stata più difficile”.

Nell’analizzare la gara, il mister ha spiegato: “Abbiamo fatto una bellissima partita, sia noi che il Bologna. La nostra maggior qualità è stata decisiva, ma questi tre punti non cambiano nulla. Oltre ai tre punti, ci portiamo a casa sensazioni positive e consapevolezza delle nostre qualità e del fatto che, giocando da squadra, possiamo fare prestazioni come questa. Non dovevamo soffrire così tanto e cercare di chiuderla prima, ma ho visto spirito di squadra e voglia di sacrificarsi assieme da parte della squadra, oltre alla qualità che non ci manca”.

Sollecitato sui singoli, Pioli ha elogiato Piatek – “E’ un punto di riferimento importante, ha tenuto tante palle e vinto molti duelli, esce da questa partita con più convinzione e fiducia” – ma non solo: “Bennacer e Bonaventura sono giocatori che sanno trovare spazi e smarcarsi, anche Chala, Suso e Kessie si sono mossi bene ed i due difensori centrali hanno fatto girare bene il pallone e creato superiorità numerica. Quanto a Theo Hernandez, ha tempi di gioco importanti in fase offensiva, grande fisicità ed un piede educato. Nelle prime partite l’avevo fatto partire troppo alto, invece da dietro riesce a spaccare le difese. Per sfruttarne al meglio le caratteristiche, dobbiamo cercare di alzare il baricentro ed avere il predominio del campo”.

Ed a chi gli chiede se il suo Milan può tornare a lottare per obiettivi prestigiosi, Pioli risponde senza giri di parole: “Il nostro unico obiettivo è la partita di domenica prossima con il Sassuolo. Sarà una sfida difficile, ho visto la partita con il Cagliari e giocano davvero un ottimo calcio”.

A fine gara ha parlato anche Krystof Piatek, tra i migliori in casa rossonera. “Non contano le prestazioni dei singoli, ma la vittoria ed il gruppo – ha detto il Pistolero polacco -. Non so se torniamo in corsa per l’Europa, siamo concentrati sulla prossima partita che è il nostro unico obiettivo in questo momento. Finalmente sto meglio, la mia prima parte di stagione è stata molto complicata soprattutto dal punto di vista fisico”.

Enrico Aiello

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan-Lazio, le parole dei protagonisti

Milan-Lazio, le parole dei protagonisti

MILAN-LAZIO, PIOLI: “CHE ERRORI SUI GOL, MA VEDO UNA SQUADRA IN CRESCITA”

Rammaricato per il risultato ma soddisfatto per la prestazione dei suoi ragazzi. Stefano Pioli vede una squadra in crescita, al termine della sconfitta con la Lazio, ma i risultati continuano a latitare.

“Non mi sento in un labirinto, vedo una squadra in crescita – ha detto il tecnico rossonero -. Oggi un risultato positivo sarebbe stato importantissimo ma c’è stata la prestazione. Abbiamo cercato di ribattere colpo su colpo contro una squadra forte, prendendoci rischi ma facendoli anche correre alla Lazio. La strada è quella giusta, dobbiamo solo pensare ad alzare ancora il nostro livello di prestazioni”.

Analizzando la gara, Pioli prova a trovare una spiegazione sui gol subiti: “In entrambi i gol della Lazio siamo in superiorità numerica ma non leggiamo bene la situazione. Dobbiamo interpretare meglio le situazioni ed essere più veloci. A 10′ dalla fine una squadra che sta facendo quella prestazione non deve prendere quel gol. E’ vero che Theo Hernandez va sfruttato di più in fase di spinta ma bisogna essere anche bravi a coprire la sua posizione. Oggi nel secondo tempo eravamo a 3, Calabria era il terzo difensore e Rebic a centrocampo. Ma non è una questione di numeri. E’ grave il modo in cui prendiamo il secondo gol, ci è costato la partita. Ce la siamo giocata alla pari con una squadra molto forte, che deve arrivare tra le prime 4 se non vuole incorrere in una grande delusione”.

Molto deludente, invece, l’apporto dei calciatori subentrati, a cominciare da Rafael Leao. “Ma non voglio puntare il dito contro nessuno – ha spiegato Pioli -. Certo, da Leao mi aspettavo di più, doveva darci profondità, strappi ed uno contro uno. Deve far meglio, oggi il suo ingresso non è stato all’altezza delle sue potenzialità. Questa squadra non avrà grandissimi campioni ma ci sono ottimi giocatori, di gran qualità. Siamo una squadra giovane ma di giovani maturi che devono capire come si interpreta ed approccia una partita: e questo vale sia per i titolari che per chi entra in campo a partita in corsa”.

Ed a chi gli chiede se i problemi del Milan siano più tecnici o di testa dei calciatori, Pioli replica. “Si parla tanto della testa dei giocatori ma oggi la squadra ha battagliato per 90′, non si è arresa, ha giocato e lottato pur commettendo errori. Dobbiamo essere più precisi, a volte sbagliamo alcune scelte. Dobbiamo crescere ma non vedo una squadra impaurita. L’unico momento in cui forse ho visto una squadra impaurita è stato quando sono arrivato, ma adesso vedo giocatori convinti. Ieri ho parlato di squadra che ci crede, stasera abbiamo lottato contro una squadra molto forte. I ragazzi sono usciti dal campo ed avevano la testa bassa per la sconfitta ma erano convinti del proprio percorso di crescita”.

INZAGHI

Si gode il successo della Lazio dopo 29 anni di digiuno a San Siro in campionato, invece, il Simone Inzaghi.

“Volevamo sfatare questo tabù, avevo detto alla squadra che si poteva fare, anche perché qui avevamo vinto lo scorso anno in Coppa Italia. Abbiamo vinto meritatamente, il Milan ha fatto una buona gara ma noi abbiamo fatto di tutto per vincere, pur subendo un gol fortuito – ha esordito il tecnico biancoceleste -. I cambi ci hanno aiutato, nonostante li abbiamo fatti per alcuni problemini fisici. Quando comandiamo la partita, 9 volte su 10 la vinciamo. Vogliamo costruire, spesso riusciamo a farlo altre volte meno. Oggi non era facile, il Milan alzava Bennacer su Leiva e non era facile. Nel primo tempo potevamo far meglio, sapevamo che il Milan sarebbe calato nella ripresa avendo giocato giovedì”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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Milan-Spal, le parole dei protagonisti

Milan-Spal, le parole dei protagonisti

MILAN-SPAL -, PIOLI: “ECCO LO SPIRITO CHE VOLEVO, SENTO CHE QUESTA SQUADRA PUO’ CRESCERE”

Niente scherzetto, ma un dolcetto che vale tre punti per Stefano Pioli, che al terzo tentativo trova finalmente il suo primo successo sulla panchina del Milan. 

 “Avevo chiesto alla squadra di mostrare lo spirito e lo spirito è stato quello giusto – ha esordito il tecnico rossonero  -. Stasera abbiamo rischiato poco, peccato aver tenuto il risultato in bilico fino alla fine ma vincere e soffrire ci può far bene. Se questa vittoria può rappresentare la svolta? La partita che può cambiare la stagione è sempre la prossima. Sono contento per i ragazzi, la società ed i tifosi che ci hanno sostenuto, ma dobbiamo già pensare alla Lazio, un avversario molto forte”.

A scacciare le streghe ci ha pensato Suso, che Pioli aveva tenuto inizialmente in panchina per la prima volta in questo campionato e dopo 17 consecutive da titolare. “Jesus è un giocatore di grande qualità, può fare di più per le sue capacità, sono contento di allenarlo – ha detto il mister -. Ma noi dobbiamo pensare da squadra e non ai singoli, non si vince e non si perde grazie ad un solo giocatore. Oggi abbiamo vinto tutti, contro un avversario che è venuto a pressarci molto alto. Avevo detto ai ragazzi che era difficile che la Spal tenesse i ritmi del primo tempo. Nei primi 45’ non abbiamo creato molto ma non abbiamo rischiato, nei secondi la Spal ci ha permesso di palleggiare di più ed arrivare più spesso vicino alla loro porta. C’era il rischio di innervosirci e perdere lucidità ma non ci siamo mai abbattuti”.

Nuovamente sollecitato sulla possibile coesistenza tra Piatek e Leao, Pioli si ripete: “E’ possibile vederli insieme, stavo pensando di inserire Leao quando non riusciamo a sbloccarla; se Suso non avesse segnato, lo avrei inserito largo a sinistra per farlo accentrare. Per il momento non posso farli giocare insieme almeno finché non avremo più equilibrio e più convinzione”.

Intanto, domenica sera con la Lazio il Milan è atteso dalla prima di un trittico durissimo che proseguirà con Juventus e Napoli. “Sento che la squadra può crescere, se siamo convinti tutto è possibile – ha chiosato il tecnico rossonero -. Le prossime sono gare difficilissime, dobbiamo affrontarle una alla volta ma essere preoccupati nel modo giusto. Dobbiamo sempre battagliare, come oggi. Se manteniamo questo spirito, abbiamo la qualità per far bene, m solo con la qualità non si vince, nel calcio di oggi non basta più. Adesso dobbiamo recuperare le energie fisiche e mentali in vista di domenica”. 

SEMPLICI

Ha le idee poco chiare e non mostra grande lucidità a fine gara, il tecnico della Spal Leonardo Semplici, che esordisce lamentandosi per la direzione di gara: “Sono arrabbiato – ha detto il tecnico spallino -, faccio i complimenti al Milan che ha meritato ma mi piacerebbe rivedere alcune situazioni, dalla posizione di Piatek nell’azione che ha portato al gol di Suso al secondo giallo su Bennacer che nessuno ha segnalato. So che la Spal interessa meno ed ha meno appeal, ma anche noi lavoriamo. La squadra ha disputato una buona gara, i ragazzi ci mettono l’anima. In tre anni non ho mai giudicato l’operato degli arbitri, ma stasera voglio capire il posizionamento di Piatek sul gol ed il mancato secondo giallo a Bennacer. Magari avremmo perso ugualmente, ma vorrei che ci venga dato ciò che si spetta”.

Subito dopo le telecamere di Sky gli mostrano la posizione (regolare) di Piatek da cui è nata la punizione di Suso e Semplici si ravvede: “mi sembra buona. Mi ha fatto dispiacere di più il mancato secondo giallo a Bennacer a dieci minuti dalla fine, in 11 contro 10 potevamo giocarla diversamente. Devo migliorare io e tanto, e far migliorare i ragazzi”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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Milan-Lecce, le parole dei protagonisti

Milan-Lecce, le parole dei protagonisti

MILAN-LECCE, PIOLI: FESTA ROVINATA. LA GIOIA DI LIVERANI

Sperava di festeggiare diversamente il suo 54esimo compleanno Stefano Pioli, nel giorno del suo esordio sulla panchina del Milan. Invece proprio Marco Calderoni, che il 15 maggio 2009 quando allenava il Piacenza regalò agli emiliani la matematica salvezza con un gol contro il Pisa, gli ha negato la gioia della vittoria al debutto in rossonero.  

“Peccato, è chiaro mi aspettassi il regalo più bello da questa partita – ha esordito Pioli – ma questa sera avevo chiesto alla squadra spirito e la risposta c’è stata; purtroppo il risultato non da merito alla prestazione dei miei ragazzi. Questa sera non abbiamo ottenuto la vittoria per demeriti nostri, dovevamo chiuderla prima proprio per evitare che succedesse ciò che è successo, cioè di non vincere una partita che meritavamo di vincere.  Aspettavo questa gara con grande curiosità e sono convinto che ci servirà molto, sia per proseguire nelle cose positive che abbiamo fatto, sia per capire i nostri errori ed in cosa bisogna migliorare. Una squadra come il Milan queste partite deve chiuderle e portarle a casa. Se poi non riesci a chiuderla, puoi anche vincerla 2-1, soffrendo e stringendo i denti. Non so se è una questione mentale o di concentrazione, i giocatori del Milan sono ragazzi consapevoli delle loro qualità e della maglia importante che indossano” 

Pioli sembra comunque soddisfatto della prestazione dei suoi anche se gli errori commessi sono stati pagati a caro prezzo:  “Questa squadra deve attaccare la profondità, anche se le strategie possono cambiare di partita in partita. Oggi ad esempio abbiamo costruito con la difesa a 3, magari domenica a Roma sarà diverso. Mi sono piaciuti alcuni concetti di gioco ed alcune soluzioni, ma c’è ancora tanto lavoro da fare anche se abbiamo la qualità per migliorare. Sul gol di Calderoni, aldilà del bel gesto tecnico, ci è mancata attenzione e collaborazione, anche se quell’azione potevamo chiuderla prima. Sull’azione del rigore, invece, eravamo posizionati male, tutti spostati verso la palla”. 

Sollecitato sul possibile impiego contemporaneamente di Rafael Leao e Piatek, il tecnico rossonero spiega: “Potranno giocare insieme quando avremo più equilibrio ed io avrò capito meglio le loro caratteristiche e come farli coesistere. Oggi ho tolto Rafael perché aveva avuto una contrattura a fine primo tempo ed anche Paquetà mi sembrava meno brillante”.

LIVERANI

Ha lo sguardo sornione di chi ha rovinato sul più bello la festa del proprio collega, invece, Fabio Liverani. “Siamo felici – ha detto il tecnico dei salentini -, per noi questa sarà una stagione di sofferenza fino al 24 maggio. E’ vero che il Milan poteva avere difficoltà per il cambio di allenatore, ma hanno grandi giocatori ed una squadra molto più forte. Nel primo tempo la squadra non mi è piaciuta, non abbiamo fatto bene in alleggerimento in difesa ed in uscita col possesso palla, inevitabilmente il Milan ha preso il sopravvento. Nei 90 minuti ci sono più partite, momenti in cui si soffre ed altri in cui hai il pallino della partita e devi essere bravo a sfruttarlo. Dobbiamo essere più bravi nella lettura dei momenti della partita. Falco è stato il giocatore più utilizzato, lo scorso anno è cresciuto molto e ci ha trascinato. Oggi ha sofferto molto la fisicità di Theo Hernandez, deve essere bravo a trovare alternative al suo standard di gioco su questa fascia. Questa squadra mi piace perché lotta fino alla fine. Con questo spirito possiamo arrivare lontano”. 

 

Photo Credits: AcMilan.Com

Enrico Aiello

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Genoa-Milan 1-2, la parola ai protagonisti

Genoa-Milan 1-2, la parola ai protagonisti

GENOA-MILAN 1-2 – Parlare di un Giampaolo sereno, a fine gara, sarebbe un eufemismo. Ma i timidi sorrisi che ogni tanto mostra davanti alle telecamere hanno il sapore della panchina in salvo per il tecnico rossonero. “E’ una vittoria che serve per rispondere alle sentenze – dice scherzando il mister -. Avevo chiesto ai ragazzi di fare la partita della vita dal punto di vista temperamentale, del carattere. Non mi interessava il fioretto e la qualità, ma che non sanguinassimo davanti agli squali. Avevo detto che si poteva perdere il confronto tecnico, ma non la dignità. Nel primo tempo siamo andati sott’acqua, ma nella ripresa siamo stati bravi a reagire. C’era tanta pressione, siamo la squadra più giovane del campionato e non è facile gestire certe situazioni. Maldini in settimana mi ha confessato che anche lui, quando le cose andavano male, faceva fatica a giocare a San Siro. Oggi la squadra non ha mollato nulla, sono soddisfatto; abbiamo lottato e sofferto insieme, con quello spirito di sacrificio che avevo chiesto in settimana”.

Tante le domande sui singoli, da Piatek agli ingressi decisivi di Paquetà e Leao. Così Giampaolo: “Dire che chi è entrato ha cambiato la partita è ingeneroso verso gli 11 titolari. Piatek e Leao hanno caratteristiche diverse ma io sono attaccato ad entrambi, il Milan ha bisogno di entrambi. Non butto via nessuno, il mio compito è di tenerli sempre vivi. Questa partita dovevano giocarla i giocatori di responsabilità, quando siamo andati sott’acqua ho voluto inserire quelli più liberi; ho tanti giocatori di talento ma che devono migliorare nel saper giocare le partite. Paquetà è un ottimo giocatore, come tanti. E’ entrato bene, ci ha dato vigore, ma non condanno Hakan, preferisco parlare di collettivo. Bonaventura? Oggi avevamo bisogno di personalità, di saper gestire le difficoltà della partita. Ci occorreva Jack, mi è piaciuto molto, ha sensibilità, sa trattare la palla. Per noi è difficile giocare con tre attaccanti puri, lui ci ha dato equilibrio. Anche lo scorso anno non si giocava mai con tre attaccanti puri ma con Suso, Piatek ed un centrocampista, cioè Chalanoglu o Jack”.

Giampaolo ha poi raccontato le emozioni del rigore calciato nel recupero da Schone. “Per fortuna riesco ad essere lucido e freddo durante le partite. Ho anche dubbi che ci fosse il rigore ma Reina ha talmente tanta personalità che è in grado di recuperare dagli errori commessi; ho davvero tanta avuto fiducia in lui”.

E sul futuro, il mister conclude: “Oggi bisognava raschiare il fondo del barile, questa vittoria mi ha permesso di guadagnare del tempo. Adesso perderò alcuni giocatori per le nazionali ma nel complesso mi aspetto che questa squadra riesca a giocar meglio nel collettivo, con un po’ più di leggerezza. Lavorerò perché i ragazzi si avvicinino sempre più alle mie idee, alla mia visione; ci vuole pazienza ed un pizzico di fortuna. Nel frattempo, sento di poter dire che conosco sempre meglio questa squadra, i particolari e le sfaccettature tecniche e psicologiche dei miei uomini”.

ANDREAZZOLI

Non nasconde amarezza, a fine gara, il tecnico genoano Aurelio Andreazzoli. “A fine primo tempo ho fatto i complimenti ai ragazzi, abbiamo fatto la gara che mi aspettavo. Nella ripresa, in un paio di minuti abbiamo buttato tutto all’aria, commettendo delle ingenuità che in serie A non si possono vedere ed il Milan è stato bravo ad approfittarne. Dopo, siamo tornati a fare le cose per bene, come le avevo chieste in settimana. C’è rammarico, è fastidioso perdere una partita del genere ma il calcio è fatto di episodi”. Gli episodi cui si riferisce Andreazzoli non sono affatto quelli arbitrali che, anzi, l’ex tecnico empolese non contesta: “Il rosso a Biraschi? Non ho protestato, ho solo parlato con gli arbitri. Le decisioni sono loro e le accetto. Hanno rivisto l’azione ed avranno certezza di quello che hanno fatto. Il regolamento  è chiaro, c’era il fallo di mani come c’era il rigore per noi. Quando parlo di episodi non mi riferisco alle decisioni arbitrali ma agli errori che abbiamo commesso o a Reina che dopo un errore si è riscattato”. Chiosa finale sulle condizioni di Criscito: “Sta molto male, è un infortunio serio, muscolare” ha concluso Andreazzoli.

BONAVENTURA

Il suo ritorno in campo dal 1’ è coinciso con il ritorno alla vittoria del Milan; Jack Bonaventura è soddisfatto del risultato ma consapevole ci sia ancora tanto da migliorare. “E’ una vittoria importante perché venivamo da un brutto periodo, ma sappiamo tutti che possiamo e dobbiamo far meglio – ha detto il centrocampista rossonero -.  Fragilità mentale? E’ normale, siamo una squadra con tanti giovani, non è facile giocare con la pressione addosso ma ci dobbiamo abituare e tirare fuori il meglio da noi stessi. E’ stata dura star fuori, non vedevo l’ora di giocare, mi mancava il campo ed ho lavorato tanto; adesso sto bene, il ginocchio va molto meglio ed io potrò crescere giocando di più”. Ed a chi lo vede leader di questo Milan, Jack risponde: “E’ giusto che chi ha più esperienza ogni tanto si faccia sentire ma qui siamo tutti responsabili della situazione. Dobbiamo ancora migliorare tanto e lavoreremo per questo. Dopo questa vittoria, la sosta ci consentirà di lavorare di più. Avremo molti giocatori impegnati con le nazionali, ma chi rimarrà a Milanello si impegnerà per far rendere al meglio la squadra”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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Milan-Fiorentina 1-3: la parola ai protagonisti

Milan-Fiorentina 1-3: la parola ai protagonisti

MILAN-FIORENTINA 1-3, LA PAROLA AI PROTAGONISTI  – GIAMPAOLO: “CI È PESATA LA PARTITA, IO PRIMO RESPONSABILE”

“Testa alta e giocare a calcio” era il suo mantra. Ma il Marco Giampaolo che si presenta davanti alle telecamere dopo la disfatta con i viola mostra testa bassa ed occhi parecchio lucidi.

“Tre giorni fa a Torino avevamo fatto una partita di personalità, avevo intravisto sprazzi di cose che a me piacciono – ha spiegato il tecnico rossonero -. Oggi invece abbiamo giocato male individualmente, con poco ordine collettivo. Ci sono giovani forti che interpretano le cose individualmente, mentre bisogna saper fare le cose da squadra. Abbiamo pagato tanta disorganizzazione nelle fasi di gioco. Dobbiamo aggrapparci all’essere squadra. Se pensiamo di risolverle individualmente, anneghiamo nei nostri problemi. Oggi pesava perché dovevamo vincerla. Avevo detto ai ragazzi di non giocare col braccino e non aspettare gli eventi. Ho cercato di rassicurare la squadra ma non eravamo brillanti ne reattivi, eravamo frenati, ci è pesata la partita”.

Sulla contestazione dei tifosi, il mister chiarisce: “Non ho nulla da dire, sono giustificati, sono abituati a ben altro. Il tifoso paga e tifa Milan, ci mancherebbe. Dovevamo essere all’altezza dello stadio in cui giocavamo, ma a tratti ci siamo un po’ bagnati”.

E sulle nubi che si addensano sul suo futuro, Giampaolo spiega: “con la dirigenza non ho parlato, non faccio riflessioni, sono il primo responsabile ma vado avanti, sono convinto delle mie idee. Stasera sembrava non avessimo mai fatto un allenamento assieme, questo mi infastidisce. Si può anche perdere ma con ordine. Io devo tirar fuori il massimo dai miei calciatori, devo rendere questa una squadra, anche evitando fronzoli e dando più concretezza. Se non riesco ad esprimere lo stile-Milan in qualità e bellezza, proverò a privilegiare la quantità e la concretezza”.

MONTELLA

Questa volta i suoi sorrisi sono più che giustificati. Vincenzo Montella si gode il meritato trionfo.

“È stata una gran bella vittoria, in un grande stadio e davanti a 50mila spettatori – ha dichiarato il tecnico campano -. Mi aspettavo la standing ovation per Ribery, l’ho tolto per questo. Non è più quello di cinque anni fa ma è ancora un calciatore con capacità sopra la media. San Siro ha visto tanti campioni, non ti regala niente. Lo so perché ero tifoso del Milan. Gli applausi sono meritati”.

Ed a chi parla di rivincita, Montella spiega: “La soddisfazione è aver vinto, è la terza volta che lo faccio con la Fiorentina in questo stadio. Non avevo alcun spirito di rivalsa, era un altro Milan ed un’altra dirigenza. Con la prima dirigenza avevo vinto una Supercoppa senza far mercato. Ringrazio Galliani e Fassone che mi hanno dato la possibilità di allenare il Milan. La contestazione? Per il Milan giocare in questa atmosfera è dura. Mi spiace per i tifosi e per i giocatori che ho allenato. Ma a rotazione tocca a tutti. È un momento transitorio”.

RIBERY

“Giocare in questo stadio, davanti a questi tifosi, è speciale – spiega l’uomo partita Franck Ribery, che ringrazia chi lo ha applaudito -. I tifosi del Milan sono straordinari, adesso è difficile per loro e mi spiace. Noi abbiamo fatto una grande partita, sono contento.
Dicevano fossi vecchio, ma so giocare a calcio. Il calcio mi piace, ho sempre fame ed in campo mi diverto.
Dobbiamo lavorare ogni giorno per giocare come questa sera. Chiesa? Federico è un grande giocatore, con grande mentalità, parlo spesso con lui e mi segue sempre”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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